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Dal giorno di apertura dell’apposito canale dedicato dell’Agenzia, il 15 giugno scorso, gli ordinativi di pagamento emessi sono oltre 890 mila per un importo complessivo di 2,9 miliardi di euro. Ad oggi, per l’esattezza, sono 1.208.085 le istanze di contributo a fondo perduto provenienti da tutto il territorio nazionale. Le somme sono accreditate direttamente sui conti correnti di imprese, commercianti e artigiani.

I dati in dettaglio per le attività…
Le domande maggiormente presentate arrivano dal “commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli” – sono quasi 343 mila -, mentre oltre 164 mila quelle relative ai “servizi di alloggio e di ristorazione”, 162 mila le istanze provenienti dal comparto “lavori di costruzione”; superano quota 143 mila quelle delle “attività manifatturiere”, 42 mila le istanze delle “agenzie di viaggio”, 40 mila quelle del “trasporto e magazzinaggio”, più di 35 mila quelle delle “attività immobiliari”.

…e per le regioni
In proporzione alla popolazione, le richieste provengono in maniera pressoché omogenea da tutto il territorio nazionale, ma se vogliamo analizzare i dati regione per regione, sul totale di oltre 1,2 milioni di istanze ricevute, la maggior parte arriva dalla Lombardia (207.200), seguita dalla Campania, che con 110.577 domande oltrepassa quota 100mila, e il Lazio (105.010). Fra le altre, spiccano le regioni Emilia Romagna (94.457), Toscana (89.704), Piemonte (83.496), Puglia (78.768) e Veneto (106.442) e Sicilia (79.356).

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Il modello nella sua ultima versione, da oggi disponibile sul sito dell’Agenzia insieme al relativo software, consente di comunicare al Fisco online anche la rinegoziazione del canone di locazione o di affitto. Tale ulteriore procedura di presentazione si aggiunge alla “modalità agile” prevista per la richiesta di servizi essenziali. Dal 3 luglio al 31 agosto sarà possibile registrare l’atto sia con Rli che con il modello 69, dal 1° settembre 2020 soltanto con Rli.

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 19 marzo 2019 è stato approvato il nuovo modello per la “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto di immobili” (modello Rli). Il modello e le applicazioni informatiche a esso collegati sono stati implementati per rendere più agevole la compilazione e fronteggiare le nuove esigenze dei contribuenti espresse nel corso del periodo emergenziale connesso all’epidemia da Covid-19.
Infatti, prima del periodo storico che stiamo attraversando, l’atto di rinegoziazione veniva presentato esclusivamente presso l’ufficio territoriale competente per la registrazione, con la compilazione del modello 69.
Durante la fase emergenziale l’Agenzia ha previsto una “modalità agile” per la registrazione degli atti di rinegoziazione mediante Pec o e-mail. In particolare, il contribuente può inviare l’atto di rinegoziazione, il modello 69, il documento d’identità e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di essere in possesso dell’originale dell’atto e della conformità a questo dell’immagine inviata e dell’impegno del richiedente a depositare successivamente in ufficio l’atto in originale, tramite la Pec o e-mail.

L’aggiornamento del software e del modello appena pubblicati consentono di utilizzare Rli anche per comunicare all’Agenzia delle entrate la rinegoziazione del canone di locazione o di affitto in sostituzione del modello 69. L’accordo di variazione, sia in caso di diminuzione che in caso di aumento del canone, a questo punto può essere comunicato all’Agenzia delle entrate direttamente dal computer di casa.

Il software di compilazione, messo a disposizione dall’Agenzia, consente una facile compilazione del modello e calcola le imposte in autoliquidazione, le sanzioni e gli interessi, eventualmente dovuti. Tali somme vengono, quindi, versate con richiesta di addebito diretto sul conto corrente del dichiarante, contestualmente alla presentazione del modello.

Rli può essere trasmesso direttamente da chi sottoscrive la richiesta se è in possesso del codice Pin per l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia. In alternativa, è possibile presentare il modello in “modalità agile” all’ufficio territoriale delle Entrate competente (ricordiamo che l’ufficio competente è quello presso il quale è stato registrato il contratto, di locazione o affitto, originario).

In considerazione della rilevanza delle novità introdotte e per accompagnare tale cambiamento, assicurando il corretto e tempestivo adempimento tributario, è stato previsto un periodo transitorio durante il quale i contribuenti possono scegliere se comunicare la rinegoziazione del canone telematicamente con il nuovo modello Rli oppure tramite il modello 69.

