26 Marzo 2025
Art-bonus: aperto il concorso per il progetto più bello del 2024
Dallo scorso 5 febbraio, sulla piattaforma ad hoc, è partita la nona edizione del concorso “Art Bonus”: un’iniziativa organizzata dal ministero della Cultura e da Ales, in collaborazione con Promo Pa Fondazione – LuBeC, per offrire visibilità e riconoscimento agli enti promotori di raccolte art-bonus e ai loro donatori, ai quali spetta un altro “premio”: un credito d’imposta pari al 65% delle donazioni effettuate.
La prima fase della votazione si svolge sul sito www.artbonus.gov.it e si chiuderà alle 12 del prossimo14 aprile.
Entro questa scadenza sarà possibile esprimere le proprie preferenze per uno o più progetti in gara. La seconda fase si sposterà sui social il giorno seguente: martedì 15 aprile 2025, infatti, dalle 8.00 alle 20.00 sulle pagine Facebook e Instagram di Art Bonus sarà aperto il Click Day per votare i 30 progetti finalisti e determinare i vincitori dell’iniziativa.
La nona edizione della particolare competizione segna il decennale dell’entrata in vigore dell’agevolazione e presenta un numero record di progetti ammissibili, evidenziando la vivacità dei territori e la crescita del mecenatismo, anche se in modo disomogeneo in tutto il Paese. Sono circa 400 i progetti che hanno raggiunto il loro obiettivo economico tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023 e che soddisfano i requisiti del regolamento 2024. Questi progetti provengono da 17 regioni italiane, con la Toscana, l’Emilia-Romagna e il Piemonte in testa per numero di partecipazioni.
Due le categorie in gara, “Beni e luoghi della cultura”, dedicata agli interventi per il restauro di beni o per la valorizzazione di musei, biblioteche, archivi, complessi monumentali, aree e parchi archeologici, e “Spettacolo dal vivo”, che comprende gli interventi di sostegno per le attività di enti dello spettacolo.
Identikit del beneficio
L’art-bonus è un’agevolazione fiscale introdotta dal Dl n. 83/2014 e resa permanente dalla legge di stabilità 2016. Questa misura prevede un credito d’imposta pari al 65% delle donazioni in denaro effettuate da cittadini, enti non commerciali e imprese, a sostegno della cultura e dello spettacolo, contribuendo così alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale italiano. Possono beneficiare del bonus fiscale tutti coloro che effettuano erogazioni liberali a favore del patrimonio culturale pubblico, senza distinzione di natura giuridica.
Il credito d’imposta è uniforme per tutti, ma i limiti massimi variano a seconda del soggetto che effettua la donazione. Le persone fisiche e gli enti non commerciali possono usufruire del credito fino a un massimo del 15% del loro reddito annuo imponibile. Al contrario, i titolari di reddito d’impresa e gli enti commerciali possono beneficiare del bonus fino al 5 per mille dei loro ricavi annuali. Il credito deve essere ripartito in tre quote annuali di pari importo.
Le modalità di fruizione del beneficio variano in base alla tipologia di soggetto che effettua le donazioni:
- i titolari di reddito d’impresa devono utilizzare il credito d’imposta tramite compensazione, utilizzando il modello di pagamento F24 per ridurre i versamenti dovuti. A questo proposito l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 116/2014 ha istituito il codice tributo “6842” (vedi “Art bonus: compensazione in F24 per i titolari di reddito d’impresa”), che deve essere indicato nella sezione “Erario” del modello F24, specificando l’anno d’imposta in cui sono state effettuate le donazioni. Il credito può essere utilizzato annualmente senza limiti quantitativi.
- le persone fisiche e gli enti non commerciali possono fruire del credito d’imposta nella loro dichiarazione dei redditi per il pagamento delle imposte dovute. La prima quota annuale (1/3 dell’importo totale) può essere utilizzata nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata effettuata la donazione. Le quote non utilizzate possono essere riportate senza limiti temporali nelle dichiarazioni dei periodi d’imposta successivi.
Per accedere al credito d’imposta, le donazioni devono essere effettuate in denaro in modo tracciabile, utilizzando metodi di pagamento come carte di credito, debito, assegni bancari o tramite istituti bancari e uffici postali. Non sono accettati pagamenti in contante. È fondamentale conservare la ricevuta dell’operazione, che deve riportare la causale “Art Bonus”, l’oggetto della donazione e il nome dell’ente beneficiario.
In generale, le erogazioni liberali sono ammissibili al beneficio fiscale se destinate a sostenere istituti e luoghi di cultura pubblica, come musei, biblioteche, archivi e aree archeologiche, per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali. Tuttavia, con il DL n. 189/2016, il beneficio è stato esteso anche alle donazioni per la manutenzione, la protezione e il restauro di beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose, situati nei comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.
La donazione è agevolata anche se effettuata nei confronti di un concessionario o un affidatario dei beni oggetto di questi interventi.
Il requisito dell’appartenenza pubblica è soddisfatto, oltre che dall’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali, anche se ricorrono altre caratteristiche del destinatario delle erogazioni (cfr risoluzione n. 136/2017, vedi articolo “Ok all’art bonus se la fondazione è un luogo di cultura pubblica”).
I beneficiari delle erogazioni liberali, inclusi i soggetti concessionari o affidatari di beni culturali pubblici, sono tenuti a comunicare mensilmente al ministero della Cultura l’ammontare delle somme ricevute nel mese di riferimento e il ministero, entro marzo di ciascun anno, deve inviare all’Agenzia l’elenco dei mecenati che hanno effettuato erogazioni liberali per la realizzazione di progetti culturali e l’ammontare dei finanziamenti.
A questo proposito, l’iter sta arrivando a conclusione anche per l’anno appena trascorso. Infatti, entro il prossimo 31 marzo, il ministero della Cultura deve trasmettere, in via telematica, al sistema informativo dell’Agenzia delle entrate, la comunicazione con l’elenco nominativo dei mecenati che hanno effettuato erogazioni liberali per la realizzazione di progetti culturali nell’anno d’imposta 2024 e il relativo ammontare. Lo step che apre definitivamente le porte alla fruizione del credito d’imposta “art-bonus”.
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