15 Maggio 2017
Rapporto residenziale 2017:le famiglie comprano casa
Bilancio positivo per il mercato delle abitazioni nello scorso anno. Il maggior numero di scambi si è registrato nei comuni di medie dimensioni, le più ricercate, le taglie “grandi”
Questa ritrovata attenzione delle famiglie per il mercato della casa emerge chiaramente dai dati contenuti nel Rapporto immobiliare residenziale 2017, lo studio presentato oggi dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Abi (Associazione Bancaria Italiana).
L’aumento degli scambi è principalmente imputabile alla crescita delle compravendite di abitazioni registrata nei comuni di medie dimensioni, con popolazione tra 5 e 25 mila abitanti e tra 25 e 50 mila abitanti, che segnano un rialzo superiore al 20% e costituiscono quasi la metà del mercato nazionale.
L’andamento e la distribuzione dei volumi di scambio per macro aree geografiche evidenzia nel 2016, rispetto al 2015, rialzi più accentuati nel Nord, superiori al 22%. L’area del Centro guadagna il 16,2%. Infine, sono sostenuti, anche se meno di quanto rilevato nelle altre aree, i rialzi al Sud, +15%, e nelle Isole, +14% circa.
A livello regionale, gli incrementi maggiori si registrano in Liguria (+24%), Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte (+23%), in Lombardia (+21%), che da sola rappresenta circa un quinto dell’intero mercato nazionale, e in Toscana (+20%).
Seppure con un peso minore sul volume di scambio nazionale, buoni risultati si riscontrano in Sardegna (+18%), in Friuli-Venezia Giulia (+19%) e in Valle d’Aosta (+25%). Più contenuto è il rialzo nel Lazio (+13%), che con oltre 55mila scambi di abitazioni nel 2016, rappresenta il 10% circa del totale delle transazioni sul territorio nazionale. Infine, il Molise (+8%) e la Calabria (+11%) sono le regioni dove il mercato residenziale nel 2016 cresce meno rispetto al 2015.
L’indicatore dell’intensità del mercato (Imi) segue le compravendite, mostrando una crescita generale in tutti gli ambiti territoriali con un valore, a livello nazionale, pari a 1,56 per cento.
La quota di abitazioni compravendute, rispetto allo stock esistente, supera l’1,8% nel Nord e si attesta intorno all’1,1% nel Sud e nelle Isole.
I comuni capoluogo del Nord mostrano la migliore dinamica di mercato presentando un Imi che supera il 2 per cento. Tra le regioni più dinamiche, con un valore che ha superato il 2% nel 2016, spicca il dato della Lombardia, segue il Veneto con un Imi pari all’1,86% e l’Emilia Romagna con un indice dell’1,81%.
La superficie media per unità abitativa è pari a 106,6 m2, analizzando più nel dettaglio, si nota che nei capoluoghi la superficie media degli alloggi compravenduti si riduce a circa 99,8 m2 mentre nei comuni minori si acquistano abitazioni mediamente più grandi (110 m2). Rispetto al 2015, a livello nazionale la superficie degli immobili è aumentata del 20%, infatti, i maggiori rialzi si registrano per gli scambi di abitazioni taglio “grande”.
Boom di Magazzini e posti auto
Nel 2016 il mercato delle pertinenze mostra un rialzo analogo a quello registrato nel settore delle abitazioni, +19%, con riferimento sia agli scambi di magazzini sia agli scambi di box e posti auto. L’analisi nel dettaglio delle aree del Paese mostra tassi di crescita disomogenei. Per i magazzini nelle aree del Nord gli scambi mostrano rialzi di circa il 25%, mentre al Sud e nelle Isole gli aumenti sono più contenuti, +13,3% e +10,9% rispettivamente. Disomogeneità di rialzi si registrano anche nel mercato dei box e dei posti auto, con ancora le aree del Nord che evidenziano le crescite maggiori, con il Nord-ovest in salita del 18,2%, e il Nord-est del 24,1 per cento.
Nuda proprietà cresce in modo più contenuto
Nel 2016, in tutta Italia, il volume di compravendita del diritto di nuda proprietà per le abitazioni è pari a 24mila unità, facendo registrare un +11,7% rispetto al 2015, decisamente inferiore a quella osservata per il diritto di piena proprietà (18,9%). La crescita nelle transazioni annue risulta più accentuata nei comuni minori (12,6%) rispetto ai capoluogo dove gli scambi del diritto di nuda proprietà crescono solo del 10%.
Figura 1 Le compravendite di abitazioni (migliaia)

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