1 Febbraio 2023
Question time, il ministro risponde su avvisi bonari e frontalieri
Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, oggi, 1° febbraio 2023, ha risposto alla Camera dei deputati ad alcune interrogazioni di carattere fiscale proposte dai parlamentari. I temi affrontati sono stati:
- l’applicabilità alle liquidazioni periodiche Iva della modalità agevolata di definizione degli avvisi bonari prevista dalla legge di Bilancio 2023
- le iniziative in materia di tassazione dell’attività dei frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, in relazione allo scadere dell’efficacia delle disposizioni adottate nel periodo della pandemia con riferimento al lavoro da remoto.
Riguardo al primo quesito il ministro precisa che i dubbi interpretativi sull’applicabilità della misura introdotta dalla legge di bilancio 2023 anche alle liquidazioni Lipe, sono stati chiariti dalla circolare n. 1/2023 dell’Agenzia delle entrate. La definizione agevolata delle violazioni emerse dai controlli automatizzati (36-bis Dpr n. 600/1973 e 54-bis Dpr n. 633/1972), specifica il documento di prassi, riguarda tutte le rateizzazioni regolarmente avviate anteriormente al 1° gennaio 2023 e, quindi, anche quelle relative alle liquidazioni periodiche Iva (vedi articolo “Definizione degli avvisi bonari, tutte le novità sulla misura di favore”). Di conseguenza, non è previsto nessun ulteriore intervento normativo sull’argomento.
Il regime fiscale riservato ai lavoratori frontalieri che dall’Italia si recano in Svizzera è stato regolato, nel periodo della pandemia, da un accordo amichevole tra i due Paesi per arginare la diffusione del coronavirus favorendo il lavoro da remoto. In pratica, anche lavorando da casa, il cittadino italiano era sottoposto alla stessa tassazione prevista per i frontalieri. L’accordo era però a termine e ha perso efficacia da oggi. Il ministro ha tuttavia ricordato che è in discussione alla Camera la ratifica del nuovo accordo tra Italia e Svizzera sull’imposizione dei lavoratori frontalieri e del Protocollo che modifica la Convenzione tra i due Paesi per evitare le doppie imposizioni. Il ministro ha annunciato che è previsto un protocollo aggiuntivo che contempla il potenziale ulteriore sviluppo del telelavoro per i frontalieri e la predisposizione di regole transitorie.
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