Normativa e prassi

29 Luglio 2021

Wallet utilizzabile ad ampio raggio, per l’Iva è un voucher multiuso

Le cessioni e le prestazioni di servizi pagate con un borsellino elettronico che consente di effettuare trasferimenti soggetti ad aliquote Iva differenti sono considerate realizzate quando avviene l’operazione e non all’emissione del buono, e devono essere documentate in quel momento con fattura o tramite memorizzazione elettronica e invio telematico dei corrispettivi giornalieri. Questo, in sintesi, il chiarimento fornito all’Agenzia delle entrate con la risposta n. 523 del 29 luglio 2021.
 
L’istante è una società che opera nel settore dell’alimentazione e ristorazione e, tra l’altro, offre servizi di fast food, take away, vendita di prodotti alimentari confezionati o di altro genere presso gli shop corner (prodotti di market).
Un’apposita app consente ai clienti di registrarsi, di ordinare i prodotti e pagare online tramite carta elettronica o attraverso un borsellino elettronico (wallet) caricato precedentemente con carta elettronica, contanti o ticket restaurant.
 
La società consente, per ora, il pagamento tramite wallet soltanto per il fast food applicando, direttamente, al momento della ricarica, l’aliquota Iva del 10% prevista per tale servizio, a meno che non si utilizzino i ticket restaurant. Ha però in programma di estendere l’utilizzo del borsellino elettronico a tutte le modalità di vendita adottate.
In concreto il cliente, in questo modo, può ordinare tramite l’app tutti i prodotti offerti, anche di market, e acquistarli scegliendo il sistema che più gli piace tra fast food, takeaway o food delivery. Il pagamento avviene insieme all’ordine tramite carta elettronica o wallet passando per l’area riservata dell’utente presente sulla app. La “riserva” da spendere potrà essere alimentata online o presso le casse disponibili nei punti vendita della società.
L’istante precisa che è obbligato ad accettare il pagamento con borsellino elettronico e che il credito in esso presente non ha scadenze di utilizzo.
Il quesito della società riguarda il corretto trattamento Iva del borsellino elettronico nella sua nuova versione, configurabile, secondo la società, come buono-corrispettivo (voucher) multiuso visto che può essere utilizzato per beni e servizi con aliquote Iva differenti e/o forniti con modalità diverse, procedura che non consente di determinare la tassazione al momento della ricarica del wallet.
 
La disciplina Iva in materia di voucher è regolamentata in Italia dal Dlgs n. 141/2018 che ha modificato il decreto Iva recependo le indicazioni della direttiva Ue 2016/1065.
Caratteristiche essenziali e distintive del buono corrispettivo sono, in sintesi, l’obbligo di essere accettato dal fornitore come pagamento intero o parziale di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e l’indicazione dei beni/servizi disponibili per l’acquisto o, in alternativa, l’identità dei fornitori (articolo 6-bis, decreto Iva).
I voucher possono essere monouso o multiuso. Nel primo caso, già al momento dell’emissione del buono-corrispettivo è nota l’aliquota Iva applicabile, di conseguenza la cessione o la prestazione è considerata effettuata al momento del trasferimento del voucher. Il multiuso, invece, consente di effettuare operazioni soggette ad aliquote differenti e, quindi, l’imposta non può essere applicata contestualmente alla sua emissione. Di conseguenza “ogni trasferimento di un buono-corrispettivo multiuso precedente alla accettazione dello stesso come corrispettivo o parziale corrispettivo della cessione dei beni o della prestazione dei servizi a cui il buono-corrispettivo dà diritto non costituisce effettuazione di detta cessione o prestazione (comma 2, articolo 6-quater, decreto Iva).
 
