Normativa e prassi

11 Luglio 2025

Rimborso spese estere al dipendente, non fa reddito anche se non tracciate

La tracciabilità del pagamento per evitare che i rimborsi spese concorrano a formare il reddito del dipendente non è più necessaria per trasferte o missioni al di fuori dall’Italia. È quanto chiarisce l’Agenzia delle entrate con la risposta n.188  del 10 luglio 2025 a un quesito posto tramite interpello.

La domanda
Un ministero ha chiesto chiarimenti sul trattamento fiscale dei rimborsi spese per i dipendenti inviati in missione e/o in trasferta all’estero, a seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 1, comma 81, della legge di bilancio 2025 (legge n. 207/2024). La norma ha infatti stabilito che, perché il rimborso delle spese di trasferta o missione non sia considerato come reddito di lavoro di dipendente in capo al lavoratore, le spese debbano essere state sostenute con metodi tracciabili. In particolare, chiede all’Agenzia come vada trattato il caso in cui i dipendenti siano inviati in Paesi dove gli strumenti di pagamento tracciabili non sono disponibili. Il ministero evidenzia che, in alcuni Paesi, non è possibile utilizzare mezzi di pagamento tracciati, sollevando il dubbio su quale debba essere il corretto trattamento fiscale in questi casi. In particolare, ritiene che i rimborsi spese ai dipendenti possano non essere assoggettati a imposizione, se la missione o trasferta avviene in un Paese in cui tali strumenti non sono diffusi.

La risposta
La legge di bilancio 2025 ha introdotto una modifica all’articolo 51, comma 5, del Tuir, stabilendo che i rimborsi delle spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto, effettuati tramite autoservizi pubblici non di linea (come definiti dalla legge n. 21/1992) per trasferte o missioni, non concorrono a formare il reddito del lavoratore dipendente a condizione che i pagamenti vengano effettuati con sistemi tracciabili (come bonifici bancari o altre forme di pagamento elettronico previste dall’articolo 23 del Dl n. 241/1997), escludendo così l’uso del contante. Tuttavia, evidenzia l’Agenzia,  l’articolo 1, comma 1, lettera b), del Dl n. 84/2025, emanato il 17 giugno 2025, ha ulteriormente modificato il comma 5 limitando tale requisito ai rimborsi delle spese sostenute nel territorio dello Stato. In sintesi, in seguito a questa ulteriore modifica, affinché i rimborsi spese non siano considerati reddito, i pagamenti devono avvenire tramite mezzi tracciabili per missioni e trasferte svolte in Italia, ma per quelle fuori Italia non è più richiesta tale condizione.

Rimborso spese estere al dipendente, non fa reddito anche se non tracciate

Ultimi articoli

Analisi e commenti 14 Settembre 2026

Iva erroneamente detratta, regole nel segno della Ue

Il Dlgs n. 87/2024 ha recepito gli orientamenti della Corte di giustizia europea e della Corte di cassazione italiana ridefinendo il sistema sanzionatorio in chiave di neutralità e proporzionalità Il destino dell’Iva erroneamente addebitata in fattura e il conseguente ripristino del principio di neutralità costituiscono da tempo oggetto di un vivace confronto tra giurisprudenza interna ed europea.

Attualità 14 Settembre 2026

Volata finale per il 730 precompilato, torna l’assistenza extra nei weekend

In vista della fase conclusiva della campagna dichiarativa 2026 per lavoratori dipendenti e pensionati, l’Agenzia delle entrate potenzia i servizi forniti tramite call center con due aperture straordinarie Conto alla rovescia per l’invio del modello 730 precompilato 2026.

Normativa e prassi 11 Settembre 2026

Fusione tra Ets e società semplice: sì alle indirette fisse, e niente Iva

Quando il patrimonio trasferito non confluisce nell’attività commerciale dell’Ente del Terzo settore, l’operazione può beneficiare di un regime fiscale particolarmente favorevole Via libera all’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa per la fusione per incorporazione tra una società semplice agricola e una Fondazione iscritta al Runts.

Dati e statistiche 11 Settembre 2026

Osservatorio delle partite Iva: positivo il secondo trimestre 2026

Protagoniste principali delle nuove aperture sono le persone fisiche, ma crescono anche le società di capitali, oltre la metà degli avviamenti riguarda contribuenti under 35 Sono state 124.

torna all'inizio del contenuto