Analisi e commenti

30 Marzo 2020

Misure fiscali del “Cura Italia”: Il bonus botteghe e negozi – 1

Da oggi diamo il via a una “breve serie” di focus sulle misure fiscali previste dal decreto Cura Italia (decreto legge n. 18/2020) a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per fronteggiare gli effetti negativi dell’emergenza Coronavirus sull’economia, attraverso l’adozione di interventi mirati ad arginare le conseguenze dell’allarme sanitario.
L’intento è salvaguardare la salute dei cittadini e sostenere al tempo stesso il sistema produttivo del Paese.
Significativo l’impatto della situazione emergenziale Covid-19, ad esempio, sugli esercenti del commercio al minuto che hanno dovuto abbassare le serrande dei loro negozi. In loro aiuto, l’articolo 65 del “Cura Italia” prevede a favore di esercenti attività d’impresa, , soprattutto di ridotte dimensioni, per quest’anno, un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione di negozi e botteghe (immobili appartenenti alla categoria catastale C/1) pagato al mese di marzo 2020.

Botteghe chiuse, credito aperto
Il bonus costituisce un risarcimento parziale della spesa sostenuta dal commerciante al dettaglio per la locazione di un locale rimasto inutilizzato a causa dell’emergenza epidemiologica. 
Per accedere al beneficio occorre essere titolari di un’attività economica di vendita di beni e servizi al pubblico sospesa a seguito delle misure restrittive anti-coronavirus, ed essere gli intestatari del contratto di locazione del negozio (categoria catastale C/1) per il quale si chiede l’agevolazione.
Il credito d’imposta è riservato, naturalmente, alle attività ritenute “non essenziali” e, quindi, sottoposte alla chiusura “forzata”, mentre sono escluse le attività che, in quanto “essenziali”, non hanno sospeso il servizio, come le farmacie, parafarmacie e i negozi di generi alimentari di prima necessità. In particolare, rimangono fuori le attività indicate negli allegati 1 e 2 del Dpcm dell’11 marzo 2020.
Meglio precisare, inoltre, che l’agevolazione è circoscritta alle locazioni di botteghe e negozi, sono cioè esclusi i contratti che prevedono, oltre alla disponibilità dell’immobile, altri beni e servizi, come i contratti di affitto di rami d’azienda o altre tipologie contrattuali riguardanti i rapporti tra proprietario e locatario per i locali a uso commerciale.
 
Con F24 dal 25 marzo
Il credito d’imposta può essere utilizzato soltanto in compensazione tramite il modello F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. “6914” è il codice tributo, istituito con la risoluzione n. 13/2020, che gli operatori dovranno esporre nel modello di pagamento per usufruire del bonus
Il beneficio è utilizzabile dallo scorso 25 marzo.

Condividi su:
Misure fiscali del “Cura Italia”: Il bonus botteghe e negozi – 1

Ultimi articoli

Normativa e prassi 18 Giugno 2021

Bollo, esente il cedolino recapitato all’ex consigliere

I prospetti relativi agli assegni vitalizi percepiti dai consiglieri o ex consiglieri regionali rientrano tra gli atti esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto, in quanto hanno la funzione di quietanza delle somme erogate, oltre che indicare l’imponibile lordo, le trattenute e l’importo netto da liquidare, accreditato al beneficiario, tramite il tesoriere del Consiglio regionale.

Attualità 18 Giugno 2021

Province e città metropolitane, attiva la procedura di invio delle delibere

Dal 16 giugno 2021 è stato attivato nel Portale del federalismo fiscale il servizio “Gestione tributi provinciali”, finalizzato alla trasmissione da parte delle province e città metropolitane delle delibere regolamentari e tariffarie in materia tributaria, affinché il ministero dell’Economia e delle Finanze proceda alla relativa pubblicazione sul sito internet.

Normativa e prassi 18 Giugno 2021

Navi da crociera in rada, rifornimento senza accise

Niente accise sui rifornimenti di prodotti energetici utilizzati come carburanti dalle navi da crociera ferme per le misure adottate a contrasto della pandemia, fino alla cessazione dello stato di emergenza.

Normativa e prassi 18 Giugno 2021

Test Covid-19, salta l’invio al Sts per il laboratorio non autorizzato

La struttura non autorizzata dalla Regione all’erogazione di prestazioni sanitarie nei confronti delle persone e chiamata in aiuto dall’ente territoriale soltanto a causa della pandemia per accelerare lo svolgimento di test diagnostici per la ricerca del virus Sars-CoV-2, non è tenuta a trasmettere i dati relativi alla spesa sostenuta dai pazienti al Sistema tessera sanitaria ai fini della precompilata.

torna all'inizio del contenuto