Normativa e prassi

23 Marzo 2021

L’eccedenza Ace nel consolidato vive a lungo nella consolidata

Nell’ambito del consolidato nazionale, in presenza di crediti di imposta in scadenza, di perdite pregresse e di eccedenze Ace, vanno utilizzati prima crediti e perdite e solo successivamente l’Ace. In ogni caso, l’eccedenza non trasferita nel gruppo “per incapienza” può essere riportata dalla consolidata nei periodi d’imposta successivi, o , come prescrive l’articolo 3, comma 3, del decreto 3 agosto 2017, utilizzando la stessa come credito d’imposta Irap. Lo afferma l’Agenzia delle entrate con il principio di diritto n. 7 del 23 marzo 2021, che si applica anche in assenza di perdite pregresse.

Il beneficio Ace (Aiuto alla crescita economica), introdotto dal Dl “Salva Italia” (decreto n. 201/2011) e regolato dal Dm del 3 agosto 2017 (decreto Ace) consiste nella possibilità di portare in deduzione, dal reddito complessivo netto, l’importo corrispondente al rendimento nozionale della variazione in aumento del capitale proprio. Pertanto, sottolinea l’Agenzia, l’agevolazione fiscale si concretizza solo dopo aver ridotto il reddito dell’esercizio di eventuali perdite pregresse. L’importo del rendimento nozionale viene portato a riduzione del reddito complessivo netto dichiarato, decurtato delle eventuali perdite di periodo e pregresse, e per la parte eccedente rinviato ai periodi d’imposta successivi (riporto delle eccedenze Ace), ai sensi dell’articolo 3, comma 2, decreto Ace.
La stessa norma, poi, all’articolo 6, dispone che per le società e per gli enti partecipanti al regime del consolidato nazionale (articoli da 117 a 129 del Tuir), l’importo corrispondente al rendimento che supera il reddito complessivo netto dichiarato è ammesso in deduzione dal reddito complessivo globale netto di gruppo dichiarato fino a concorrenza dello stesso e che l’eccedenza “incapiente” a livello di gruppo ritorna alla singola società consolidata.

Riepilogate le disposizioni di base, sia per il singolo sia per gli aderenti al consolidato, l’Ace (tanto con riferimento all’incremento di capitale proprio di periodo, quanto, ovviamente, all’eccedenza formatasi nel periodo di imposta precedente) in sostanza, riduce il reddito complessivo già decurtato delle perdite pregresse. Poi, dato che a norma dell’articolo 84 del Tuir, gli eventuali crediti d’imposta vanno utilizzati prima delle perdite pregresse, e queste, come detto, precedono comunque l’Ace, nell’ambito del regime del consolidato, l’ordine di utilizzo dei crediti d’imposta deve considerarsi prioritario anche rispetto all’Ace. Sulla base di tale meccanismo, che prevede pertanto:

  1. crediti d’imposta
  2. perdite pregresse
  3. eccedenze Ace

si considera corretto, in particolare nell’ambito del regime del consolidato utilizzare prima le perdite ed i suddetti crediti d’imposta rispetto all’Ace.
Queste ultime, quando non trovano capienza nel reddito di gruppo, tornano alla consolidata che può servirsene nei periodi d’imposta successivi o trasformarle in credito Irap.

Condividi su:
L’eccedenza Ace nel consolidato vive a lungo nella consolidata

Ultimi articoli

Normativa e prassi 27 Ottobre 2021

È pari al 100% la percentuale per il Cfp riduzione canoni affitto

La percentuale per il calcolo del contributo a fondo perduto per la riduzione del canone di locazione, prevista dall’articolo 9-quater del decreto “Ristori” è pari al 100% del quantum determinato, poiché le richieste pervenute sono inferiori alle risorse finanziarie disponibili.

Normativa e prassi 27 Ottobre 2021

Bonus Mezzogiorno e Zes: spazio ai nuovi ambiti applicativi

Il modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, nei comuni del sisma del Centro-Italia e nelle zone economiche speciali (Zes) fa posto alle modifiche introdotte dal decreto “Semplificazioni” (articolo 57, comma 1, lettera b), n.

Normativa e prassi 27 Ottobre 2021

I servizi didattici sono senza Iva, se l’ente estero è accreditato al Muir

I servizi tesi alla certificazione delle competenze in lingua inglese, di musica e arti performative, resi a scuole pubbliche italiane, che operano in esenzione Iva, da una Charity educativa ed ente Certificatore internazionale, con sede legale nel Regno Unito, riconosciuto dal Miur, sono esonerati dall’applicazione dell’Iva.

Normativa e prassi 27 Ottobre 2021

Registrazione atti privati, il punto sulla sottoscrizione

Con la risposta n. 14 del 27 ottobre 2021 ad una consulenza giuridica, l’Agenzia delle entrate fa il punto sull’utilizzo delle firme elettroniche per la registrazione di atti privati e in particolare di contratti preliminari di compravendita.

torna all'inizio del contenuto