Attualità

30 Aprile 2021

Irpef, Ires e Irap, gli acconti aspettano fino al 30 aprile

Ormai in scadenza anche la proroga per il pagamento del secondo e unico acconto Irpef, Ires e Irap per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, non versato a novembre perché rimandato al 30 aprile 2021 dal decreto “Agosto” (articolo 98, Dl n. 104/2020). Beneficiari del rinvio, a determinate condizioni, i contribuenti per i quali sono stati approvati gli Isa o che presentano cause di esclusione o di inapplicabilità dagli stessi, e che dichiarano ricavi o compensi non superiori alla soglia fissata per ciascuno di essi con i rispettivi decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze. In cassa entro il 30 aprile anche i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, comma 1, del Dl n. 98/2011), il forfetario (articolo 1, commi da 54 a 89 della legge n. 190/2014), presentano cause di esclusione o inapplicabilità dagli Isa e i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese e, in particolare, che producono redditi in forma associata o che esercitano l’opzione per la trasparenza fiscale (articoli 5, 115 e 116 del Tuir), ai sensi del Dpcm 27 giugno 2020.
 
Infine, il tempo sta per scadere, a prescindere dall’applicazione degli Isa, anche per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione, che operano in determinati settori e che nel 2019 hanno registrato ricavi e compensi non superiori a 50 milioni di euro.
 
Il rinvio, in linea generale, è condizionato a una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma come vedremo, sono previste delle eccezioni.

In tema di proroghe, si segnala quanto comunicato oggi, 30 aprile, dal Mef riguardo il termine “rimandato” al prossimo 30 settembre per il pagamento, senza sanzioni e interessi, dell’Irap non versata per l’errata applicazione dell’esonero, previsto dal decreto “Rilancio” (vedi articolo “Decreto “Rilancio”, Irap non versata: scadenza prorogata al 30 settembre“).

Isa, quando salta il criterio del fatturato
Il requisito del calo degli incassi è stato rimosso dall’articolo 9-quinquies del decreto “Ristori” e confermato dall’articolo 6 del “Ristori-bis”, per gli operatori Isa appartenenti ai settori economici con i codici Ateco riportati negli allegati 1 e 2 al Dl stesso e con domicilio fiscale nelle zone dove la pandemia, nel suo primo round, ha dimostrato uno scenario di massima gravità e di rischio alto (zone rosse) come individuate dall’ordinanza del ministro della salute del 26 novembre 2020. Si tratta dei settori più danneggiati dal lockdown.
 
Slittamento ad ampio raggio dove il Covid-19 ha colpito di più
Proroga senza vincolo di fatturato, a prescindere dall’applicazione degli Isa, anche per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione che operano nei settori economici dei suddetti codici Ateco, situati, anche in questo, nelle regioni a maggior rischio contagio (zone rosse), o che, a prescindere dai codici Ateco, effettuano servizi di ristorazione nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (zone arancioni) secondo l’ordinanza del 26 novembre 2020 del ministro della salute (articolo 13-quinquies del decreto “Ristori”).
Quest’ultima categoria di contribuenti, inoltre, potrà ripartire l’acconto fino a quattro rate mensili di pari importo, senza interessi, con versamento della prima quota entro il 30 aprile 2021.
 
Salvo le eccezioni, paletto del 33%
Per tutti gli altri contribuenti delle categorie che possono beneficiare della proroga in base all’articolo 98 del decreto “Agosto”, lo slittamento al 30 aprile è subordinato a una diminuzione di almeno il 33% del fatturato o dei corrispettivi, nel primo semestre dell’anno 2020, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
 
Non solo Irpef, Ires e Irap
La proroga prima e la scadenza poi, riguarda anche le altre imposte che si comportano come Irpef, Ires e Irap per il pagamento degli acconti. Di conseguenza, ad esempio, ricorrendone i requisiti soggettivi, devono recarsi in cassa entro fine mese anche i contribuenti che devono versare gli acconti relativi a cedolare secca, Ivie e Ivafe.

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