Dati e statistiche

15 Maggio 2026

Osservatorio delle partite Iva: la sintesi del primo trimestre 2026

Per quanto riguarda il settore produttivo, le attività professionali registrano il maggior numero di avviamenti (il 19,3% del totale), seguono sanità e assistenza sociale e poi il commercio

Pubblicata, sul sito del dipartimento delle Finanze, la sintesi dei dati appena pubblicati sull’andamento delle partite Iva attivate nel periodo gennaio-marzo 2026. I dati rilevano una diminuzione complessiva del 2,2% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Stabili le attivazioni relative a persone fisiche (+0,1%), salgono quelle delle società di capitali (3,1%) scendono quelle delle società di persone (9,6%).

Natura giuridica
Il focus dedicato alla distribuzione per natura giuridica assegna alle persone fisiche il 75% del totale delle nuove aperture. Distanziate, con il 21,1%, le società di capitali; distacco più netto per le società di persone, che si attestano soltanto al 2,6 per cento. I non residenti (in primo luogo società e-commerce) e le altre forme giuridiche occupano complessivamente l’1,3% del totale delle nuove aperture.

L’analisi dell’andamento per forma giuridica evidenzia, rispetto allo stesso periodo del 2025, un incremento del 3,1% delle richieste delle società di capitali; risultano praticamente stabili le attivazioni relative alle persone fisiche (+0,1%), mentre perdono il 9,6% le società di persone.

Di particolare rilievo, fa notare il Dipartimento, il forte calo delle richieste di apertura di partita Iva da parte di non residenti, che scendono del 72,6 per cento.

Ripartizione territoriale
Per quanto concerne la distribuzione territoriale, il 48,3% delle nuove aperture si concentra nel Nord, il 21,2% nel Centro e il restante 30% nel Sud e nelle Isole.

Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente mostra che gli aumenti più significativi si sono verificati in Valle d’Aosta (+17,4%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+6%) e in Friuli-Venezia Giulia (+4,5%). Al contrario, tra le aree che registrano una diminuzione spiccano il Molise (-11,3%), la Lombardia (-10,9%) e il Lazio (-5,1%).

Settore produttivo
Analizzando i dati per ambito produttivo, emerge che il numero più elevato di nuove partite IVA si concentra nelle attività professionali, che incidono per il 19,3% sul totale delle aperture. Seguono, a distanza, il comparto sanitario e dell’assistenza sociale (12,5%) e quello commerciale (12,3%). Considerando i dieci principali settori – che nel complesso rappresentano circa l’85% delle nuove partite Iva aperte nel periodo osservato – solo due comparti mostrano un andamento in crescita rispetto al primo trimestre del 2025: sanità e servizi sociali, e istruzione e formazione, entrambi con un incremento pari al 15 per cento.

Viceversa, l’elaborazione statistica evidenzia riduzioni consistenti soprattutto nel commercio (-22,4%), negli altri servizi (-10,7%) e nell’agricoltura (-9,8%).

I tecnici del Mef segnalano, per quanto riguarda l’interpretazione dei dati settoriali, che è importante ricordare che dal 1° gennaio 2025 è stata introdotta la nuova classificazione Ateco 2025, adottata operativamente dal 1° aprile 2025, come previsto dalla risoluzione n. 24/E/2025 dell’Agenzia delle entrate. Di conseguenza, i dati relativi al primo trimestre dello scorso anno risultavano ancora elaborati secondo la classificazione Ateco 2007 (aggiornata al 2022). Con la diffusione dei dati sul primo semestre 2025, pubblicati nel successivo mese di settembre, si è invece adottata la nuova classificazione Ateco 2025, procedendo anche a una revisione dei dati già pubblicati per i primi mesi dell’anno.

Ripartizione per persone fisiche e dati per regime in sede di attivazione
Con riferimento alle persone fisiche, il report conferma una prevalenza della componente maschile, che rappresenta il 58,8% del totale. Dal punto di vista anagrafico, oltre la metà delle nuove attività (51,6%) è stata avviata da contribuenti fino a 35 anni, mentre circa il 29% riguarda la fascia tra i 36 e i 50 anni.

Il confronto con il primo trimestre del 2025 mostra un andamento in crescita per i giovani, le cui attivazioni aumentano dell’1,5%, e per gli over 65, che registrano un +3,9 per cento. Le fasce intermedie, invece, evidenziano lievi contrazioni: -2% per chi ha tra 36 e 50 anni e -1,4% per quelli tra 51 e 65 anni.

Considerando il luogo di nascita, il 19% delle nuove partite Iva è attribuibile a persone nate all’estero, una quota sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Guardando a un altro aspetto, nel periodo analizzato sono stati 104.136 i contribuenti che hanno scelto il regime forfettario, corrispondenti al 56,3% delle nuove aperture registrate nel primo trimestre del 2026. Questo dato risulta in leggero aumento rispetto allo stesso periodo del 2025, con una crescita del 2,6 per cento.

La base dei dati e gli aggiornamenti trimestrali
Il dipartimento precisa, infine, che per quanto riguarda la base informativa utilizzata dall’Osservatorio sulle partite Iva, la diffusione dei dati avviene su base trimestrale, prendendo a riferimento l’ultimo periodo disponibile in Anagrafe Tributaria. Contestualmente, vengono aggiornati anche i dati relativi ai mesi precedenti dello stesso anno. Con la pubblicazione dei dati riferiti al mese di dicembre, il quadro annuale può essere considerato definitivo e non è oggetto di ulteriori revisioni.

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