Pertanto, dal 3 luglio al 31 agosto 2020, sarà possibile registrare l’atto di rinegoziazione:

  • telematicamente da casa utilizzando i software messi a disposizione dall’Agenzia (Rli);
  • comunicandolo all’ufficio in modalità agile con il modello Rli o con il modello 69 ;

mentre dal 1° settembre 2020 per comunicare la rinegoziazione del canone dovrà essere utilizzato solo il modello Rli.
Si ricorda che in base all’articolo 19, comma 1, del decreto legge n. 133/2014, la registrazione dell’atto, con il quale le parti dispongono esclusivamente la riduzione del canone di un contratto di locazione in essere, è esente dall’imposta di registro e di bollo; tale esenzione spetta anche nell’ipotesi in cui le parti concordino la riduzione del canone solo per un periodo di durata del contratto (ad esempio un anno).
Se invece successivamente alla registrazione dell’accordo che prevede la riduzione del canone per l’intera durata contrattuale, il canone viene riportato al valore inizialmente pattuito, il nuovo atto è soggetto a tassazione.

L’accordo di rinegoziazione del canone in aumento, nel caso in cui dia luogo a un’ulteriore liquidazione dell’imposta per il contratto di locazione già registrato rientra, come previsto anche con la risoluzione n. 60/E del 2010, tra gli eventi che, ai sensi dell’articolo 19 del Tur, devono essere denunciati entro 20 giorni all’amministrazione finanziaria.

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L’Italia è autorizzata a continuare ad applicare lo split payment fino al 30 giugno 2023. A renderlo noto un comunicato stampa del ministero dell’Economia e delle Finanze, che informa che lo scorso 22 giugno, con un documento Com (2020)242 final, la Commissione europea ha adottato la proposta del Consiglio che estende fino al 30 giugno 2023 l’autorizzazione concessa all’Italia per l’applicazione dello split payment come misura speciale di deroga a quanto previsto dalla direttiva 2006/112/Ce in materia di Iva.

Il Consiglio ha nel frattempo raggiunto l’accordo politico sulla proposta di decisione, che sarà formalmente adottata e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, una volta finalizzati i testi in tutte le lingue ufficiali dell’Ue.

Il meccanismo della scissione dei pagamenti, che, ricordiamo, è stato introdotto dall’articolo 1, comma 629, lett. b) della legge di stabilità 2015 (la n. 190/2014), continuerà, pertanto, ad applicarsi fino al 30 giugno 2023 alle operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società, secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter del Dpr n. 633/1972, in materia di disciplina dell’imposta sul valore aggiunto.

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Dopo il consueto monitoraggio annuale sull’attuazione dei piani di rientro dei deficit sanitari delle Regioni, effettuato dal Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, e diffuso dal ministero dell’Economia e delle Finanze, è emerso che, nel 2019, la Calabria e il Molise si sono trovati in posizione debitoria, non raggiungendo gli obiettivi contenuti nei rispettivi piani di risanamento economico del settore sanitario. Quindi, per l’anno d’imposta 2020, in queste regioni scattano le maggiorazioni automatiche dell’aliquota Irap e dell’addizionale regionale all’Irpef.

L’entità degli incrementi è, come negli anni passati, dello 0,15% per l’Irap e dello 0,30% per l’addizionale Irpef. Si tratta di una variazione automatica prevista dall’articolo 2, comma 86, della legge n. 191/2009: una misura introdotta con lo scopo di ripianare il “buco” finanziario causato dalla spesa sanitaria, quando l’ammontare delle perdite raggiunge determinati limiti.

Considerato che entro il prossimo novembre i contribuenti sono chiamati a calcolare e versare il secondo o unico acconto 2020 delle imposte dirette, compreso quello Irap, l’Agenzia delle entrate, con un comunicato, spiega a calabresi e molisani come determinare l’importo eventualmente dovuto, tenendo conto della maggiorazione dell’aliquota.

Come funziona la maggiorazione Irap…
Tanto premesso, veniamo al dunque, vale a dire come i contribuenti Irap di Calabria e Molise dovranno effettuare il calcolo di tale imposta. Questi i due procedimenti:

  • il metodo storico, considerando quale imposta del periodo precedente quella determinata applicando l’aliquota del 2019 già comprensiva della maggiorazione di 0,15 punti percentuali
  • il metodo previsionale, prendendo come imposta di riferimento quella determinata applicando, al volume della produzione previsto, l’aliquota d’imposta maggiorata di 0,15 punti percentuali.

