Attualità

18 Novembre 2025

L’Agenzia inaugura a Palermo la Sala dedicata a Rosario Livatino

Il giudice, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 lungo la statale Agrigento-Caltanissetta, iniziò la sua carriera professionale come vicedirettore dell’Ufficio del registro di Agrigento

Si svolgerà lunedì 1° dicembre, alle 10, la cerimonia con cui verrà intitolata al giudice Rosario Livatino la sala convegni della direzione regionale dell’Agenzia delle entrate di via W. Konrad Roentgen a Palermo. Prima di entrare in magistratura, il giudice ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 era stato vicedirettore dell’Ufficio del registro ad Agrigento.
Parteciperanno alla cerimonia il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, il sostituto procuratore nazionale Antimafia e antiterrorismo, Nino Di Matteo, l’arcivescovo metropolita di Palermo, Corrado Lorefice, e il direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone.

I cittadini e gli operatori dell’informazione interessati a partecipare alla cerimonia in memoria di Rosario Livatino possono inviare una e-mail all’indirizzo: dr.sicilia@agenziaentrate.it.

L’esperienza in Agenzia
Dopo essersi laureato nel 1975 in giurisprudenza a Palermo, Rosario Livatino iniziò la sua attività professionale come vicedirettore dell’Ufficio del registro di Agrigento. Per lui fu un periodo intenso, ricco di significato umano e professionale. Nel luglio 1978, quando ricevette la comunicazione ufficiale dell’avvio della sua carriera in magistratura, manifestò rammarico per dover lasciare ufficio e colleghi.

La carriera giudiziaria e l’assassinio
Nel 1979 assunse l’incarico di sostituto procuratore presso il Tribunale di Agrigento, distinguendosi per equilibrio e fermezza nelle difficili indagini contro la criminalità organizzata. Dieci anni più tardi, nel 1989, divenne giudice penale. Ma la sua vita fu breve. Il 21 settembre 1990, mentre percorreva la statale Agrigento-Caltanissetta, l’automobile su cui viaggiava fu speronata. Tentò di fuggire a piedi, ma venne raggiunto e ucciso da quattro sicari. I responsabili furono successivamente processati e condannati.
Il 9 maggio 2021 Rosario Livatino è stato proclamato Beato.

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