Normativa e prassi

28 Dicembre 2018

Ue: reverse charge temporaneoper le operazioni oltre € 17.500

Normativa e prassi

Ue: reverse charge temporaneo
per le operazioni oltre € 17.500

Per introdurre il meccanismo generalizzato di inversione contabile, lo Stato membro deve presentare apposita domanda alla Commissione e soddisfare una serie di condizioni

Ue: reverse charge temporaneo|per le operazioni oltre € 17.500
Pubblicata ieri, nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, la direttiva 2018/2057 del 20 dicembre 2018, che modifica la direttiva 2006/112/Ce relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, con riguardo all’applicazione temporanea di un meccanismo generalizzato di inversione contabile sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi al di sopra di una determinata soglia.
 
In pratica, gli Stati membri, previa autorizzazione della Commissione, potranno introdurre il sistema del reverse charge – finalizzato a contrastare fenomeni fraudolenti in ambito Iva e in base al quale il destinatario della cessione o della prestazione, se soggetto passivo, è obbligato all’assolvimento dell’imposta in luogo del cedente/prestatore – per tutte le operazioni non transfrontaliere di ammontare superiore a 17.500 euro.
La misura ha carattere temporaneo: entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio e sarà applicabile fino al 30 giugno 2022.
 
Per introdurre il meccanismo generalizzato di inversione contabile, lo Stato membro deve presentare apposita domanda alla Commissione e soddisfare una serie di condizioni:

  • aver presentato nel 2014 un divario dell’Iva, espresso in percentuale del totale dell’Iva esigibile, di almeno 5 punti percentuali superiore al divario dell’Iva mediano a livello comunitario
  • presentare un livello di frodi carosello superiore al 25% del suo divario dell’Iva complessivo
  • stabilire che altre misure di controllo non sono sufficienti a contrastare le frodi carosello nel suo territorio, precisando le misure applicate e i motivi specifici della loro inefficacia, nonché i motivi per cui la cooperazione amministrativa in materia di Iva è risultata insufficiente
  • stabilire che gli introiti stimati della riscossione e del rispetto dell’obbligo tributario, previsti a seguito dell’introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile, superano di almeno il 25% l’onere aggiuntivo globale stimato per le imprese e le autorità fiscali
  • stabilire che l’introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile non comporterà per le imprese e le autorità fiscali costi maggiori di quelli sostenuti in caso di applicazione di altre misure di controllo.

pubblicato Venerdì 28 Dicembre 2018

Condividi su:
Ue: reverse charge temporaneoper le operazioni oltre € 17.500

Ultimi articoli

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Acquisti on line con lo sconto Reddito zero per il dipendente

La riduzione sul prezzo dei beni acquistati dal dipendente attraverso una piattaforma web in base a uno specifico accordo tra e-commerce e datore di lavoro non genera reddito imponibile, in quanto, il prezzo scontato, versato dal dipendente corrisponde al “valore normale” del prodotto.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Contributi a Ente bilaterale: non imponibili se obbligatori

I versamenti effettuati da un datore di lavoro a un Ente bilaterale non vanno assoggettati a ritenuta se il contratto, l’accordo o il regolamento aziendale prevedono soltanto l’obbligo per il datore di fornire prestazioni assistenziali e questo sceglie di garantirsi una copertura economica iscrivendosi all’Ente.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Contratto con i cittadini stranieri: i codici per il contributo forfettario

Istituiti tre codici tributo “CFZP”, “CFAS” e “CFLD” da utilizzare per il versamento, tramite il modello F24 Elide, dei contributi forfettari previsti per l’emersione del lavoro irregolare, rispettivamente  nel campo dell’agricoltura,  nei settori assistenza alla persona e nel lavoro domestico.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Piano di welfare aziendale Il benefit alla prova fiscale

Le utilità a carattere premiale legate al raggiungimento di uno specifico obiettivo economico di fatturato, dettagliatamente specificate nei Regolamenti aziendali di welfare ed erogate da una società ai dipendenti, non concorrono (quasi in toto) alla formazione del reddito di lavoro dipendente, perché destinate a beneficiari indistinti.

torna all'inizio del contenuto