…e l’addizionale regionale Irpef 
L’incremento di 0,30 punti percentuali dell’addizionale regionale Irpef, relativo all’anno d’imposta 2020, previsto per le regioni Calabria e Molise, invece produce effetti nel 2021. Tuttavia l’Agenzia precisa, riguardo ai lavoratori dipendenti che cessano il rapporto di lavoro in corso d’anno, che i datori di lavoro devono trattenere, in sede di conguaglio, l’importo dell’addizionale regionale 2020 applicando l’aliquota maggiorata, e quello delle rate residue dell’addizionale regionale 2019, alle quali si applica la previgente aliquota.
In particolare, in caso di cessazione del rapporto di lavoro avvenuta nel corso del  2020, i sostituti d’imposta dovranno applicare l’aliquota maggiorata pari a 2,03 punti percentuali per il versamento dell’addizionale regionale con riferimento alla regione Calabria, mentre, per il Molise, la maggiorazione delle aliquote è prevista sulla base degli scaglioni di reddito come di seguito indicata:

fino a 15.000 euro 2,03%
da 15.001 a 28.000 euro
 
2,23%
da 28.001 a 55.000 euro
 
2,43%
da 55.001 a 75.000 euro
 
2,53%
oltre 75.000 euro
 
2,63%
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Slitta dal 30 giugno al 30 settembre 2020 il termine per la comunicazione all’Agenzia delle entrate delle informazioni sui conti finanziari (Dac2/Mcaa/Iga) per l’anno 2020 (relative al periodo di reporting 2019) da parte delle istituzioni finanziarie italiane. La proroga, causata dall’emergenza sanitaria connessa alla pandemia Covid-19, anticipa il ministero dell’Economia e delle Finanze con un comunicato stampa di oggi, è prevista da un decreto Mef in fase di predisposizione.
Il rinvio riguarda i termini di comunicazione delle informazioni da scambiare con gli altri Stati Ue (sulla base della direttiva 2014/107/Ue, cosiddetta Dac2), con gli altri Paesi non Ue (sulla base del Multilateral Competent Authority Agreement del 29 ottobre 2014) e con gli Usa (nell’ambito dell’accordo intergovernativo relativo alla implementazione della legislazione Fatca).

La decisione è in linea con la modifica della direttiva 2011/16/Ue, approvata lo scorso 19 giugno dal Consiglio dell’Unione, presentata dalla Commissione europea, sulla richiesta, pervenuta da alcuni Stati Ue, di rinvio dei termini per la comunicazione e lo scambio di informazioni nel settore fiscale a causa della pandemia da Covid-19. L’emergenza sanitaria ha infatti comportato ritardi sulle capacità di raccolta dati da parte delle amministrazioni fiscali (vedi articolo “Ue, Dac 6 e scambio di informazioni. Posticipati i termini per l’invio dei dati”).

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Attenzione: sono in corso nuovi tentativi di phishing a danno degli utenti attraverso la notifica di e-mail che riportano falsamente il logo dell’Agenzia delle entrate. In particolare, i messaggi di posta elettronica recano nell’oggetto la dicitura “IL DIRETTORE DELL’AGENZIA” e nel testo invitano a prendere visione di documenti Office contenuti in un archivio .zip allegato per verificare la conformità dei propri pagamenti. L’Agenzia invita i contribuenti a cestinare immediatamente i messaggi di posta elettronica pervenuti: le comunicazioni, infatti, non provengono dall’amministrazione finanziaria, pur riportandone il logo in modo falso, e costituiscono il tentativo di acquisire informazioni riservate dei destinatari.

In linea generale, l’Agenzia raccomanda ai contribuenti di verificare sempre preventivamente i mittenti sconosciuti, senza aprire allegati o seguire collegamenti presenti nelle e-mail – anche per evitare danni ai propri pc, tablet e smartphone – e in caso di dubbio di cestinare i messaggi pervenuti.
Ricordiamo che non vengono mai inviate tramite posta elettronica comunicazioni contenenti dati personali dei contribuenti. Le informazioni personali sono consultabili esclusivamente nel cassetto fiscale, accessibile tramite l’area riservata presente sul sito internet istituzionale.

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Con tre decreti direttoriali di venerdì scorso, 26 giugno 2020, della direzione generale Cinema e Audiovisivo del Mbact sono pubblicati gli elenchi dei beneficiari e gli esiti delle istruttorie effettuate per il riconoscimento delle richieste relative all’eleggibilità culturale e l’ammissibilità delle richieste preventive di credito d’imposta pervenute per la produzione cinematografica e per la produzione tv e web, nonché delle richieste definitive pervenute per lo sviluppo, per la produzione cinematografica, per la produzione tv e web e per la distribuzione.

