Normativa e prassi

31 Marzo 2020

Tra i “beni finiti”, a Iva ridotta, si fanno largo ringhiere e tettoie

Le ringhiere, le recinzioni e le tettoie per balconi e terrazze, montate sul pavimento e sulla facciata di “specifici” edifici, possono far parte dei “beni finiti” e beneficiare delle aliquote Iva ridotte, previste dalla Tabella A, allegata al Dpr n. 633/1972, a condizione che mantengano una propria individualità e autonomia funzionale, cioè siano conformi ai requisiti indicati da più documenti di prassi. Questi ultimi, nel tempo, hanno ribadito che i beni agevolabili devono innanzitutto essere sostituibili “in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte” (risoluzione n. 39/1996) senza perdere le proprie caratteristiche, tanto da essere suscettibili di ripetute utilizzazioni, non solo in astratto. 

È, in sintesi, il contenuto della risposta n. 71/2020, fornita a una società che, nell’occasione, trova l’Agenzia concorde con la propria linea interpretativa.

La società di commercio all’ingrosso di balconi, recinzioni, tettoie e altri beni del settore edile, infatti, intende intraprendere la vendita al dettaglio degli stessi prodotti, con inclusa posa in opera da parte di imprese specializzate incaricate direttamente dalla stessa compagine. Per la fatturazione la società vende il prodotto con posa in opera tutto completo e fattura l’intero importo al cliente, mentre le imprese specializzate emettono fattura nei confronti dell’istante. Per tale motivo, vuole sapere quale aliquota Iva applicare alle operazioni, quando i lavori sono forniti:

  • per la costruzione, anche in economia, di fabbricati di tipo economico aventi le caratteristiche richieste dalla legge Tupini o delle costruzioni rurali (articolo 13 legge 408/1949) – Iva al 4% prevista dal n. 24) parte II, della Tabella A, del Dpr n. 633/1972

oppure

  • per la realizzazione di opere e impianti destinati a edifici assimilati ai “Tupini”, o ancora per interventi di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica – Iva al 10 per cento. 

Secondo la società i prodotti rientrano tra i “beni finiti” e possono essere ceduti con le richiamate agevolazioni.

L’iter argomentativo della risposta, al di là del riepilogo normativo alla base degli sconti Iva, si sofferma in particolare su alcuni documenti di prassi ministeriali, peraltro citati anche dall’istante, tutti orientati a dare fondamentale importanza all’indipendenza e alla riutilizzabilità dei manufatti in argomento.

Tra questi, sono tornate alla memoria la circolare n. 1/1994 che, a suo tempo, ha sdoganato una serie di beni come gli ascensori, i montacarichi, gli infissi, i sanitari, i prodotti per gli impianti idrici, elettrici, a gas, eccetera, e la citata risoluzione n. 39/1996 che ha concesso il lasciapassare alle scale a chiocciola, a giorno o retrattili in legno o altro materiale.

In sostanza, considerato che non esiste (o non può esistere) un’elencazione tassativa dei manufatti agevolabili, ben vengano le precisazioni dirimenti degli atti di prassi.

Tra i “beni finiti”, a Iva ridotta, si fanno largo ringhiere e tettoie

Ultimi articoli

Attualità 26 Maggio 2023

Correzioni di istanza Civis: falso, la mail contiene un malware

L’Agenzia delle entrate avvisa che è in corso di diffusione una campagna di phishing attuata tramite false comunicazioni trasmesse via e-mail.

Attualità 26 Maggio 2023

Comunicazione Fatca senza Tin: no problem, nessuna sanzione

L’Internal revenue service degli Stati Uniti (Irs), infatti, con una notice dello scorso 30 dicembre, informata delle difficoltà che le istituzioni finanziarie italiane riscontrano nella raccolta del codice fiscale statunitense (Tin), ha precisato, con riferimento alla comunicazione dei dati relativi agli anni dal 2022, 2023 e 2024, che la mancata acquisizione e comunicazione del Tin, in relazione a un conto già esistente al 30 giugno 2014, non determinerà di per sé gravi conseguenze.

Attualità 25 Maggio 2023

Statistiche delle dichiarazioni Irpef, il Mef pubblica i dati 2021

Sul sito del Dipartimento delle finanze sono disponibili i dati su dichiarazioni Irpef dei titolari di partita Iva, reddito prevalente delle persone fisiche e Isa.

Normativa e prassi 25 Maggio 2023

“Decreto bollette” ai titoli di coda, palazzo Madama rinnova la fiducia

Art. 2 – Riduzione dell’Iva e degli oneri generali nel settore gas per il secondo trimestre dell’anno 2023 (modificato) Destinati, per l’anno 2023, 1,5 milioni di euro a favore dei Comuni in condizioni di predissesto, con popolazione da 25mila a 35mila abitanti, il cui piano di riequilibrio finanziario è stato approvato dalla Corte dei conti nel 2015 per l’anno 2014 e fino al 2023 e che, a seguito della sentenza 18/2019 della Corte costituzionale, si sono visti ridurre – dai trenta anni riconosciuti dalla norma della legge di stabilità 2016 poi dichiarata illegittima (articolo 1, comma 714, legge 208/2015) ai dieci anni ordinariamente previsti dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (articolo 243-bis, Dlgs 267/2000) – l’intervallo temporale a disposizione per restituire le anticipazioni di liquidità da parte dello Stato, di cui hanno usufruito accedendo al “Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali” (articolo 243-ter, Tuel).

torna all'inizio del contenuto