Normativa e prassi

26 Novembre 2018

Due principi per disapplicare le disposizioni Ace antielusive

Normativa e prassi

Due principi per disapplicare
le disposizioni Ace antielusive

L’Agenzia delle entrate risolve la problematica delle operazioni potenzialmente in grado di determinare indebite duplicazioni dell’agevolazione “aiuto alla crescita economica”

Due principi per disapplicare |le disposizioni Ace antielusive
In caso di incremento di crediti derivanti da finanziamenti ad altri partecipanti al gruppo o di incremento di capitale proprio, sia con conferimenti sia con utili accantonati a riserva, è possibile disapplicare le disposizioni antielusive dettate dal “decreto Ace” provvedendo alla opportuna riduzione della base del beneficio (principi di diritto 11 e 12/2018).

In presenza di un’operazione a rischio duplicazione del beneficio Ace, come l’incremento di crediti derivanti da finanziamenti diretti ad altri partecipanti al gruppo, lo “sponsor” può richiedere la disapplicazione della norma antielusiva (articolo 10, comma 3, lettera e), Dm 14 marzo 2012) se il destinatario del finanziamento non abbia, a sua volta, eseguito alcuna manovra duplicativa, cioè conferimenti in denaro, finanziamenti a soggetti del gruppo, acquisto di partecipazioni o aziende infragruppo (circolare 12/2014).
Ma se ciò invece è accaduto e il finanziato presenta una propria base Ace, si presume che siano state prioritariamente utilizzate le somme ricevute; le stesse, pertanto, andranno sterilizzate dalla predetta base Ace. Di conseguenza, il finanziatore potrà disapplicare la norma antielusiva.
Lo afferma l’Agenzia delle entrate nel principio di diritto n. 11/2018.
 
Un’altra ipotesi di disapplicazione delle disposizioni antielusive dell’articolo 10 ricorre quando l’accrescimento patrimoniale rilevante ai fini dell’Ace è determinato esclusivamente da utili accantonati nelle riserve disponibili.
Il principio di diritto n. 12/2018 specifica che la disapplicazione – secondo i chiarimenti forniti dalla circolare 21/2015 – è possibile solo se non sono state ricevute somme che hanno già costituito base Ace per altri soggetti del gruppo
Nell’ipotesi di base Ace mista, composta cioè sia da conferimenti che da utili accantonati, nel caso si compiano operazioni potenzialmente in grado di determinare una duplicazione del beneficio, la stessa andrà ridotta dell’importo dei conferimenti. Neutralizzata la base frutto degli apporti di capitale, rimane quella alimentata da utili non distribuiti, che rende ulteriori ed eventuali operazioni in uscita non duplicative.

pubblicato Lunedì 26 Novembre 2018

Condividi su:
Due principi per disapplicare le disposizioni Ace antielusive

Ultimi articoli

Attualità 27 Settembre 2022

Bonus digitalizzazione tour operator, autorizzazioni al via da fine mese

Fissati, in un avviso del 21 settembre 2022, pubblicato sul sito del Mit, i termini di presentazione delle ulteriori richieste di autorizzazione all’utilizzo del bonus digitalizzazione destinato ad agenzie turistiche e tour operator.

Analisi e commenti 26 Settembre 2022

“Aiuti ter” – 1: a novembre un nuovo bonus di 150 euro

Un ulteriore aiuto economico per le famiglie alle prese con l’aumento dei prezzi al consumo.

Attualità 26 Settembre 2022

Bonus per il rientro dei “cervelli”, proroga entro il 27 settembre

I ricercatori e i docenti iscritti all’Aire o cittadini Ue, tornati in Italia prima del 2020, che al 31 dicembre 2019 risultavano beneficiari del bonus fiscale, introdotto per incentivare il rientro dei “cervelli” nel nostro Paese, e che entro il 31 dicembre 2021 hanno concluso il primo periodo di fruizione dell’agevolazione, hanno tempo fino a domani, martedì 27 settembre, per versare l’una tantum necessaria a prorogare il regime agevolato.

Normativa e prassi 24 Settembre 2022

In Gazzetta il “decreto Aiuti ter”, altre misure contro il caro energia

Articolo Contenuto 1 Bonus energetici alle impreseProrogati temporalmente e potenziati quantitativamente i contributi straordinari alle imprese per l’acquisto di energia e gas, riconosciuti sotto forma di credito d’imposta: per quelle “energivore”, il bonus è pari al 40% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata e utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022 (per il periodo luglio-settembre è stato al 25%); per le “gasivore”, il bonus è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici (per il terzo trimestre è stato al 25%); per le imprese “non energivore” dotate di contatori con potenza pari almeno a 4,5 kW (in questo caso, è anche ampliata la platea dei beneficiari, in quanto, precedentemente, il limite era fissato a 16,5 kW), il bonus è pari al 30% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022 (per il trimestre luglio-settembre è stato al 15%); per le imprese “non gasivore”, il bonus è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici (per il terzo trimestre è stato al 25%).

torna all'inizio del contenuto