La direzione generale del Mibact ricorda che l’agevolazione è utilizzabile a partire dal giorno 10 del mese successivo alla comunicazione di riconoscimento del credito d’imposta e che i presenti decreti non contengono le domande per le quali è stato già comunicato l’ottenimento dell’eleggibilità culturale e/o del credito d’imposta a mezzo Pec o nei precedenti decreti direttoriali. Inoltre, le richieste per le quali l’istruttoria è in fase di perfezionamento faranno parte di successivi decreti direttoriali pubblicati, con le stesse modalità, sul sito internet della Dg Cinema e Audiovisivo.
 
Il primo decreto del 26 giugno scorso, tenuto conto delle richieste pervenute nel corso degli anni 2019 e 2020, contiene l’elenco delle opere cinematografiche e audiovisive, n. 20 per l’esattezza, a cui è riconosciuta l’eleggibilità culturale.

Sulla base delle richieste di tax credit preventive pervenute nel corso del 2019 e 2020, il secondo decreto del 26 giugno riconosce alle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva italiane i crediti d’imposta per la produzione, i cui importi sono suddivisi in base al piano di utilizzo specificato all’interno di ciascuna domanda. L’elenco pubblicato è suddiviso in produzione cinematografica, sono 13 le opere beneficiarie, e in produzione tv e web, con 6 opere.

Con il terzo decreto del 26 giugno scorso alle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva e alle imprese di distribuzione sono riconosciuti in via definitiva i crediti d’imposta per lo sviluppo opere audiovisive (n. 4 opere), per la produzione cinematografica (n. 10 opere), per la produzione tv e web (n. 4 opere), per la produzione opere straniere (n. 2 opere) e per la distribuzione nazionale e internazionale (n. 43 opere).

La Dg Cinema e Audiovisivo può in ogni momento richiedere ulteriore documentazione ritenuta necessaria per verificare la rispondenza degli elementi comunicati ai requisiti di ammissibilità dei benefici. Inoltre, le amministrazioni competenti, nell’ambito dei rispettivi poteri istituzionali in materia di controllo di attività di controllo sul corretto adempimento degli obblighi contributivi e fiscali da parte dei beneficiari, possono disporre appositi controlli, sia documentali sia tramite ispezioni in loco, finalizzati alla verifica della corretta fruizione delle agevolazioni.
I beneficiari sono tenuti a comunicare tempestivamente alla Dg Cinema e Audiovisivo l’eventuale perdita, a valle dell’accoglimento dell’istanza di agevolazione o nelle more della comunicazione da parte della direzione generale del credito spettante definitivo, dei requisiti di ammissibilità ai benefici.
Il possesso dei requisiti indicati nelle richieste di credito d’imposta è verificato dalla direzione generale stessa e in caso di non veritiere o omesse dichiarazioni o di falsa documentazione prodotta in sede di richiesta per il riconoscimento dei crediti d’imposta, oltre alla revoca del contributo concesso e alla sua intera restituzione, maggiorata di interessi e sanzioni, è disposta l’esclusione dalle agevolazioni per cinque anni del beneficiario nonché di ogni altra impresa che comprenda soci, amministratori e legali rappresentanti di un’impresa esclusa.

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Tra i componenti del nuovo Consiglio esecutivo Iota (Intra-european organisation of tax administrations), l’organo direttivo dell’organizzazione intra-europea delle amministrazioni finanziarie, per il terzo anno consecutivo occuperà un posto anche l’Italia, rappresentata dall’Agenzia delle entrate. La scelta è avvenuta nel corso della 24° Assemblea generale alla quale, sotto la presidenza dell’Autorità fiscale della Grecia, hanno partecipato più di 150 delegati delle 44 amministrazioni fiscali dei Paesi aderenti all’Organizzazione.

