Fabrizio Ortu
22 Dicembre 2017
Agenzia sarda delle entrate:la sentenza della Consulta
Giurisprudenza
Agenzia sarda delle entrate:
la sentenza della Consulta
Dal versamento diretto nelle casse dell’Ase all’istituzione del Comitato di indirizzo regionale, ecco i principali no e sì dei giudici costituzionali alla legge regionale sulla fiscalità
È arrivata la sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale 25/2016 istitutiva della “Agenzia sarda delle entrate”. Parliamo della pronuncia 245 dello scorso 29 novembre, che risponde al giudizio di legittimità costituzionale promosso dal Governo con un ricorso di inizio anno. Si tratta di un testo articolato, che “promuove” alcuni punti della normativa regionale e ne “boccia” altri. Dall’afflusso diretto di entrate provenienti dallo Stato all’istituzione del Comitato di indirizzo regionale sulle entrate, ecco una carrellata di alcuni passaggi chiave della sentenza.
No al versamento diretto all’Ase
Per la Consulta la previsione dell’afflusso diretto all’Ase delle entrate spettanti alla Regione autonoma della Sardegna – previsto dall’articolo 1, comma 5, della legge regionale 25/2016 – è in contrasto con la disciplina statale, secondo cui le entrate regionali provenienti, direttamente o indirettamente dallo Stato, devono essere versate in speciali conti infruttiferi, intestati alle Regioni e gestiti dalla Banca d’Italia. Di conseguenza, la Consulta dichiara anche l’illegittimità costituzionale dell’articolo 9, comma 3, lettera a, della stessa legge regionale, che assegna all’Ase il compito di “riversare nelle casse regionali le entrate di competenza”.
In particolare , la Corte costituzionale precisa che la norma regionale impugnata dal Governo, nel prevedere l’afflusso diretto nelle casse dell’Ase (“e non alle casse regionali ossia ai conti infruttiferi presso la Tesoreria”) delle entrate che spettano alla Regione, introduce un passaggio di troppo. Un “passaggio intermedio che – si legge nella sentenza –“contrasta con la previsione del riversamento diretto di tali risorse dallo Stato alle casse regionali disposto dalla norma di attuazione statutaria”.
Via libera al Cire
La sentenza dichiara invece inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata in relazione all’istituzione del Comitato di indirizzo regionale sulle entrate (articolo 12, comma 1, della legge regionale Sardegna 25/2016).
La normativa regionale, spiega infatti la Consulta, assegna al Cire attività di natura meramente consultiva in favore del direttore generale dell’Agenzia sarda delle entrate. Dall’esercizio di queste funzioni – stabilisce la Corte costituzionale – non può derivare una “lesione dei parametri costituzionali e statutari allegati dal ricorrente”.
Dati e calcoli, sì al raccordo con la struttura statale
La sentenza “salva”, inoltre, un altro punto importante della legge istitutiva dell’Agenzia sarda delle entrate ovvero l’articolo 3 (comma 3), che stabilisce il continuo raccordo dell’Ase con la struttura statale nella verifica tempestiva della correttezza dei dati e dei calcoli effettuati “dalla struttura di gestione e dagli altri organi statali competenti”, con l’obiettivo di garantire la precisa determinazione di quanto spetta alla Regione Sardegna a titolo di compartecipazione regionale alle quote erariali. “Il ricorso – precisa la sentenza – non espone le ragioni per le quali il raccordo dell’Ase con la struttura finanziaria statale provocherebbe, come conseguenza dell’incremento di attività amministrativa a carico dell’apparato statale, maggiori oneri finanziari”.
Perché l’Ase
Facendo un passo indietro, può essere utile ripercorrere in estrema sintesi le tappe che hanno portato alla “progettazione” dell’Ase. La legge istitutiva dell’Agenzia sarda delle entrate è stata approvata nell’ottobre dello scorso anno – come recita l’articolo 1 della stessa legge regionale – “col fine di potenziare e razionalizzare il governo delle entrate del sistema Regione”. Ha le sue radici storiche e giuridiche negli articoli 7, 8, 9 e 10 dello Statuto speciale per la Sardegna (legge costituzionale 3/1948).
pubblicato Venerdì 22 Dicembre 2017
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