Attualità

26 Gennaio 2026

Modello redditi 2025 non presentato: ultima chiamata per i ritardatari

Regolarizzando entro il prossimo 29 gennaio è possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso versando una sanzione pari a 25 euro, ossia un decimo di quella ordinaria

È sfuggita la scadenza per presentare il modello Redditi 2025? C’è ancora margine per rimediare. La dichiarazione dei redditi può infatti essere presentata in versione “tardiva” entro 90 giorni dal termine ordinario del 31 ottobre, quindi fino al 29 gennaio 2026. Oltre questa data, la dichiarazione è considerata omessa e le conseguenze diventano più onerose. Il periodo d’imposta interessato è il 2024.

I contribuenti possono avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13, Dlgs n. 472/1997), che consente – a determinate condizioni – di ridurre in modo significativo le sanzioni per chi regolarizza spontaneamente la propria posizione. Una possibilità preziosa per contenere i costi dell’errore e rimettersi in regola.

Chi deve attivarsi e quali modelli utilizzare
I contribuenti che hanno saltato l’appuntamento del 31 ottobre devono segnare in rosso una nuova data: il 29 gennaio 2026. L’appello riguarda persone fisiche, società di capitali ed enti commerciali, società di persone ed enti non commerciali.

I modelli dichiarativi disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate sono quattro:

L’Agenzia mette a disposizione i software di compilazione, le procedure di controllo e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica. L’invio può essere effettuato direttamente dal contribuente, da un intermediario o, nel caso di gruppi societari, da una società del gruppo. Dopo l’invio, il sistema rilascia una ricevuta di presa in carico del file; la conferma definitiva della presentazione arriva solo dopo la verifica dell’assenza di errori.

Le persone fisiche possono utilizzare anche la dichiarazione dei redditi precompilata, che è disponibile anche per i titolari di partita Iva, compresi coloro che aderiscono al regime di vantaggio o forfetario.  

Dichiarazione tardiva, ma valida: costi e adempimenti
La dichiarazione trasmessa entro 90 giorni dalla scadenza non è nei termini, ma è considerata validamente presentata. Grazie al ravvedimento operoso, la sanzione per la tardività si riduce a 25 euro, pari a un decimo della sanzione minima di 250 euro prevista per l’omessa dichiarazione. Il versamento va effettuato tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 8911.

Se sono dovute imposte, oltre alla mini-sanzione, andranno versati:

  • i tributi dovuti
  • gli interessi moratori calcolati al tasso legale, giorno per giorno
  • la sanzione relativa all’omesso versamento, riducibile secondo le regole del ravvedimento operoso.

Se invece la dichiarazione viene presentata oltre il 29 gennaio 2026, sarà considerata omessa, con aggravio delle sanzioni.

Sanzioni più leggere con il ravvedimento operoso
Il “ravvedimento operoso”, disciplinato dall’articolo 13 del Dlgs n. 472/1997, è lo strumento che consente ai contribuenti di regolarizzare omessi o insufficienti versamenti, errori e altre irregolarità fiscali, beneficiando di una significativa riduzione delle sanzioni, che varia in base alla tempestività della regolarizzazione. Si tratta di un istituto cardine del sistema tributario, pensato per favorire l’adempimento spontaneo e ridurre il contenzioso.

Se la dichiarazione viene presentata tardivamente, ma entro il 29 gennaio 2026 (ossia entro 90 giorni dal termine del 31 ottobre 2025), la relativa sanzione sarà ridotta a un decimo di 250 euro, quindi 25 euro.

Anche il mancato pagamento delle imposte, se dalla dichiarazione risultano imposte a debito, può essere sanato con il ravvedimento operoso. In particolare, la sanzione base da ridurre è quella prevista dall’articolo 13 del Dlgs n. 471/1997, che varia a seconda della data di regolarizzazione della violazione. La sanzione base sarà pari:

•          al 25% dell’imposta, se il versamento  è eseguito con un ritardo superiore a 90 giorni rispetto alla scadenza

•          al 12,5% dell’imposta, se il versamento è eseguito con un ritardo non superiore a 90 giorni •    allo 0,83% per ogni giorno di ritardo, fino a 15 giorni

Esempi:

•          regolarizzazione dopo 15 giorni, ma entro 30 → sanzione ridotta 1,25% (1/10 di 12,5%)

•          regolarizzazione dopo 2 giorni → sanzione ridotta 0,17% (1/10 di 1,66%).

Modello redditi 2025 non presentato: ultima chiamata per i ritardatari

Ultimi articoli

Normativa e prassi 16 Giugno 2026

Da studio associato a Spt il costo fiscale resta invariato

Questo vale anche se, prima della trasformazione in società a responsabilità limitata, parte dei soci ha rivalutato le proprie partecipazioni nell’associazione In caso di trasformazione di un’associazione professionale in società tra professionisti (Stp) fiscalmente neutrale, il costo fiscale delle partecipazioni detenute dai soci resta invariato e si trasferisce alle nuove quote della Srl risultanti dalla trasformazione.

Normativa e prassi 15 Giugno 2026

Svalutazione derivati speculativi: la deducibilità Ires non è impossibile

In un mercato dall’elevata volatilità dei prezzi come l’energia, i componenti negativi da derivati possono essere considerati inerenti se inseriti nell’attività d’impresa ordinaria I componenti negativi che scaturiscono dalla valutazione al fair value di titoli derivati “non di copertura” che hanno ad oggetto commodities energetiche, iscritti nel bilancio di una società operativa negli stessi mercati energetici, possono rispecchiare il carattere di inerenza ed essere quindi deducibili ai fini Ires.

Normativa e prassi 15 Giugno 2026

Cambi delle valute estere: online le medie di maggio

L’appuntamento mensile con un apposito provvedimento è previsto dal Tuir per calcolare le imposte sui redditi di persone fisiche e società in presenza di elementi in moneta diversa dall’euro Pubblicato, sul sito dell’Agenzia delle entrate, il provvedimento del 15 giugno 2026, che accerta le medie dei cambi delle valute estere relative al mese di maggio, calcolati a titolo indicativo dalla Banca d’Italia sulla base di quotazioni di mercato.

Attualità 12 Giugno 2026

Aperture extra Precompilata 2026: call center attivi anche sabato 13

Nella mattinata di domani i cittadini non professionisti potranno ricevere supporto operativo per la consultazione e l’invio della dichiarazione Per guidare e assistere i contribuenti alle prese con l’invio della dichiarazione precompilata, dopo le precedenti aperture straordinarie, il servizio telefonico dell’Agenzia delle entrate sarà attivo anche sabato 13 giugno, dalle 9 alle 13.

torna all'inizio del contenuto