Normativa e prassi

16 Luglio 2021

Consulenza con corrispettivo in azioni per il Fisco conta il valore normale

Una start-up che, in base a un contratto di consulenza (consultancy agreement) con una società quotata in borsa, riceve le azioni di quest’ultima come compenso al raggiungimento di determinati step di ricerca, dovrà considerare come valore fiscalmente rilevante quello normale prendendo a riferimento come esercizio di competenza quello della maturazione dei corrispettivi. È uno dei chiarimenti forniti  dall’Agenzia delle entrate con la risposta n. 479 del 15 luglio 2021.

Nel caso in esame il contratto stipulato tra le parti prevede che il compenso per la start-up avvenga in parte mediante la corresponsione periodica di denaro e in parte attraverso l’emissione di un certo numero di azioni.

L’istante chiede quale sia il corretto trattamento fiscale, ai fini delle imposte dirette e ai fini Iva, delle descritte prestazioni di servizi pagate in azioni, il cui valore nominale non coincide con il valore di mercato del giorno di incasso del corrispettivo (giorno di intestazione dei certificati azionari). L’istante fa presente che per i servizi resi ha maturato il diritto percepire le azioni e deve quindi procedere alla fatturazione evidenziando che il valore nominale dei titoli ricevuti sarà sicuramente inferiore alla loro quotazione.

Ai fini delle imposte dirette l’Agenzia ricorda l’articolo 9, comma 2 del Tuir in base al quale “Per la determinazione dei redditi e delle perdite i corrispettivi, i proventi, le spese e gli oneri in valuta estera sono valutati secondo il cambio del giorno in cui sono stati percepiti o sostenuti o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui sono stati percepiti o sostenuti; quelli in natura sono valutati in base al valore normale dei beni e dei servizi da cui sono costituiti”. La determinazione del valore normale, specifica il successivo comma 4, deve avvenire “per le azioni, obbligazioni e altri titoli negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, in base alla media aritmetica dei prezzi rilevati nell’ultimo mese”.

L’Agenzia richiama anche l’articolo 109, comma 1, del Tuir secondo cui, i ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi “concorrono a formare il reddito nell’esercizio di competenza; tuttavia i ricavi, le spese e gli altri componenti di cui nell’esercizio di competenza non sia ancora certa l’esistenza o determinabile in modo obiettivo l’ammontare concorrono a formarlo nell’esercizio in cui si verificano tali condizioni”. Il seguente comma 2 prevede che “i corrispettivi delle prestazioni di servizi si considerano conseguiti, e le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute, alla data in cui le prestazioni sono ultimate, ovvero, per quelle dipendenti da contratti di locazione, mutuo, assicurazione e altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, alla data di maturazione dei corrispettivi”.

In conclusione, alla luce delle disposizioni del Tuir richiamate, l’Agenzia ritiene che il valore rilevante ai fini fiscali sia quello normale delle azioni emesse a suo favore, e non nominale come ipotizzato dall’istante, e l’esercizio di competenza sia quello di maturazione dei corrispettivi.

Ai fini Iva, invece, l’Agenzia, come ipotizzato dall’istante, ritiene la prestazione di consulenza non imponibile (articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del Dpr n. 633/1972, essendo la società quotata in borsa che provvede a corrispondere le azioni come compenso, un soggetto passivo non stabilito in Italia. Quest’ultima comunque è tenuta all’emissione di fattura per la prestazione eseguita annotando “operazione non soggetta”, secondo le previsioni dell’articolo 21, comma 6-bis, lettera b) del Dpr n. 633/1972. Anche la valorizzazione del corrispettivo ai fini Iva terrà conto della determinazione del valore normale, come per le imposte dirette.

Riguardo infine agli obblighi di certificazione delle prestazioni, la start-up istante può emettere nei confronti della società committente fattura analogica o elettronica tramite Sistema di interscambio. In quest’ultimo caso non dovrà trasmettere i dati ai fini dell’esterometro (articolo 1, comma 3-bis, del Dlgs n. 127/2015).

Consulenza con corrispettivo in azioni per il Fisco conta il valore normale

Ultimi articoli

Normativa e prassi 23 Ottobre 2026

Ravvedimento e concordato: le regole per sanare gli anni passati

L’opzione per regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 può essere esercitata dal 1° gennaio al 15 marzo 2027 Con un provvedimento del 23 ottobre 2026, il direttore dell’Agenzia delle entrate ha definito modalità e termini per accedere al ravvedimento speciale previsto dall’articolo 29 del Dlgs n.

Normativa e prassi 23 Ottobre 2026

Erasmus Mundus, borsa senza Irpef Il master Ue supera il test fiscale

Con la risposta a interpello n. 187/2026, l’Amministrazione riconosce la continuità tra i programmi europei Erasmus+ e Emjm e conclude per l’esenzione dal prelievo sul reddito Borse per master internazionali: riconosciuta l’esenzione Irpef dei sostegni economici erogati agli studenti delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) per l’intera durata del programma Erasmus+.

Normativa e prassi 23 Ottobre 2026

Gmt: conta il bilancio approvato. Oic 34 rilevante solo a confronto

Le rettifiche derivanti dai nuovi criteri di contabilizzazione non incidono sulla verifica dei requisiti previsti dalla disciplina internazionale, per l’applicazione della global minimum tax In caso di adozione del nuovo principio contabile Oic 34, la rideterminazione retroattiva dei ricavi non può essere utilizzata per modificare l’esito della verifica della soglia dimensionale richiesta dalla disciplina della global minimum tax (Gmt).

Attualità 23 Ottobre 2026

Phishing: false regolarizzazioni sulla dichiarazione dei redditi

Una finta comunicazione dell’Agenzia, che arriva via mail, induce i destinatari a fare dei pagamenti online per saldare presunti importi dovuti L’Agenzia delle entrate, con l’avviso del 23 ottobre 2026, mette in guarda i contribuenti su una campagna di phishing veicolata tramite mail che utilizza indebitamente il nome e l’immagine dell’Amministrazione finanziaria per indurre i destinatari a effettuare pagamenti non dovuti.

torna all'inizio del contenuto