Bilancio e contabilità

Sempre di meno in tribunale per le contestazioni tributarie

Diminuzioni generalizzate per le controversie tra Fisco e contribuenti nel periodo gennaio-marzo 2020 rispetto alla stessa finestra temporale dello scorso anno. I nuovi contenzioni sono scesi, complessivamente, del 4%, e le liti pendenti del 6 per cento. Inoltre, il 98,34% degli atti e documenti processuali è stato trasmesso online alle Commissioni attraverso l’applicazione telematica PTT. A comunicarlo le statistiche e le analisi del contenzioso tributario disponibili in rete sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze.

In particolare, amministrazione finanziaria e contribuenti hanno portato in tribunale, nel primo trimestre 2020, in entrambi i gradi di giudizio, 48.849 controversie, dato che riflette una flessione del 3,91% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Riguardo alle definizioni delle cause tributarie, dal Mef osservano che anche in questo campo il Coronavirus si è fatto sentire determinando un forte calo dei processi conclusi (-30,04%) causato dalla sospensione dei processi, e il conseguente aumento delle liti pendenti rispetto al trend registrato al 31 dicembre 2019.

Nel dettaglio, dal 1° gennaio al 31 marzo 2020, sono state 35.526 (-5,84%) le nuove controversie aperte davanti alle Commissioni tributarie provinciali e 29.688 i ricorsi definiti (-31,16%) in primo grado.
Di segno contrario gli appelli davanti alla Commissioni tributarie regionali, aumentati, nello stesso trimestre, dell’1,66% e pari a 13.323, le cause concluse sono state 11.133, il 26,89% in meno rispetto al primo trimestre 2019.

In primo grado, l’esito dei contenziosi è stato nel 48% dei processi completamente a favore dell’ente impositore, per un valore complessivo di 1.350,99 milioni di euro, nel 27% dei casi il giudizio ha dato completa ragione al contribuente, per un valore di 541,60 milioni di euro, pronunce intermedie per circa l’11% dei contenziosi, per un valore complessivo di 401,08 milioni di euro.
Percentuali simili per il secondo grado di giudizio. L’ente impositore ha infatti vinto in appello nel 49% dei casi, per un valore complessivo di 851,54 milioni di euro, il 30% delle decisione è stata invece completamente a favore del contribuente per un valore complessivo di 1.084,12 milioni di euro, le controversie senza “vincenti e perdenti” ben definiti circa il 9%, per un valore complessivo di 204,36 milioni di euro.

Largo uso, ormai, del Processo tributario telematico che nel primo trimestre 2020 è stato utilizzato nel 98,34% dei casi per presentare atti e documenti relativi alle nuove controversie. Nel dettaglio, presso le Ctp, il 98,30% degli atti processuali è stato deposito tramite il canale telematico, mentre presso le Ctr la percentuale si attesta al 98,47 per cento.