Normativa e prassi

1 Aprile 2020

Operativo il codice per recuperare il premio dato a chi lavora fuori casa

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 17/E del 31 marzo 2020 istituisce i codici di tributo che i datori di lavoro possono utilizzare per compensare l’incentivo di 100 euro corrisposto da aprile ai dipendenti, in proporzione al numero di giorni  di lavoro svolti in sede nel mese di marzo 2020.

Il bonus, istituito dall’articolo 63 del decreto legge n. 18/2020 “Cura Italia”, spetta ai lavoratori dipendenti che hanno maturato nel corso del 2019 un reddito complessivo da lavoro dipendente non superiore a 40mila euro. I sostituti d’imposta devono riconoscere il premio ai dipendenti in via automatica, comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno. Gli stessi datori di lavoro possono recuperare in compensazione le somme erogate.
Proprio al fine di consentire il recupero l’Agenzia delle entrate ha istituito i codici tributo:

Per il modello F24: “1699”, denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta del premio erogato ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge n. 18 del 2020”.

Per il modello F24 “enti pubblici”, F24 Ep: “169E”, denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta del premio erogato ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge n. 18 del 2020”.

In sede di compilazione del modello F24, il codice tributo “1699” va esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”. Nei campi “rateazione/regione/prov./mese rif.” e “anno di riferimento” sono invece da indicare, rispettivamente, il mese e l’anno in cui è avvenuta l’erogazione del premio, nei formati “00MM” e “AAAA”.

In sede di compilazione del modello F24 Ep, il codice tributo “169E” va esposto nella sezione “Erario” (valore F) in corrispondenza delle somme indicate nel campo “importi a credito compensati”. Nei campi “riferimento A” e “riferimento B” devono essere indicati, invece, il mese e l’anno in cui è avvenuta l’erogazione del premio, nei formati “00MM” e “AAAA”.

La risoluzione rammenta che ai fini del recupero in compensazione degli importi, i modelli F24 devono essere presentati esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Il recupero in compensazione, invece, non deve essere preceduto dalla presentazione della dichiarazione da cui emerge il relativo credito.

Condividi su:
Operativo il codice per recuperare il premio dato a chi lavora fuori casa

Ultimi articoli

Attualità 28 Settembre 2020

Elenchi cinque per mille 2020, ultima chance: remissione in bonis

Scade il prossimo mercoledì 30 settembre il tempo per tutti gli enti, non inseriti negli elenchi permanenti e comunque interessati a partecipare alla ripartizione del beneficio nelle diverse categorie individuate, che non hanno assolto in tutto o in parte entro i termini di scadenza gli adempimenti previsti per l’ammissione al contributo, relativo al 2020.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Acquisti on line con lo sconto Reddito zero per il dipendente

La riduzione sul prezzo dei beni acquistati dal dipendente attraverso una piattaforma web in base a uno specifico accordo tra e-commerce e datore di lavoro non genera reddito imponibile, in quanto, il prezzo scontato, versato dal dipendente corrisponde al “valore normale” del prodotto.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Contributi a Ente bilaterale: non imponibili se obbligatori

I versamenti effettuati da un datore di lavoro a un Ente bilaterale non vanno assoggettati a ritenuta se il contratto, l’accordo o il regolamento aziendale prevedono soltanto l’obbligo per il datore di fornire prestazioni assistenziali e questo sceglie di garantirsi una copertura economica iscrivendosi all’Ente.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Contratto con i cittadini stranieri: i codici per il contributo forfettario

Istituiti tre codici tributo “CFZP”, “CFAS” e “CFLD” da utilizzare per il versamento, tramite il modello F24 Elide, dei contributi forfettari previsti per l’emersione del lavoro irregolare, rispettivamente  nel campo dell’agricoltura,  nei settori assistenza alla persona e nel lavoro domestico.

torna all'inizio del contenuto