Normativa e prassi

14 Maggio 2020

Invio tardivo fatture immediate: festa o non festa è sanzionato

La trasmissione al sistema d’interscambio (Sdi) della fattura immediata, eseguita oltre il dodicesimo giorno dall’effettuazione dell’operazione – come stabilisce l’articolo 21 del decreto Iva – ma comunque entro i termini della liquidazione periodica, è punibile con la sanzione da 250 a 2mila euro per ciascuna operazione tardivamente documentata. Un po’ meno se si sfruttano gli sconti del  ravvedimento operoso.
 
È quanto precisa l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 129 del 14 maggio 2020, arrivando alla conclusione che, a tale tipologia di adempimento, non è possibile applicare la disposizione normativa, secondo cui “i versamenti e gli adempimenti, anche se solo telematici, previsti da norme riguardanti l’Amministrazione economico-finanziaria che scadono il sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo” (articolo 7, lettera h), Dl n. 70/2011).
L’istante, infatti, avendo inviato in ritardo tramite Sdi fatture immediate del 31 dicembre 2019, e precisamente il giorno successivo allo scadere del dodicesimo, in quanto il 12 gennaio era festivo, riteneva possibile “emendare” l’intempestività senza sanzioni, applicando la norma del 2011.
 
Come in sintesi anticipato, per l’Agenzia non è così, perché la disposizione in argomento riguarda solo gli adempimenti che il contribuente deve assolvere nei confronti dell’amministrazione finanziaria, mentre la fattura (analogica o elettronica) è destinata alla controparte contrattuale, affinché quest’ultima possa esercitare alcuni diritti fiscalmente riconosciuti (detrazione dell’Iva e deduzione del costo). Pertanto, ai tempi di trasmissione dei documenti contabili in questione, si applica il comma 4 dell’articolo 21 del decreto Iva.
In particolare, da questa disposizione si ricava che la fattura deve riportare la data di effettuazione delle operazioni ed essere emessa entro dodici giorni da questa.
 
Nel caso di fatture elettroniche, attratte nel perimetro dell’articolo 21, il chiarimento è contenuto nella circolare n. 14/2019, nella quale è stato precisato che “la facoltà di emettere la fattura entro dodici giorni riguarda tutte le fatture, comprese quelle elettroniche veicolate tramite Sdi”. In tale circostanza nel documento deve essere indicata la data dell’operazione mentre la data di emissione è valorizzata direttamente dallo Sdi all’atto della trasmissione del file al sistema.
 
Tanto premesso, è evidente che al caso prospettato, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 6 del Dlgs n. 471/1997. Per la precisione, quella stabilita nel comma 1, ultimo periodo stesso articolo, fissata tra i 250 e i 2mila euro quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.
 
Il contribuente, comunque, potrà ridurre la penalità avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso, regolato dall’articolo 13, del Dlgs n. 472/1997.

Invio tardivo fatture immediate: festa o non festa è sanzionato

Ultimi articoli

Normativa e prassi 28 Aprile 2026

In partenza la Precompilata 2026, cosa cambia e le date da segnare

Più informazioni, ma anche un calendario nuovo. Dal 2026 tempi diversi di consultazione e invio a seconda del modello utilizzato: accesso dal 30 aprile per il 730, dal 20 maggio per i Redditi Pf Precompilata 2026, ci siamo.

Attualità 27 Aprile 2026

Tax credit cinema 2026, online nuovi elenchi di beneficiari

Tutti i documenti sono disponibili in formato pdf sul portale della direzione generale Cinema e Audiovisivo.

Attualità 24 Aprile 2026

Modello Iva 2026, invio entro il 30 aprile

Scadenza in arrivo per i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, artistiche o professionali, tenuti a presentare la dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2025 Ancora qualche giorno, fino a giovedì 30 aprile, per inviare il modello Iva 2026, anno d’imposta 2025.

Dati e statistiche 24 Aprile 2026

Dichiarazioni Irpef e Iva 2025, online le statistiche del Mef

Il 58,9% delle persone fisiche ha utilizzato il modello 730 (+3,1% rispetto al 2023), mentre il numero di coloro che hanno utilizzato il modello Redditi si è ridotto (-2,8% rispetto al 2023) Nel 2024 i contribuenti Irpef sono stati oltre 42,8 milioni, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.

torna all'inizio del contenuto