10 Luglio 2025
Credito d’imposta “carta” 2024: online l’elenco dei beneficiari
Pubblicato il decreto del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, che approva l’elenco dei beneficiari 2024 del credito d’imposta previsto a favore delle case editrici iscritte al Roc (Registro operatori della comunicazione), per l’acquisto della carta necessaria per la stampa delle testate edite nel 2023. L’elenco è stato inviato all’Agenzia delle entrate.
Il bonus, ricordiamo, è stato introdotto da decreto “Rilancio” (articolo 188 Dl n. 34/2020) come misura anticrisi da Covid-19, per l’anno 2020, con riferimento alle spese sostenute nel 2019, per incentivare e sostenere la stampa su carta. Nel corso degli anni, la misura è stata estesa e modificata. Nel 2022, il credito è stato riconosciuto per il 30% delle spese sostenute negli anni 2021 e 2022, con un limite di 60 milioni di euro per ciascun anno. Nel 2023, il credito è stato riconfermato per gli anni 2023 e 2024 dalla legge di Bilancio del 2024 (articolo 1, comma 319 della legge n. 213/2023), con le stesse modalità, ovvero il 30% delle spese sostenute e un limite di 60 milioni di euro per ciascun anno. La Commissione europea ha dato il via libera a questa estensione con una decisione positiva del 4 luglio 2024.
Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del decreto, indicando il codice tributo “6974”, istituito dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 19/2022.
Chi può accedere al beneficio
Il credito di imposta è destinato alle imprese editrici di quotidiani e periodici. L’agevolazione è alternativa e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa statale, regionale o europea.
L’agevolazione fiscale può essere revocata in ogni momento nel caso in cui venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti previsti oppure nel caso in cui la documentazione contenga elementi non veritieri o risultino false le dichiarazioni rese, anche in esito all’attività di controllo ordinariamente effettuata dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza.
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