Dati e statistiche

15 Maggio 2026

Transizione 4.0: online il report sull’impatto economico del Piano

L’analisi, svolta in relazione al quadriennio 2020-2023, ha evidenziato, tra l’altro, gli effetti positivi del credito d’imposta concesso alle imprese che hanno investito in tecnologie avanzate

Tra il 2020 e il 2023 sono stati maturati circa 35 miliardi di euro di crediti d’imposta nell’ambito del Piano Transizione 4.0. La parte più consistente di queste risorse, circa l’80%, è stata destinata all’acquisto di beni materiali tecnologicamente avanzati, cioè macchinari e attrezzature legati alla trasformazione digitale. È quanto si legge nel documento di sintesi del Rapporto finale di valutazione per il periodo 2020-2023 della misura, pubblicato sul sito del Dipartimento Finanze.

Il rapporto è stato elaborato da un gruppo di esperti del ministero dell’Economia e delle Finanze, del ministero delle Imprese e del Made in Italy e della Banca d’Italia e valuta gli impatti economici della Piano.

Transizione 4.0 costituisce uno dei tasselli del programma Next Generation Eu (Ngeu), messo a punto con l’obiettivo di sostenere la digitalizzazione e l’innovazione del sistema produttivo italiano. Guardando più da vicino alle società di capitali, che rappresentano il cuore dell’analisi, il resoconto evidenzia che, in questi anni, le imprese hanno realizzato oltre 157mila operazioni di investimento in beni 4.0, per un valore complessivo di circa 60 miliardi di euro. Questi investimenti hanno generato quasi 22 miliardi di crediti d’imposta, confermando che lo strumento è stato ampiamente utilizzato.

Non tutte le imprese però hanno beneficiato allo stesso modo. Le piccole e medie imprese hanno assorbito oltre il 60% degli incentivi, dimostrando che la misura è stata particolarmente utile per realtà meno grandi. Anche il settore conta: circa il 62% delle risorse è andato alle imprese manifatturiere. Dal punto di vista geografico, il Nord ha maturato circa il 70% dei crediti, circa 14,7 miliardi di euro a fronte di 4 miliardi nel Mezzogiorno e 3 miliardi nel Centro.

Gli effetti sugli investimenti sono stati chiari e positivi. Il credito d’imposta ha aumentato il tasso di investimento delle imprese, cioè il rapporto tra quanto si investe e il totale delle attività aziendali. L’aumento è stato più forte per le imprese più piccole. Le microimprese hanno registrato un incremento fino a 4 punti percentuali, mentre le piccole e medie si sono fermate su valori inferiori ma comunque significativi. Le grandi imprese, invece, hanno beneficiato meno in termini relativi.

Nel complesso il report stima che ogni euro di credito d’imposta abbia attivato tra 1,5 e 2 euro di investimenti. Ciò significa che l’incentivo ha avuto un effetto moltiplicatore, spingendo le imprese a investire più di quanto avrebbero fatto senza il supporto pubblico. In termini aggregati, tra il 13 e il 22% degli investimenti osservati è attribuibile proprio al Piano Transizione 4.0.

Per quanto riguarda l’occupazione, le microimprese hanno registrato una crescita dell’occupazione tra il 3 e il 5%, mentre per le piccole e medie imprese l’aumento è stato più contenuto. Nel complesso si stima che, grazie alla misura, l’occupazione tra le imprese beneficiarie sia cresciuta tra lo 0,7 e il 3,4 per cento.

Un altro effetto riguarda l’intensità di capitale, cioè il rapporto tra investimenti e lavoro. Questa è aumentata soprattutto nelle micro e piccole imprese. Anche la produttività mostra miglioramenti per le imprese più piccole, mentre non si vedono effetti rilevanti per quelle grandi.

Infine, dal punto di vista fiscale, la sintesi evidenzia che l’incremento dell’occupazione generato dalla misura ha parzialmente compensato il suo costo attraverso maggiori entrate derivanti dall’imposizione sui redditi da lavoro, mentre non sono stati registrati effetti sulla base imponibile dell’imposta sul reddito delle società. In termini numerici, la stima è che tra il 4 e l’8% del costo fiscale complessivo della misura sia stato recuperato attraverso un aumento della tassazione sui redditi da lavoro, corrispondente a un costo complessivo per posto di lavoro aggiuntivo nei 4 anni compreso tra circa 109mila e 270mila euro.

Transizione 4.0: online il report sull’impatto economico del Piano

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