6 Luglio 2020
Entrate tributarie gennaio-maggio: dati ancora “segnati” dal Covid-19
Come prevedibile l’effetto pandemia ha notevolmente impattato sulle entrate tributarie che sono scese del 9,3% nei primi cinque mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dal consueto Bollettino disponibile sul sito del Dipartimento delle finanze, accompagnato da Appendici statistiche e Nota tecnica, che fotografa mensilmente l’andamento del gettito tributario.
L’analisi statistica, effettuata in base al criterio della competenza giuridica, evidenzia un incasso complessivo pari a 149.731 milioni di euro, mostrando una diminuzione di 15.300 milioni di euro rispetto ai primi cinque mesi del 2019. La forte flessione è direttamente imputabile al blocco delle attività a causa del Covid-2019 e ai conseguenti differimenti dei versamenti tributari e contributivi per gli esercenti attività di impresa, arte o professione, fiscalmente domiciliati nelle zone colpite dall’emergenza sanitaria, disposti dal Dl n. 23/2020.
La tendenza negativa delle entrate, già registrata a marzo e ad aprile, dunque, si è aggravata nel mese di maggio perdendo il 27,1% dal confronto con lo stesso periodo dello scorso anno.
In particolare, a maggio, le imposte indirette sono diminuite per un ammontare pari a 7.460 milioni di euro (-35,4% ). La caduta di gettito è imputabile principalmente al risultato dell’Iva sugli scambi interni (-3.835milioni di euro), dovuto sia al complessivo peggioramento congiunturale, sia al rinvio dei versamenti Iva per i contribuenti delle zone maggiormente colpite dalla pandemia, con ricavi e compensi non superiori a due milioni di euro. Meno grave la flessione, nel mese, delle imposte dirette, che sono scese del 15 per cento.
Imposte dirette
Nel periodo gennaio-maggio 2020 le imposte dirette hanno portato nelle casse dell’Erario 84.098 milioni di euro, 465 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2019 (+0,6%).
L’ammontare dell’Irpef è stato pari a 74.541 milioni di euro con una flessione di circa il 3 per cento (2,9). La perdita è riconducibile principalmente alle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (-7,8%) e delle ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi (-9,4%), di segno opposto le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico, che sono aumentate del 3,4 per cento.
Trend in crescita per l’imposta sostitutiva sui redditi, per le ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+751milioni di euro), per l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+853 milioni di euro), l’incremento segue l’andamento positivo sostenuto dai mercati finanziari nel corso del 2019 e dell’imposta sostitutiva dei fondi pensione (+1.129 milioni di euro), il cui rialzo è determinato dai risultati positivi dei rendimenti medi ottenuti nel 2019 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari.
Imposte indirette
Scendono le imposte indirette il cui gettito complessivo, nel periodo gennaio-maggio 2020, ammonta a 65.633 milioni di euro, la flessione è del 19,4% (-15.765 milioni di euro). È soprattutto l’Iva a registrare la perdita più vistosa (-9.288 milioni di euro pari a -18,7%) e in particolare il gettito proveniente dagli scambi interni (-7.922 milioni di euro pari a -18,0%), che ha risentito del rinvio dei versamenti dell’imposta. Giù anche le entrate da Iva sulle importazioni, che scendono di 1.366 milioni di euro (-24%).
Di segno opposto l’imposta sulle assicurazioni che cresce del 10,4% per un totale di 43 milioni di euro, e l’imposta di bollo (+178 milioni di euro pari a +5,9%), va giù del 29% l’imposta di registro (-596 milioni di euro).
Entrate da giochi
In forte calo, nei primi cinque mesi dell’anno, anche gli introiti provenienti dai “giochi”, che fanno registrare, complessivamente, entrate pari a 3.838 milioni di euro (-2.706 milioni di euro, -41,4%).
Entrate da accertamento e controllo
Il gettito connesso alle attività di accertamento e controllo è stato di 3.577 milioni di euro (-427 milioni di euro, pari a -10,7%) di cui: 1.623 milioni di euro (-250 milioni di euro, pari a -13,4%) relativo alle imposte dirette e 1.954 milioni di euro (-177 milioni di euro, pari a -8,3%) alle imposte indirette. Anche in questo caso i risultati risentono fortemente dalle misure adottate a seguito della straordinaria situazione sanitaria e, in particolare, dalla sospensione prevista dal decreto “Cura Italia”, che aveva già sospeso i termini di versamento delle entrate tributarie ed extratributarie derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, ulteriormente prorogati dal decreto “Rilancio” fino al 31 agosto.
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