Normativa e prassi

30 Agosto 2021

Superbonus, per il limite di spesa rileva il numero di unità iniziale

In caso di interventi su un edificio composto da una unità abitativa e da due pertinenze, ai fini della verifica del limite di spesa rilevano le unità censite in catasto prima dell’inizio dei lavori, incluse le pertinenze. Per beneficiare del Superbonus una società “in house providing”, che gestisce degli immobili per conto del Comune, dovrà produrre la documentazione che attesti la sussistenza delle condizioni necessarie ad avere tale qualifica. Sono i chiarimenti contenuti rispettivamente nelle risposte n. 568 e n. 572 del 30 agosto 2021 dell’Agenzia.

Risposta n. 568/2021
In caso di interventi su un edificio composto da una unità abitativa e da due pertinenze, una accatastata come autorimessa e l’altra come magazzino, l’istante, ai fini della verifica del limite di spesa sui cui calcolare la detrazione, dovrà considerare tutte le unità immobiliari di cui si compone l’edificio censite in Catasto prima dell’inizio dei lavori, incluse le pertinenze. Non rileva, infatti, ai fini del Superbonus il fatto che al termine dei lavori sarà realizzata un’ulteriore abitazione tramite suddivisione di quella preesistente. E’ il chiarimento fornito dall’Agenzia contenuto nella risposta n. 568/2021 a un’istanza di interpello in cui i proprietari di un edificio da ristrutturare chiedono qual è il numero di immobili da prendere in considerazione ai fini del calcolo del limite di spesa, se al termine dei lavori una porzione del “magazzino” sarà trasformata in un’ulteriore unità immobiliare residenziale di categoria A/3. La conclusione dell’Agenzia, peraltro, è in linea con la normativa e la prassi in tema di detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e gli interventi antisismici (articolo 16 Dl n. 63/2013), secondo cui, per il calcolo del limite di spesa, in caso di accorpamento o di suddivisione del fabbricato, deve essere valorizzata la situazione iniziale degli  immobili, e non quella risultante alla fine dei lavori.

Risposta n. 572/2021
Un soggetto che gestisce, per conto del Comune, gli immobili adibiti a edilizia residenziale pubblica, dovrà certificare, ai fini della fruizione del Superbonus e delle opzioni cessione del credito o sconto in fattura, che possiede i requisiti per essere qualificato come società “in house providing”. Per tale attestazione non è prevista la produzione di una dichiarazione sostitutiva, bensì della documentazione idonea a dimostrare che l’ente ha le stesse finalità sociali degli istituti autonomi case popolari, istituito nella forma di società “in house providing” secondo la legislazione europea.
L’Agenzia ricorda che l’articolo 119, comma 9 del decreto “Rilancio” stabilisce che le disposizioni disciplinanti le tipologie di interventi ammessi i si applicano alle spese sostenute anche dagli Iacp “nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei Comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica”. La norma, con riferimento ai soggetti di cui al citato comma 9, lettera c), dell’articolo 119 del decreto “Rilancio”, non prevede la produzione di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti i requisiti previsti dalla normativa europea. Il condominio istante, che intende eseguire dei lavori di efficientamento energetico fruendo della maxi-agevolazione e che riferisce che alcune unità immobiliari dell’edificio sono di proprietà del Comune e gestite, per suo conto, dalla società suddetta, dovrà, quindi, acquisire idonea documentazione che dimostri una natura avente le stesse finalità sociali degli istituti autonomi case popolari istituiti in house providing, che rispondono ai requisiti della legislazione europea.

Condividi su:
Superbonus, per il limite di spesa rileva il numero di unità iniziale

Ultimi articoli

Normativa e prassi 22 Settembre 2021

L’assembla condominiale approva: Superbonus a chi si accolla le spese

Se l’assemblea approva, le spese per gli interventi effettuati sulle parti comuni del “condominio misto”, che ospita alloggi di privati e di una Pa, potranno essere sostenute dai condomini interessati che in sede assembleare, esprimendo parere favorevole, manifestano l’intenzione di accollarsi l’intero importo e che beneficeranno della detrazione al 110 per cento.

Attualità 22 Settembre 2021

Spese sanitarie 1° semestre 2021, comunicazioni entro il 30 settembre

Non sono ancora scaduti i termini per la presentazione dei redditi relativa al 2020 che già si riaccendono i motori per predisporre la precompilata 2022.

Normativa e prassi 22 Settembre 2021

Aliquota Imu all’11,4%, anche senza delibera 2021

Se la maggiorazione dell’aliquota Imu dello 0,08% è stata espressamente confermata dalle delibere consiliari ininterrottamente dal 2015 al 2019, in qualità di maggiorazione Tasi, e per il 2021 il Comune non ha adottato alcuna deliberazione in materia, vengono convalidate automaticamente tutte le aliquote approvate per il 2020, compresa anche quella maggiorata dell’1,14%, risultante dall’applicazione della maggiorazione dello 0,08 per cento.

Normativa e prassi 22 Settembre 2021

Flusso telematico delle delibere, dal Df chiarimenti sul timing

Con la risoluzione n.7/DF del 21 settembre 2021, il dipartimento delle Finanze fornisce chiarimenti in tema di decorrenza dell’obbligo di utilizzare il formato elettronico individuato dal decreto interministeriale del 20 luglio 2021, ai fini della trasmissione telematica al ministero dell’Economia e delle Finanze delle delibere regolamentari e tariffarie relative alle entrate tributarie dei comuni, delle province e delle città metropolitane (vedi articolo “Invio telematico delle delibere, in un decreto le specifiche tecniche”).

torna all'inizio del contenuto