Normativa e prassi

30 Agosto 2021

La donazione di quote di famiglia non riduce la franchigia

La donazione da parte dei genitori di quote di società di famiglia rientra tra gli atti previsti dall’articolo 3 comma 4-ter del Tus e non determina effetti pregiudizievoli sull’importo della franchigia, riducendone l’ammontare. Questo il contenuto, in sintesi, della risposta n. 571 del 30 agosto 2021 fornita dall’Agenzia delle entrate a un contribuente che, nel 2017, aveva ricevuto in donazione dai propri genitori le quote della società di famiglia. L’istante rappresenta di non aver versato l’imposta sulle donazioni, poiché ha usufruito delle agevolazioni previste dall’articolo 3, comma 4-ter del Dlgs. n. 346/1990, trattandosi di un trasferimento a favore di discendente, che acquisisce il controllo di cui all’articolo 2359 cc e si impegna a continuare l’attività per almeno cinque anni.
Ora il contribuente dichiara che riceverà in donazione dalla propria madre un immobile con relative pertinenze e vuole sapere se questa donazione deve essere soggetta alla prevista imposta, in quanto è stata erosa la franchigia di 1 milione di euro prevista per le liberalità tra parenti in linea retta.
A suo giudizio questo secondo atto non è soggetto all’imposta di donazione in quanto il precedente non ha eroso la prevista franchigia, essendo stato registrato in modo gratuito in conformità alle previsioni di legge.

L’Agenzia concorda con quanto prospettato dal contribuente e per meglio argomentare le proprie posizioni ricorda, innanzitutto, quanto previsto dall’articolo 57 del Tus che da un lato stabilisce che “tutte le donazioni, anteriormente fatte dal donatario” concorrono alla determinazione delle franchigie fruibili in applicazione dell’attuale atto donativo, riducendo di fatto l’importo della franchigia, e dall’altro ne prevede specifiche deroghe.
In tal senso, l’Agenzia ricorda che non erodono la franchigia le donazioni in denaro e di modico valore, le donazioni registrate gratuitamente a norma dell’articolo 55 del Tus riguardanti i trasferimenti ex articolo 3 e le donazioni per cui l’imposta si applica nella misura fissa, ai sensi dell’articolo 59 dello stesso decreto.

A questo punto, occorre verificare se quanto previsto dall’articolo 3, comma 4-ter del Tus rientra tra le suddette deroghe e, al riguardo, bisogna riprendere quanto prescritto dall’articolo 55 del Tus che, al comma 2, stabilisce che “Gli atti che hanno per oggetto trasferimenti di cui all’art. 3 sono registrati gratuitamente, salvo il disposto del comma 3 dello stesso articolo.” Dalla lettura di tale comma, chiarisce l’Agenzia, si può ritenere che la donazione dei genitori dell’istante delle quote della società di famiglia, rientrando tra gli atti previsti dall’articolo 3 comma 4-ter del Tus, non ha effetti sull’importo della franchigia, riducendone l’ammontare.

Condividi su:
La donazione di quote di famiglia non riduce la franchigia

Ultimi articoli

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Rilascio obbligatorio delle frequenze, l’indennizzo è contributo in c/capitale

Con la risposta n. 427 del 12 agosto 2022, l’Agenzia chiarisce che il contributo percepito nell’anno corrente dalla società e previsto ex lege per la rottamazione obbligatoria delle frequenze inerenti al servizio televisivo digitale terrestre va qualificato come sopravvenienza attiva e, essendo ricompreso nell’articolo 88, comma 3, lettera b) del Tuir, concorre alla determinazione del reddito nell’esercizio in cui è stato incassato e nei successivi, ma non oltre il quarto.

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Il riaddebito del Bollo al cliente è parte integrante del compenso

L’imposta di bollo addebitata in fattura è assimilabile ai ricavi e ai compensi e concorre alla determinazione forfettaria del reddito soggetto a imposta sostitutiva ed è, quindi, rilevante ai fini della tassazione.

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Credito d’imposta “affitti”, ok anche dopo il 30 giugno 2022

Con la risposta n. 426 del 12 agosto 2022, l’Agenzia delle entrate chiarisce che, al ricorrere dei requisiti richiesti dalla norma, per i periodi oggetto di agevolazione, è possibile fruire del credito per canoni di locazione ad uso non abitativo ed affitto d’azienda, con riferimento alle mensilità per cui i canoni risultino versati entro il 29 agosto 2022, in considerazione delle prospettabili difficoltà interpretative della misura di sostegno individuate in sede europea.

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Investimenti pubblicitari, il bonus non ammette la presenza di “terzi”

Non sono agevolabili le spese per gli investimenti incrementali in campagne pubblicitarie effettuate sui mezzi di informazione (quotidiani, periodici ed emittenti televisive e radiofoniche locali) operate indirettamente, ossia tramite i servizi prestati da terzi.

torna all'inizio del contenuto