14 Settembre 2023
Compravendite non residenziali, i dati nel secondo trimestre 2023
Torna il consueto appuntamento con le “Statistiche Trimestrali” del mercato non residenziale, report redatto dall’Ufficio statistiche e studi della direzione centrale Servizi estimativi e Osservatorio del mercato immobiliare, che illustra l’andamento delle compravendite, espresse in termini di Ntn (Nota metodologica – Compravendite immobiliari – Statistiche OMI) nei settori commerciale, produttivo e agricolo. I dati, riferiti al secondo trimestre 2023, sono disponibili da oggi sul sito dell’Agenzia delle entrate.
Il mercato non residenziale consolida la sofferenza palesata a partire già dal terzo trimestre 2022: le unità immobiliari compravendute ammontano a 60.056, il 5,2% in meno rispetto all’omologo trimestre dello scorso anno. La flessione osservata colpisce in modo più netto il settore terziario-commerciale (-5,9%), la cui quota di mercato è anche la più significativa, circa il 59% dell’intero comparto. L’andamento degli scambi, illustrato dalla serie del numero indice Ntn destagionalizzato, evidenzia l’inversione di tendenza degli ultimi periodi.
Numero indice NTN destagionalizzato per i settori non residenziali (base primo trimestre 2012)
Settore terziario-commerciale
Il settore terziario-commerciale (Tco) subisce una contrazione degli scambi del 5,9%, con valori particolarmente negativi per le aree del Centro (-11,1%), del Nord Est (-9,2%) e del Nord Ovest (5,7%); resistono il Sud, che registra un lieve calo, -0,5%, e le Isole che, pur rallentando rispetto al I trimestre 2023, vedono aumentare le compravendite dell’1,7%.
Il ribasso riguarda in misura maggiore i comuni non capoluogo che segnano un calo del -7% mentre per i comuni capoluogo la flessione è del 2,5%.
Le perdite realizzate nel trimestre sono dovute alla riduzione degli scambi registrate nei mesi di aprile, che ha riportato il risultato peggiore (-13,2%), e maggio (-6,5%) mentre a giugno si osserva una lieve ripresa (+1,5%).
Il report entra anche nel dettaglio delle diverse sotto-destinazioni del settore terziario-commerciale: uffici e studi privati, negozi e laboratori, depositi e autorimesse e, infine, il gruppo composto dalle unità appartenenti alle categorie catastali B/4, D/2, D/5, D/8.
I dati aggregati rilevano che il segmento depositi e autorimesse è l’unico, tra le diverse sotto-destinazioni del settore terziario-commerciale, a registrare una variazione negativa, pari all’11,6%: tuttavia, è sufficiente per compromettere l’andamento dell’intero settore Tco. Da segnalare che tale decremento ha coinvolto tutto il Paese, con tassi piuttosto elevati per le aree del Centro (-12,5%) e del Nord (per entrambe le tipologie di immobili superiori al 15%).
Destino diverso per uffici, negozi e le altre tipologie che aumentano i loro volumi rispettivamente dello 0,4%, del 2,7% e del 7,6%. Nelle grandi città, gli uffici esibiscono un valore pari a -11,1%, discorde da quello nazionale: la riduzione più rilevante in valore assoluto è a Milano, che passa da 305 a 237 Ntn con una variazione del -22% circa.
Con riferimento alle compravendite di negozi, cali a Roma (-3,8%) e Milano (-1,5%) mentre crescono a Torino (+17,1%), Napoli (+10,7%), Palermo (+14,9%) e Bologna (+12,4%).
In merito ai depositi commerciali, si segnala una brusca ricaduta a Roma, poco oltre il -21%, accompagnata da Genova (-22,5%) e Bologna (-17,1%), i cui mercati però sono decisamente più piccoli, e Milano (-8% circa). Infine, gli scambi del gruppo composto dalle unità appartenenti alle categorie catastali B/4, D/2, D/5, D/8 sono numericamente trascurabili.
Settore produttivo
Nel settore produttivo, la flessione dei volumi scambiati, pari al -3,7%, è dovuta al calo delle compravendite di unità immobiliari di questa tipologia nelle aree del Nord, che segnano variazioni attorno al -7 per cento. Il Nord Ovest e il Nord Est, infatti, assorbono circa il 65% di Ntn del settore, ragione per la quale il moderato incremento riscontrato nelle altre aree può soltanto mitigare l’esito finale.
Analogamente a quanto visto per il settore terziario-commerciale, aprile è stato il mese più difficile per gli scambi, -6% rispetto ad aprile 2022; più contenuti i tassi di maggio e giugno, rispettivamente -3,1% e -2,5%. La distribuzione di Ntn per classi di rendita, mostra una concentrazione delle compravendite nella classe 500-5.000 euro di rendita (con un peso del 44,6%) e risultano in aumento del 2,1%, mentre le unità appartenenti alla classe più elevata (oltre 10 mila euro) che rappresentano poco più del 17% degli scambi del settore, hanno subito una variazione negativa del 15,1%, con picchi superiori al -20% al Centro e nel Nord Est.
Settore produttivo agricolo
Il settore agricolo, che comprende gli immobili censiti nella categoria catastale D/10, mostra una contrazione di Ntn prossima al 2%, con una evidente disomogeneità sul territorio nazionale: infatti, al calo osservato nelle aree del Centro (-31,4%) e delle Isole (-7,4%) si contrappone la crescita delle aree del Nord e del Sud.
Altre destinazioni
Infine, le compravendite di unità non residenziali non riconducibili ai precedenti settori, caratterizzate, con un peso del 97% circa, dagli immobili censiti nelle categorie catastali del gruppo F subiscono, nel II trimestre 2023, rispetto al II trimestre 2022, una riduzione del 4,4 per cento.
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