11 Settembre 2026
Osservatorio delle partite Iva: positivo il secondo trimestre 2026
Protagoniste principali delle nuove aperture sono le persone fisiche, ma crescono anche le società di capitali, oltre la metà degli avviamenti riguarda contribuenti under 35
Sono state 124.170 le nuove partite Iva aperte in Italia nel secondo trimestre del 2026, con un incremento del 2,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’andamento positivo riguarda sia le persone fisiche sia le società di capitali. È quanto emerge della sintesi dei dati elaborati dall’Osservatorio sulle partite Iva disponibili da oggi, 11 settembre 2026, sul sito del dipartimento delle Finanze.
La sintesi, come di consueto, analizza i risultati suddividendoli per tre macro-aree: natura giuridica, ripartizione territoriale e settore produttivo.
Per quanto riguarda la natura giuridica, le persone fisiche guadagnano il 68% del totale, e rappresentano, quindi, la quota più consistente delle nuove aperture di partita Iva. Le società di capitali incidono per il 25,7%, mentre le società di persone si fermano al 2,7 per cento. La parte restante, pari al 3,5%, è attribuibile ai non residenti, in larga misura operatori dell’e-commerce, e ad altre tipologie giuridiche.
Dal confronto con il secondo trimestre del 2025, le attivazioni effettuate dalle società di capitali risultano in aumento del 6%, quelle delle persone fisiche del 4,1%, mentre le società di persone registrano una lieve diminuzione dell’1 per cento. In forte calo, invece, le nuove aperture da parte dei non residenti, diminuite del 38,1 per cento.
Sotto il profilo territoriale, il 46% delle nuove partite Iva è localizzato nelle regioni del Nord, circa il 22% nel Centro e il 31,4% nel Sud e nelle Isole. La distribuzione comprende anche le aperture per le quali è indicato un domicilio fiscale ignoto, pari a circa lo 0,7% del totale. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli incrementi più elevati si osservano nella provincia autonoma di Trento (+24,3%), in Toscana (+11,6%) e in Abruzzo (+10,6%). Tra i territori che mostrano una diminuzione delle aperture figurano invece il Veneto (-5,9%), la Basilicata (-5%) e la Puglia (-4,8%).
Per quanto riguarda i settori produttivi, il maggior numero di nuove aperture si concentra nelle attività professionali, che rappresentano il 16,8% del totale. Seguono il commercio con il 15,3% e il settore delle costruzioni con il 9,4 per cento. Considerando i dieci principali comparti economici, che nel loro insieme raccolgono oltre l’83% delle nuove partite Iva avviate nel periodo aprile-giugno 2026, gli incrementi più consistenti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registrano nelle attività sanitarie e l’assistenza sociale (+10,9%), nel settore finanziario e assicurativo (+9,7%) e nelle attività tecnico-professionali (+8%). Tra i comparti in diminuzione figurano invece il commercio (-13,6%) e l’alloggio e ristorazione (-1,1%).
Nell’analisi dei dati relativi alle attività produttive, specifica la sintesi, occorre tenere conto dell’introduzione della nuova classificazione delle attività economiche Ateco 2025, entrata in vigore dal 1° gennaio 2025 e adottata operativamente a partire dal 1° aprile 2025. Per questo motivo, i dati del secondo trimestre 2025 erano ancora riferiti alla classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022, mentre le successive pubblicazioni hanno recepito la nuova classificazione e aggiornato anche i dati del secondo trimestre già diffusi. L’Osservatorio segnala, inoltre, che nei primi mesi del 2025 un numero più elevato del consueto di contribuenti aveva utilizzato i nuovi codici Ateco prima della loro adozione operativa, determinando la presenza di posizioni inizialmente considerate non classificabili.
Come sempre, l’elaborazione statistica fornisce anche un focus dedicato alle nuove attivazioni con specifico riferimento alle persone fisiche. La ripartizione per genere conferma la prevalenza maschile, che raggiunge il 61,1% delle nuove partite Iva. Dal punto di vista anagrafico, il 50,4% delle aperture è stato chiesto da giovani fino a 35 anni e il 29,2% da contribuenti appartenenti alla fascia di età compresa tra i 36 e i 50 anni. Dal confronto con il secondo trimestre del 2025, soltanto la fascia tra 36 e 50 anni registra un lieve calo (-1%), mentre tutte le altre classi di età risultano in aumento. La crescita più marcata interessa i giovani fino a 35 anni, che segnano un incremento del 7,7 per cento.
L’analisi del Paese di nascita evidenzia inoltre che il 23,2% delle nuove aperture è stato effettuato da soggetti nati all’estero, una quota leggermente superiore a quella registrata nello stesso periodo del 2025, pari al 22,5 per cento.
Nel secondo trimestre del 2026 hanno, infine, aderito al regime forfetario 60.493 contribuenti, pari al 48,7% del totale delle nuove partite Iva aperte nel periodo in osservazione. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il numero delle adesioni registra un incremento del 2,5 per cento.
Fonte: FiscoOggi
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