Normativa e prassi

14 Febbraio 2017

Piante aromatiche surgelate: l’Iva rimane congelata al 5%

Normativa e prassi

Piante aromatiche surgelate:
l’Iva rimane congelata al 5%

La tecnica di conservazione a bassa temperatura non altera le caratteristiche dei prodotti in questione: è pertanto applicabile la stessa aliquota fissata per quelli freschi

Piante aromatiche surgelate: |l’Iva rimane congelata al 5%
Basilico, rosmarino e salvia surgelati; basilico oliato surgelato; origano a rametti o sgranato. Per la loro commercializzazione, nulla osta all’aliquota Iva del 5 per cento. È la conclusione, contenuta nella risoluzione n. 18/E del 14 febbraio 2017, cui giunge l’Agenzia delle Entrate sulla base del parere tecnico delle Dogane in merito alla corretta classificazione dei prodotti.
 
Rientrano, infatti, a pieno titolo nel capitolo 12 della Tariffa doganale (“Semi e frutti oleosi; semi, sementi e frutti diversi; piante industriali o medicinali; paglie e foraggi”); in particolare, sono collocati nella voce 12.11, che comprende prodotti vegetali freschi o secchi, anche tagliati, frantumati, macinati o polverizzati … e consistenti sia in piante intere sia in parti di piante. Tra le piante (e loro parti) comprese nella voce 12.11 vi sono anche il basilico, l’origano, la salvia e il rosmarino.
 
L’Agenzia delle Dogane chiarisce che “il fatto che questi prodotti siano surgelati non ne modifica la classificazione in quanto il procedimento tecnologico di surgelazione non altera le caratteristiche dei prodotti”. Può essere inserito in quella voce anche il basilico surgelato con aggiunta di olio, poiché l’aggiunta di una quantità minima (non più del 3%) di olio non ha funzione di condimento, ma di anti agglomerante e contribuisce a mantenere inalterate le caratteristiche di sapore e colore.
 
Sulla scorta del parere tecnico delle Dogane, dunque, per l’esatta individuazione del trattamento Iva applicabile alla commercializzazione di questi prodotti, bisogna far riferimento al numero 1-bis) della tabella A, parte II-bis, allegata al Dpr 633/1972, che prevede l’aliquota del 5% per “basilico, rosmarino e salvia, freschi, origano a rametti o sgranato, destinati all’alimentazione; piante allo stato vegetativo di basilico, rosmarino e salvia”.
Pertanto, anche le cessioni di basilico, rosmarino e salvia surgelati, di basilico oliato surgelato e di origano a rametti o sgranato sono assoggettate a Iva con l’aliquota del 5 per cento.

Lilia Chini

pubblicato Martedì 14 Febbraio 2017

Condividi su:
Piante aromatiche surgelate: l’Iva rimane congelata al 5%

Ultimi articoli

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Acquisti on line con lo sconto Reddito zero per il dipendente

La riduzione sul prezzo dei beni acquistati dal dipendente attraverso una piattaforma web in base a uno specifico accordo tra e-commerce e datore di lavoro non genera reddito imponibile, in quanto, il prezzo scontato, versato dal dipendente corrisponde al “valore normale” del prodotto.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Contributi a Ente bilaterale: non imponibili se obbligatori

I versamenti effettuati da un datore di lavoro a un Ente bilaterale non vanno assoggettati a ritenuta se il contratto, l’accordo o il regolamento aziendale prevedono soltanto l’obbligo per il datore di fornire prestazioni assistenziali e questo sceglie di garantirsi una copertura economica iscrivendosi all’Ente.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Contratto con i cittadini stranieri: i codici per il contributo forfettario

Istituiti tre codici tributo “CFZP”, “CFAS” e “CFLD” da utilizzare per il versamento, tramite il modello F24 Elide, dei contributi forfettari previsti per l’emersione del lavoro irregolare, rispettivamente  nel campo dell’agricoltura,  nei settori assistenza alla persona e nel lavoro domestico.

Normativa e prassi 25 Settembre 2020

Piano di welfare aziendale Il benefit alla prova fiscale

Le utilità a carattere premiale legate al raggiungimento di uno specifico obiettivo economico di fatturato, dettagliatamente specificate nei Regolamenti aziendali di welfare ed erogate da una società ai dipendenti, non concorrono (quasi in toto) alla formazione del reddito di lavoro dipendente, perché destinate a beneficiari indistinti.

torna all'inizio del contenuto