Normativa e prassi

22 Ottobre 2020

Bollo su accordi con le Pa per l’Ep “non economico di rilievo nazionale”

Sugli accordi e sulle convenzioni, che l’ente pubblico “non economico di rilievo nazionale” stipula con altre pubbliche amministrazioni, è dovuto il Bollo. L’ente, infatti, non può essere equiparato a una delle amministrazioni dello Stato esentate dall’adempimento a norma dell’articolo 16 della tabella allegato B, annessa al Dpr n. 642/1972, perché nel proprio Statuto si qualifica come “un ente pubblico non economico di rilievo nazionale”. Lo precisa l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 495/2020, discostandosi dall’ipotesi formulata dall’istante: quella, cioè, di rientrare nell’ambito degli esoneri.

Sul punto, l’Agenzia osserva che la richiamata disposizione esenta in modo assoluto dall’imposta di bollo gli “Atti e documenti posti in essere da Amministrazioni dello Stato, regioni, province, comuni, loro consorzi e associazioni, nonché comunità montane sempreché vengano tra loro scambiati”. La norma si applica, dunque, esclusivamente per i soggetti che rivestano la natura di amministrazione dello Stato, oltre che per gli altri soggetti espressamente elencati nel citato articolo 16, e non per tutte le pubbliche amministrazioni.

Nel caso in esame, pertanto, è stato necessario capire se l’istante fosse un’amministrazione dello Stato. Ebbene, a questo proposito, l’articolo 1, comma 2, del Dlgs n. 165/2001 stabilisce che “per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende egli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI”.
Un elenco, a ben vedere, tassativo, che non comprende l’“ente pubblico non economico di rilievo nazionale”, istituito ai sensi del Dlgs n. n. 266/1993, così come scritto nello Statuto dell’istante.

Di conseguenza, gli accordi e le convenzioni che l’ente stipula con altre pubbliche amministrazioni, scontano l’imposta di bollo fin dall’origine nella misura di 16 euro per ogni foglio.

Condividi su:
Bollo su accordi con le Pa per l’Ep “non economico di rilievo nazionale”

Ultimi articoli

Attualità 1 Marzo 2021

5‰ 2021, online l’elenco permanente degli enti del volontariato accreditati

Sono 49.264 gli iscritti nell’elenco permanente degli enti di volontariato che possono beneficiare della ripartizione della quota del 5mille dell’Irpef, relativa all’anno finanziario 2021, ripartita in base alle scelte effettuate dai contribuenti in occasione della dichiarazione dei redditi.

Attualità 1 Marzo 2021

Nuovi incentivi start-up e Pmi, domande dal 1° marzo al 30 aprile

Definite le modalità operative di accesso agli incentivi fiscali per le persone fisiche in regime de minimis che investono in start-up e Pmi innovative.

Attualità 1 Marzo 2021

Tax credit per il settore cinema: quattro elenchi di nuovi beneficiari

Sono online, sul sito del Mibact – direzione generale Cinema e Audiovisivo – quattro distinti decreti direttoriali (tax credit produzione e distribuzione cinematografica e tax credit sale cinematografiche) tutti di venerdì 26 febbraio 2021, con le nuove liste di imprese e opere ammesse nel perimetro degli sconti fiscali previsti dagli articoli 15, 16, 19 e 20, e 17 della legge n.

Normativa e prassi 1 Marzo 2021

L’imposta sui servizi digitali, ha i “numeri” per passare in cassa

Istituiti, con la risoluzione n. 14 del 1° marzo 2021, i codici tributo per versare, tramite modello F24, l’imposta sui servizi digitali, cosiddetta DST – Digital Services Tax, che ha visto la luce con la legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi da 35 a 50, legge n.

torna all'inizio del contenuto