Oltre il Covid-19
Tema al centro del summit, svolto in modalità online, la sostenibilità dell’amministrazione finanziaria nel periodo post Covid-19. In particolare, i direttori generali e agli altri delegati partecipanti hanno potuto riflettere sul futuro delle amministrazioni e confrontarsi sulle misure messe in campo per reagire alla grave crisi innescata dalla pandemia e soprattutto sui programmi in agenda per il post coronavirus.
A rappresentare l’Agenzia delle entrate, il vice direttore dell’Agenzia, capo divisione Contribuenti, Paolo Valerio Barbantini.
Parole chiave del dibattito sono state “velocità” e “flessibilità” per superare una situazione improvvisa e non prevedibile. In particolare, i rappresentati del Fisco hanno concordato sull’esigenza di mettere a punto, in breve tempo, forme di lavoro a distanza, in una logica di digitalizzazione dei servizi forniti ai contribuenti e, più in generale, dei processi amministrativi.

Per il terzo anno consecutivo, l’Agenzia, nel consiglio esecutivo
Nel corso della sessione amministrativa dell’Assemblea generale, L’Agenzia delle entrate è stata nuovamente eletta membro del Consiglio esecutivo Iota: si tratta della terza conferma consecutiva. Gli altri membri sono Austria, Belgio, Francia, Romania, Svezia, Svizzera, Ungheria, a supporto della confermata presidenza greca.

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Disponibile, sul sito della direzione generale Cinema e Audiovisivo del Mibact, il decreto dello scorso 23 giugno contenente gli esiti delle istruttorie riguardanti l’ammissibilità delle richieste pervenute al ministero in relazione al credito d’imposta riconosciuto per il potenziamento dell’offerta cinematografica negli anni 2019 e 2020. La pubblicazione del Dm costituisce l’attribuzione “ufficiale” del contributo. In particolare, si tratta del tax credit previsto dall’articolo 18 della legge 220/2016 e dal relativo Capo IV del decreto ministeriale 15 marzo 2018 “altri tax credit”. Il credito d’imposta è utilizzabile a partire dal giorno 10 del mese successivo alla pubblicazione del presente decreto sul sito internet istituzionale della direzione generale.
Il provvedimento non include le domande finora istruite per le quali è stato già comunicato il riconoscimento del credito d’imposta a mezzo Pec o tramite i decreti  precedenti decreti direttoriali.

Il possesso dei requisiti di accesso al contributo è verificato dall’Istituto luce-Cinecittà Srl e in caso di dichiarazioni o documentazioni non veritiere o di mancanza dei requisiti il tax credit è revocato e va restituito con aggiunta di sanzioni e interessi. Inoltre, il “mancato” beneficiario non potrà usufruire per cinque anni delle agevolazioni previste dalla medesima legge, stessa sorte per ogni altra impresa che comprenda soci, amministratori e legali rappresentanti di una società esclusa.
Le amministrazioni preposte possono, in ogni caso, effettuare controlli sia documentali sia effettuando ispezioni sul luogo, per verificare la corretta fruizione dell’agevolazione. I beneficiari sono tenuti a comunicare tempestivamente alla Dg Cinema l’eventuale perdita dei requisiti grazie ai quali avevano ottenuto l’accesso al credito.
L’Agenzia delle entrate e la Siae, inoltre, effettuano, anche con accesso durante lo svolgimento dello spettacolo e sulla base di criteri stabiliti annualmente, controlli degli esercenti delle sale per verificare gli incassi relativi ai biglietti venduti e il numero dei titoli di accesso rilasciati.

La direzione generale informa poi che le eventuali richieste ancora in fase istruttoria faranno parte di successivi decreti direttoriali pubblicati, con le stesse modalità, sul sito internet della Dg Cinema e Audiovisivo.

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Nella lotta al Coronavirus “C’è davvero tanto da fare e anche un piccolo gesto può fare la differenza”. La differenza l’hanno fatta 5.044 dipendenti di Agenzia delle entrate e Agenzia delle entrate-Riscossione, che hanno aderito all’iniziativa lanciata dalla frase su riportata, raccogliendo e donando al dipartimento della Protezione civile, in prima linea nel contrasto alla diffusione del Covid-19, 188.838 euro.

Il direttore dell’Agenzia delle entrate e presidente di Agenzia delle entrate – Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, ha espresso soddisfazione e apprezzamento per la sensibilità e la partecipazione dimostrate dai dipendenti in questa fase delicata e difficile per il Paese e per i suoi cittadini.

In particolare, il personale interessato può aderire grazie a una semplice e sicura applicazione pubblicata sulla intranet, indicando l’importo che si intende donare e, contestualmente, ricevendo una e-mail di conferma del buon esito dell’operazione.

Il contributo del personale delle due Agenzie rappresenta un segnale di vicinanza  agli operatori del dipartimento, impegnati a fornire costante assistenza e supporto alla popolazione in questo periodo di emergenza.

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