16 Febbraio 2023
Cessioni e importazioni beni Covid, si riaffaccia l’Iva in misura ridotta
Dopo il periodo transitorio, in cui il legislatore, per tamponare la recrudescenza dell’emergenza Covid, ha previsto fino al 31 dicembre 2022 l’esenzione Iva sulle cessioni di “strumentazione per diagnostica in vitro per COVID-19” e di “vaccini contro il COVID-19 autorizzati dalla Commissione europea o dagli Stati membri e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tali vaccini”, dal 1° gennaio 2023, a tali beni, si torna ad applicare l’imposta in misura ridotta.
È quanto deliberato dall’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, con la circolare n. 5 di ieri, 15 febbraio 2023, contestualmente aggiornando un suo precedente documento di prassi, la circolare 9/2021 (vedi articolo “Importazione dei beni “Covid-19”: i chiarimenti necessari dall’Adm”), con la quale aveva dato notizia della temporanea esenzione.
In particolare, nell’ultima circolare si legge che:
- sono soggette all’aliquota Iva del 5% le importazioni dei beni elencati nell’allegato 1, il quale al punto 38 accoglie la “strumentazione per diagnostica in vitro per COVID-19”
- è soppresso, dal 1° gennaio 2023, l’allegato 2 alla circolare 9/D – il quale conteneva i casi di esenzione dall’Iva ormai non più previsti
i vaccini contro il Covid scontano l’imposta al 10 per cento come previsto dal n. 114) della Tabella A, parte III del decreto Iva, relativo a “medicinali pronti per l’uso umano o veterinario, compresi i prodotti omeopatici; sostanze farmaceutiche ed articoli di medicazione di cui le farmacie devono obbligatoriamente essere dotate secondo la farmacopea ufficiale”, tra cui sono compresi, appunto, i vaccini.
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