Normativa e prassi

8 Novembre 2017

Entrate tributarie enti locali:ecco come vanno versate

Normativa e prassi

Entrate tributarie enti locali:
ecco come vanno versate

Istituti tre nuovi codici tributo da utilizzare per effettuare il versamento, tramite il modello F24, dell’imposta comunale sulla pubblicità ovvero del canone per l’installazione di mezzi pubblicitari

Entrate tributarie enti locali:|ecco come vanno versate
Il “decreto fiscale” collegato alla legge di bilancio 2017 ha stabilito che, a decorrere dal 1° ottobre 2017, il versamento delle entrate tributarie dei comuni e degli altri enti locali può essere effettuato anche tramite il modello F24 (articolo 2-bis, comma 1, Dl 193/2016).
 
A tal proposito, con la risoluzione 137/E dell’8 novembre 2017, l’Agenzia delle entrate ha istituito tre nuovi codici tributo da utilizzare per eseguire  i versamenti di alcuni tributi in favore degli enti locali, senza la necessità per questi ultimi di stipulare una specifica convenzione con l’amministrazione.
L’operatività delle disposizioni contenute nella risoluzione in esame decorre dal 20 novembre 2017.
 
Il documento di prassi innanzitutto precisa che per il pagamento di Tosap/Cosap, dei relativi interessi e sanzioni, in favore di comuni, province e città metropolitane devono essere utilizzati i codici tributo già esistenti “3931”, “3932”, “3933” e “3934”, istituiti con la risoluzione 39/2016.
 
Per il versamento della Tarsu/Tariffa (e dei relativi interessi e sanzioni) in favore dei comuni interessati per gli anni d’imposta pregressi vanno utilizzati i codici tributo “3920”, “3921” e “3922”, già istituiti con la risoluzione 73/2004.
 
Invece, per il versamento degli importi dovuti a titolo di “imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni” (Icp Dpa) ovvero del “canone per l’installazione di mezzi pubblicitari” (Cimp), dei relativi interessi e delle sanzioni, sono istituiti  i seguenti codici tributo:

  • “3964” – imposta
  • “3965” – interessi
  • “3966” – sanzioni.

I suddetti codici, sia quelli di nuova istituzione sia quelli già esistenti, devono essere evidenziati nella sezione “IMU e altri tributi locali”, del modello F24, esclusivamente in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”, indicando:

  • nel campo “identificativo operazione”, l’eventuale codice comunicato dall’ente beneficiario
  • nel campo “codice ente/codice comune”, il codice che identifica l’ente beneficiario (tali codici sono riportati nella tabella “T4 codici catastali dei comuni” e, solo per la Tosap/Cosap, anche nella tabella “T2 sigle delle province italiane”, pubblicate sul sito internet dell’Agenzia delle entrate)
  • nel campo “anno di riferimento”, l’anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”
  • in caso di pagamento rateale, nel campo “rateazione/mese rif.”  deve essere inserito il numero della rata nel formato “nnrr”, dove “nn” rappresenta il numero della rata in pagamento e “rr” indica il numero complessivo delle rate (in caso di pagamento in unica soluzione, il suddetto campo è valorizzato con “0101”).

Infine si ricorda che gli altri campi della sezione “IMU e altri tributi locali” non devono essere compilati.

pubblicato Mercoledì 8 Novembre 2017

Condividi su:
Entrate tributarie enti locali:ecco come vanno versate

Ultimi articoli

Normativa e prassi 24 Settembre 2022

In Gazzetta il “decreto Aiuti ter”, altre misure contro il caro energia

Articolo Contenuto 1 Bonus energetici alle impreseProrogati temporalmente e potenziati quantitativamente i contributi straordinari alle imprese per l’acquisto di energia e gas, riconosciuti sotto forma di credito d’imposta: per quelle “energivore”, il bonus è pari al 40% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata e utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022 (per il periodo luglio-settembre è stato al 25%); per le “gasivore”, il bonus è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici (per il terzo trimestre è stato al 25%); per le imprese “non energivore” dotate di contatori con potenza pari almeno a 4,5 kW (in questo caso, è anche ampliata la platea dei beneficiari, in quanto, precedentemente, il limite era fissato a 16,5 kW), il bonus è pari al 30% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022 (per il trimestre luglio-settembre è stato al 15%); per le imprese “non gasivore”, il bonus è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici (per il terzo trimestre è stato al 25%).

Normativa e prassi 23 Settembre 2022

Spazio a nuovi codici tributo nel modello di pagamento F24

Con le risoluzioni n. 50, 51 e 52 del 23 settembre 2022 pronto un pacchetto di nuovi codici tributi.

Normativa e prassi 23 Settembre 2022

Fine della coppia di fatto, imposta di registro ordinaria

La cessione della propria quota dell’immobile acquistato in comunione con l’agevolazione “prima casa”, effettuata da un membro di una coppia di fatto in favore dell’altro, e non seguita dal riacquisto entro l’anno, comporta la decadenza dall’agevolazione fruita.

Normativa e prassi 23 Settembre 2022

Attività formativa all’estero, l’Iva dipende dall’ “allievo”

Con la risposta n. 469 del 23 settembre 2022, l’Agenzia ribadisce che le prestazioni didattiche e quelle accessorie, effettuate da una società in uno Stato estero in veste di ente ospitante, non sono territorialmente rilevanti in Italia quando rese a favore di un committente privato.

torna all'inizio del contenuto