Normativa e prassi

4 Ottobre 2018

Attività di ricerca negli Usa,redditi da dichiarare in Italia

Normativa e prassi

Attività di ricerca negli Usa,
redditi da dichiarare in Italia

L’esenzione prevista dalla Convenzione contro le doppie imposizioni non si estende agli adempimenti che il contribuente è tenuto a effettuare nel Paese di residenza fiscale

Attività di ricerca negli Usa,|redditi da dichiarare in Italia
Nella risposta n. 26/2018, fornita all’istanza di interpello presentata da un cittadino italiano residente negli Stati Uniti, l’Agenzia delle entrate ha affrontato la questione relativa al trattamento fiscale dei redditi derivanti da attività di ricerca svolta negli Usa.
Nel caso sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione, i redditi sono stati percepiti nel 2017. L’interpellante, richiamando la Convenzione Italia-Usa contro le doppie imposizioni (articolo 20), ritiene di non doverli dichiarare in Italia.
 
Di avviso contrario, invece, è l’Agenzia. L’istante, infatti, è iscritto all’Aire dall’8 novembre 2017 e, quindi, in base alla disciplina prevista dal Tuir (articolo 2), per il 2017 deve essere considerato fiscalmente residente in Italia, essendo stato iscritto nelle anagrafi della popolazione residente per la maggior parte del periodo d’imposta. Di conseguenza, tutti i redditi da lui percepiti nel 2017, ovunque prodotti, devono essere dichiarati in Italia.
Sebbene la disposizione della Convenzione richiamata dall’interpellante stabilisca, al ricorrere di specifiche condizioni, l’esenzione dall’imposizione delle remunerazioni relative all’attività di insegnamento o di ricerca nel Paese contraente in cui la stessa è svolta (in questo caso gli Usa), non si può estendere tale beneficio anche agli adempimenti fiscali che il contribuente è tenuto a effettuare nel proprio Paese di residenza fiscale (l’Italia), qualora sia diverso dallo Stato in cui è svolta l’attività.
Ne deriva, quindi, che per il 2017, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi da presentare in Italia anche il reddito estero derivante dall’attività di ricerca svolta negli Usa.

pubblicato Giovedì 4 Ottobre 2018

Condividi su:
Attività di ricerca negli Usa,redditi da dichiarare in Italia

Ultimi articoli

Normativa e prassi 24 Settembre 2020

Consultazione fatture elettroniche: più tempo per aderire al servizio

Nel rispetto delle intervenute disposizioni normative, introdotte dall’articolo 14 del Dl 124/2019 che, tra l’atro, ha previsto nuovi termini per la memorizzazione delle fatture elettroniche, con il provvedimento firmato oggi dal direttore Ruffini, l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici è prorogata al 28 febbraio 2021 e, nell’ottica di efficientamento delle procedure, è prevista una nuova funzionalità.

Attualità 24 Settembre 2020

Consultazione cartografia catastale: da oggi viaggia con una nuova licenza

Rilevanti novità per i servizi online di consultazione della cartografia catastale dell’Agenzia delle entrate, amministrazione titolare dei dati, che da oggi assicurano un maggiore livello di fruibilità delle informazioni grazie all’adozione di una nuova licenza d’uso dei servizi, denominata CC-BY versione 4.

Normativa e prassi 24 Settembre 2020

Contributo Covid a fondo perduto, accessibile alla società scissa

Si al contributo Covid a fondo perduto per la società costituita nel 2019 a seguito di scissione parziale proporzionale.

Normativa e prassi 23 Settembre 2020

Recupero edificio in “zona porto”: no all’esenzione, sì all’Iva ridotta

L’Ente di ricerca che intende ristrutturare e ampliare un immobile ubicato in un’area portuale, con l’obiettivo di realizzare una sede idonea allo svolgimento della propria attività istituzionale, assolverà l’Iva relativa ai lavori effettuati nella misura del 10%, solo se questi sono riconducibili alle tipologie elencate nell’articolo 3 del Dpr n.

torna all'inizio del contenuto