Normativa e prassi

31 Ottobre 2018

Concordato con terzo assuntore:costo coincidente con l’esborso

Normativa e prassi

Concordato con terzo assuntore:
costo coincidente con l’esborso

Il valore complessivo sostenuto va ripartito, proporzionalmente tra i singoli cespiti, in modo da riflettere il valore reale dei singoli asset, beni e diritti, acquisiti

Concordato con terzo assuntore:|costo coincidente con l’esborso
Nel caso di concordato fallimentare, il costo fiscale delle attività del debitore di cui l’assuntore ha acquisito la titolarità giuridica coincide con l’esborso finanziario dallo stesso sostenuto. Per la ripartizione tra i beni, un utile parametro di riferimento può essere rappresentato dal parere reso dal curatore in merito ai presumibili risultati derivanti dalla liquidazione degli attivi della procedura.
Sono i chiarimenti forniti dall’Agenzia con la risposta a interpello n. 55/2018.
 
L’istanza è stata formulata da una società svolgente il ruolo di assuntore di concordati fallimentari, la quale, presentata una proposta, ha “incassato” il voto positivo dei creditori, a seguito del quale il Tribunale competente ha emanato il decreto di omologa.
Poiché la proposta prevede che, dietro pagamento di una determinata cifra ai creditori (di cui una parte proveniente da risorse di cassa nella disponibilità della procedura concorsuale ed un’altra a carico dell’assuntore), la società acquista la titolarità giuridica di una serie di attività (tra cui crediti tributari, azioni di responsabilità, beni immobili, partecipazioni, titoli e crediti diversi), occorre chiarire quale sia il loro corretto costo fiscale ai fini sia Ires che Irap.
 
L’Agenzia ricorda innanzitutto che – come già precisato nella risoluzione 118/2007 e nella circolare 27/2012 – il concordato fallimentare con l’intervento di un assuntore ha natura traslativa, in quanto quest’ultimo si accolla le passività e diventa proprietario di tutte le attività e passività della società fallita come risultanti dalla sentenza di omologazione del concordato. Il decreto di omologa, pertanto, deve essere assoggettato a imposta di registro in misura proporzionale.
 
Venendo poi alla specifica richiesta della società istante In proposito, l’Agenzia precisa che, ai fini delle imposte dirette, il costo fiscale delle attività del debitore di cui l’assuntore diviene titolare coincide con l’esborso finanziario effettivamente sostenuto.
Tale importo deve essere ripartito proporzionalmente tra i singoli cespiti, in modo da riflettere il reale valore dei beni e/o diritti acquisiti. A tale scopo può essere di riferimento il parere reso dal curatore ai sensi dell’articolo 125 del regio decreto 267/1942.
Tuttavia, per evitare che nel bilancio vengano iscritte poste inesistenti o sopravvalutate, la ripartizione resta comunque sindacabile da parte dell’amministrazione finanziaria (in tal senso si è espressa anche la Corte di cassazione, sentenza 9950/2008).
 

pubblicato Mercoledì 31 Ottobre 2018

Condividi su:
Concordato con terzo assuntore:costo coincidente con l’esborso

Ultimi articoli

Normativa e prassi 6 Ottobre 2022

Cessione dei bonus edilizi, le novità dei decreti “Aiuti” e “Aiuti-bis”

Pronti i chiarimenti interpretativi dell’Agenzia sulle novità che hanno interessato la cessione o lo sconto in fattura dei bonus edilizi dopo la conversione in legge dei decreti “Aiuti” (Dl n.

Normativa e prassi 6 Ottobre 2022

Nuovi bonus gas e carburanti, dal 6 ottobre via alle cessioni

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate di oggi, 6 ottobre 2022 estende alla cessione degli ulteriori crediti d’imposta introdotti dai decreti legge “Aiuti” e “Aiuti-bis”, a favore di determinati settori, per l’acquisto di energia elettrica, gas e carburanti, le modalità operative già definite con il provvedimento dello scorso 30 giugno (vedi articolo “Cessioni bonus imprese energivore, comunicazioni a partire dal 7 luglio”).

Normativa e prassi 6 Ottobre 2022

Gruppo Iva, per la controllante estera occhio al volume d’affari e ricavi

Con la risposta n. 487 del 5 ottobre 2022, l’Agenzia precisa che, ai fini dell’identificazione del rappresentante del gruppo Iva, occorre far riferimento al valore più elevato tra i due dati (il volume d’affari e i ricavi) cui fa rinvio il disposto normativo di riferimento, come risultante dalle dichiarazioni presentate ai fini Iva e ai fini delle imposte sui redditi, relative al periodo d’imposta precedente la costituzione del gruppo Iva.

Normativa e prassi 5 Ottobre 2022

Nell’Archivio dei comuni, spazio a Calliano Monferrato

Il comune di Calliano, della provincia di Asti, Piemonte, cambia nome e diventa Calliano Monferrato con decorrenza 12 agosto 2022.

torna all'inizio del contenuto