5 Agosto 2025
Entrate tributarie, trend positivo nel primo semestre 2025
Soltanto nel mese di giugno le imposte dirette guadagnano, rispetto allo stesso mese del 2024, 11.937 milioni di euro (+42,7%) e le imposte indirette 602 milioni di euro (+3,2%)
Risultato con il segno più per le entrate tributarie registrate nei primi sei mesi del 2025. Il gettito complessivo ammonta a 276.603 milioni di euro, 18.884 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+7,3%).
In particolare, le imposte dirette salgono per un valore pari a 14.829 milioni di euro mentre le indirette evidenziano un aumento pari a 4.055 milioni di euro.
Per il dettaglio, sul sito del dipartimento delle Finanze sono disponibili il consueto Bollettino, le Appendici statistiche e la Nota tecnica.
Il focus sul mese di giugno mostra un gettito in salita di 12.539 milioni di euro (+26,7%). Le imposte dirette guadagnano, rispetto allo stesso mese del 2024, 11.937 milioni di euro (+42,7%) e le imposte indirette 602 milioni di euro (+3,2%).
I tecnici del dipartimento osservano, nella Nota tecnica, che il significativo incremento registrato a giugno 2025 e nel periodo gennaio-giugno, rispetto allo scorso anno, è dovuto in primo luogo all’aumento delle imposte dirette e, in particolare, dei versamenti in autoliquidazione effettuati dai contribuenti per l’Irpef e l’Ires. Aggiungono, però, che il confronto con il 2024 risente dei versamenti delle autoliquidazioni con scadenza giugno 2024 slittati al primo luglio visto che il 30 giugno cadeva di domenica. Quindi, una valutazione più precisa sarà possibile soltanto con i dati di luglio.
Altro fattore da segnalare, è lo slittamento dal 30 giugno al 21 luglio del termine per il versamento del saldo e dell’acconto Irpef e Ires per i contribuenti che applicano gli Isa e per i forfetari.
Mettendo da parte tali cause di disomogeneità, nel periodo gennaio-giugno le entrate tributarie sono aumentate di 8.313 milioni di euro (+3,3%) e nel mese di giugno la crescita è stata di 1.968 milioni di euro (+4,7%).
Per quanto riguarda le imposte dirette, i dati di giugno confermano il trend negativo delle ritenute sui redditi dei lavoratori dipendenti del settore privato (-353 milioni di euro, -0,7%) e del settore pubblico (-969 milioni di euro, -1,9%). La flessione è dovuta alle misure agevolative introdotte o rese strutturali dalla legge di bilancio 2025. In particolare, nel confronto mensile e periodico tra il 2024 e il 2025, l’analisi statistica evidenzia una riduzione delle entrate tributarie dovuta alle misure introdotte sia in attuazione del primo modulo della riforma fiscale sia per la riduzione del cuneo fiscale.
Da non trascurare, inoltre, gli effetti determinati dagli sviluppi del mercato del lavoro. Secondo l’Istat, è stato registrato un incremento dell’occupazione tra i lavoratori dipendenti dello 0,9% nel mese di giugno 2025 rispetto allo stesso mese del 2024. Per quanto riguarda le retribuzioni contrattuali orarie, l’Istituto di statistica segnala, inoltre, un aumento tendenziale tra giugno 2025 e giugno 2024 del 2,6% per i contratti del settore privato e del 2,9% per quelli della pubblica amministrazione.
Continuano invece a salire le ritenute dei redditi da lavoro autonomo che hanno registrato un incremento di 532 milioni di euro (+7,3%).
Positivo anche il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze che segna 1.318 milioni di euro in più. Lo stacco in avanti è strettamente legato all’andamento positivo del mercato del risparmio gestito nel 2024. In crescita anche le entrate derivanti dai fondi pensione.
Le imposte indirette hanno registrato, nel primo semestre del 2025, un gettito complessivo pari a 4.055 milioni di euro (+3,5%). L’Iva, in particolare, è aumentata per un valore pari a 2.084 milioni di euro (+2,6%). Più nel dettaglio, la componente relativa agli scambi interni è cresciuta di 2.012 milioni di euro (+2,8%) e quella sulle importazioni di 72 milioni di euro (+0,8%).
Rispetto al primo semestre 2024 il gettito dell’Iva sugli scambi interni ha guadagnato l’1,9 per cento. La disaggregazione settoriale, al netto delle entrate derivanti dallo split payment, segna in salita l’Iva riferita ai servizi privati (+2,3%) e al settore dell’industria (+1,8%), mentre scende lievemente l’imposta connessa al commercio (-0,3%).
Dall’analisi emerge, inoltre, che Il 76,9% dell’imposta è versato da società di capitale (41,2% da Srl), l’8,1% dalle persone fisiche e il 5,8% da società di persone.
Spostando l’attenzione sulle altre imposte indirette, è rilevabile una performance positiva generalizzata. Aumentano l’imposta di bollo (+666 milioni di euro, +12,8%) e di registro (+142 milioni di euro, +5,0%) e l’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (+229 milioni di euro, +2,0%). Scende l’imposta sulle assicurazioni (-20,0%).
Anche in questo caso i tecnici del Mef segnalano che il trend positivo dell’imposta di bollo è dovuto in parte ad alcune disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2025.
Infine, le entrate tributarie derivanti da attività di accertamento e controllo sono aumentate di 596 milioni di euro (+8,3%). Nello specifico, 535 milioni di euro (+15,5%) derivano dalle imposte dirette e 61 milioni di euro (+1,6%) dalle indirette.
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