Attualità

16 Febbraio 2021

Un’unica chiave per i siti della Pa, l’Agenzia delle entrate è già pronta

Quante volte ci siamo dimenticati l’username o la password per accedere ai servizi online di un ente pubblico? E quanto tempo abbiamo impiegato per recuperarli, alla ricerca di codici originari che magari non riuscivamo più a trovare e che ci hanno costretto ad andare presso un ufficio fisico, anziché ottenere il servizio direttamente da casa, stando dietro a un pc?
Dal 1° marzo tutto questo potrebbe essere solo un brutto ricordo del passato. Il Dl n. 76/2020, meglio noto come decreto “Semplificazioni”, ha stabilito infatti che tutti i siti della Pubblica amministrazione dovranno essere accessibili tramite credenziali passepartout, cioè utilizzabili per qualsiasi ente, mentre le singole credenziali che ogni Pa aveva adottato in autonomia dovranno essere dismesse. Si potrà finalmente accedere a tutti i servizi pubblici online con un’unica chiave, a scelta tra il Sistema per l’identità digitale (Spid), la Carta d’identità elettronica (Cie) e la Carta nazionale dei servizi (Cns).

Credenziali universali già in uso in Agenzia
L’Agenzia delle entrate è stata una delle prime Amministrazioni a permettere l’accesso all’area riservata del sito istituzionale tramite Sistema pubblico di identità digitale (Spid), un sistema basato su credenziali personali. Dal 2018 è infatti possibile, tramite Spid, accedere al proprio cassetto fiscale, registrare un contratto di locazione in autonomia, consultare i dati catastali, inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata, eccetera.
Anche la Carta nazionale dei servizi (come per esempio le nuove tessere sanitarie dotate di microchip e certificato digitale, note come TS-CNS), è un valido lasciapassare per aprire le porte dei servizi fiscali online già da diversi mesi e nelle scorse settimane è stato dato il via libera anche alla Carta d’identità elettronica, con il provvedimento del 12 gennaio 2021 del direttore dell’Agenzia (vedi articolo “Cie: il nuovo passe-partout per i servizi online del Fisco”).

Cosa succede a chi utilizza le vecchie credenziali Fisconline?
Dal 1° marzo l’Agenzia smetterà di rilasciare nuove credenziali Fisconline. Gli utenti registrati potranno tuttavia continuare a utilizzare le credenziali rilasciate in precedenza, e già in loro possesso, fino alla loro naturale scadenza, e comunque non oltre il 30 settembre 2021, dopo di che sarà necessario dotarsi di Spid, Cie o Cns. Per chi già utilizza queste ultime tre modalità per accedere, invece, non ci sarà alcun cambiamento.

E cosa cambia per professionisti e imprese?
Nessun cambiamento nemmeno per i professionisti e per le imprese, che potranno continuare ad utilizzare le vecchie credenziali ma anche richiederne di nuove. Per loro, infatti, data la maggiore complessità dei contesti, il passaggio all’uso esclusivo di Spid, Cie e Cns avverrà in una data che sarà indicata in un apposito decreto attuativo, così come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale. Nessun problema, quindi, per gli utilizzatori professionali di Entratel, Fisconline e Sister.

Come richiedere Spid, Cie e Cns
Per ottenere Spid basta essere maggiorenni e avere a disposizione un documento di riconoscimento, la tessera sanitaria con codice fiscale, un indirizzo e-mail e un numero di cellulare. Per richiederlo basta scegliere uno dei 9 gestori di identità digitale presenti sul sito http://www.spid.gov.it/richiedi-spid (Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial, Intesa, Lepida) e seguire i passi indicati dalle varie procedure, che in genere consistono nell’inserimento dei propri dati anagrafici, nella scelta delle credenziali Spid e nell’identificazione del cittadino in base alle modalità offerte dai diversi gestori (di persona, tramite web cam, eccetera).
Al momento, il sito Avanzamentodigitale.italia.it conta quasi 17 milioni di credenziali Spid rilasciate, oltre 6mila Amministrazioni attive e 15 fornitori di servizi privati attivi.

Il secondo strumento che offrirà l’accesso universale ai servizi della Pa è la Carta d’identità elettronica. La Cie può essere richiesta presso il proprio Comune di residenza (o presso il Comune di dimora per i cittadini residenti in Italia) e presso il Consolato di riferimento per i cittadini residenti all’estero, portando con sé la propria fototessera, in formato cartaceo o digitale su una chiavetta USB, e la ricevuta del versamento presso le casse del Comune di 16,79€, oltre, se previsti, ai diritti fissi e di segreteria.

Infine c’è la Carta nazionale dei servizi, ovvero un dispositivo, come una smart card con microchip o una chiavetta USB, dotato di certificato digitale per l’autenticazione personale, che si collega al pc e che permette di identificare l’utente e consentire quindi l’accesso ai servizi online.

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