22 Giugno 2023
Elenchi 5 per mille 2022, online gli ammessi e gli esclusi
Disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia, nell’area tematica “5 per mille”, gli elenchi degli enti ammessi e degli enti esclusi, per l’anno finanziario 2022, insieme agli importi corrispondenti. Le preferenze espresse dai contribuenti sono oltre 510 milioni, gli enti prescelti 71.674. Il primato va agli Enti del terzo settore e Onlus, pari a 50.301.
A comporre l’elenco, come ogni anno, gli Enti del terzo settore e le Onlus, ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive dilettantistiche, enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici, enti gestori delle aree protette, oltre a circa 8mila Comuni.
In particolare, nella categoria degli Enti del terzo settore e Onlus sono ricompresi sia gli enti iscritti al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), gestito dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sia le organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte all’Anagrafe delle Onlus, gestita dall’Agenzia delle entrate, accreditati al contributo.
Nella classifica degli ammessi sono inclusi 50.301 Enti del terzo settore e Onlus, a seguire le associazioni sportive dilettantistiche (12.751), gli enti impegnati nella ricerca scientifica (427), quelli che operano nel settore della sanità (105), gli enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici (160) e gli enti gestori delle aree protette (24). Nell’elenco figurano anche 7.906 Comuni, a cui sono destinati oltre 16milioni di euro.
Dando uno sguardo alle preferenze dei contribuenti, il 5 per mille 2022 distribuirà oltre 510 milioni di euro. Gli enti nel terzo settore e Onlus confermano il consueto primato e saranno destinatari di circa 324milioni. Il secondo settore è la ricerca sanitaria, premiata con quasi 81 milioni di euro, mentre al terzo posto abbiamo il settore della ricerca scientifica che si aggiudicherà oltre 68 milioni di euro. Seguono i Comuni con 16milioni di euro, le associazioni sportive dilettantistiche con 17,4 milioni, gli enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici con 2,3 milioni e gli enti gestori delle aree protette con 814mila euro.
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