In estrema sintesi, la differenza sta nel fatto che nel primo caso il voucher contiene già tutti gli elementi necessari a individuare la corretta applicazione dell’imposta, nel secondo no. Pertanto se il voucher è multiuso l’Iva diventerà esigibile soltanto quando i beni o i servizi sono ceduti o prestati.
Al riguardo, la relazione illustrativa al Dlgs n. 141/2018 ha precisato che “i trasferimenti (n.d.r. medio tempore) del buono corrispettivo multiuso non comportano anticipazione della cessione del bene o della prestazione di servizio e, pertanto, non assumono rilevanza ai fini IVA”.
 
L’Agenzia delle entrate ritiene che, effettivamente, le caratteristiche del borsellino elettronico emesso dall’istante corrispondano al voucher multiuso, perché al momento della sua emissione non sono determinate “la natura, qualità, quantità nonché l’IVA applicabile ai beni e servizi”, oggetto della fornitura. I servizi e le prestazioni in questione, quindi, devono essere considerate concluse al momento in cui il cliente acquista il prodotto e paga tramite il voucher/borsellino elettronico. A questo punto occorre documentare l’avvenuta operazione emettendo una fattura (elettronica) in base all’articolo 21 del decreto Iva (se richiesta dall’utente) oppure tramite memorizzazione elettronica e invio telematico dei corrispettivi giornalieri.
 
Per completezza, l’Agenzia aggiunge che “l’articolo 7, comma 3, lettera u), del Regolamento di esecuzione (UE) n.282/2011 del Consiglio del 15 marzo 2011 esclude dalla qualificazione di servizio elettronico la «prenotazione in linea di soggiorni alberghieri, (…), servizi di ristorazione, (…) o servizi affini», dovendosi considerare tali – secondo le “Note esplicative relative al luogo di prestazione dei servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione ed elettronici” pubblicate il 3 aprile 2014 dalla Commissione europea – quelli «erogati in via principale e abituale come parte delle attività svolte dai settori in questione»” (cfr anche principio di diritto n. 3/2020 – vedi articolo “App per ordinare cibo e bevande: non si sfugge alla trasmissione).

Condividi su:
Wallet utilizzabile ad ampio raggio, per l’Iva è un voucher multiuso

Ultimi articoli

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Rilascio obbligatorio delle frequenze, l’indennizzo è contributo in c/capitale

Con la risposta n. 427 del 12 agosto 2022, l’Agenzia chiarisce che il contributo percepito nell’anno corrente dalla società e previsto ex lege per la rottamazione obbligatoria delle frequenze inerenti al servizio televisivo digitale terrestre va qualificato come sopravvenienza attiva e, essendo ricompreso nell’articolo 88, comma 3, lettera b) del Tuir, concorre alla determinazione del reddito nell’esercizio in cui è stato incassato e nei successivi, ma non oltre il quarto.

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Il riaddebito del Bollo al cliente è parte integrante del compenso

L’imposta di bollo addebitata in fattura è assimilabile ai ricavi e ai compensi e concorre alla determinazione forfettaria del reddito soggetto a imposta sostitutiva ed è, quindi, rilevante ai fini della tassazione.

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Credito d’imposta “affitti”, ok anche dopo il 30 giugno 2022

Con la risposta n. 426 del 12 agosto 2022, l’Agenzia delle entrate chiarisce che, al ricorrere dei requisiti richiesti dalla norma, per i periodi oggetto di agevolazione, è possibile fruire del credito per canoni di locazione ad uso non abitativo ed affitto d’azienda, con riferimento alle mensilità per cui i canoni risultino versati entro il 29 agosto 2022, in considerazione delle prospettabili difficoltà interpretative della misura di sostegno individuate in sede europea.

Normativa e prassi 12 Agosto 2022

Investimenti pubblicitari, il bonus non ammette la presenza di “terzi”

Non sono agevolabili le spese per gli investimenti incrementali in campagne pubblicitarie effettuate sui mezzi di informazione (quotidiani, periodici ed emittenti televisive e radiofoniche locali) operate indirettamente, ossia tramite i servizi prestati da terzi.

torna all'inizio del contenuto