Attualità

30 Maggio 2019

Andamento incerto e segni alterni per gli immobili non residenziali

Flessione dei prezzi e fatturato in lieve calo, nonostante il recupero dei volumi, sono, nel 2018, le principali evidenze nel mercato degli immobili non residenziali. È quanto emerge, in sintesi, dal Rapporto immobiliare 2019 dedicato al settore non residenziale, pubblicato dall’ufficio Statistiche e Studi dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, in collaborazione con l’associazione italiana leasing (Assilea) e disponibile, da oggi, sul sito internet dell’Agenzia. Il volume fornisce una sintesi, riferita al 2018, dei principali indicatori immobiliari per i comparti terziario, commerciale e produttivo.
 
Rispetto al 2017, gli scambi di uffici, negozi e unità immobiliari produttive hanno registrato una crescita complessiva dell’1,9 per cento. Il “fatturato” totale, però, è stimato in 15,6 miliardi di euro, valore poco inferiore a quello realizzato nel 2017 (-0,4%). Tale risultato è l’effetto della crescita del volume d’affari del settore negozi, +2,9%, del lieve rialzo del comparto uffici, +0,7% e del calo registrato per i capannoni, -3,7 per cento.
 
Recuperi e cali per le compravendite tra le aree
Dopo un 2017 di crescita omogenea, nel 2018, per le compravendite dei tre comparti non residenziali si osservano variazioni di segno discorde: salgono gli scambi dei negozi (+4,6%) e le transazioni di immobili del produttivo (+0,6%), mentre tornano a flettere gli scambi di uffici (-3,7%).
Con poco meno di 10mila transazioni, nel 2018 il mercato degli uffici torna in flessione dopo due anni di crescita. Il calo del 3,7% registrato a livello nazionale riflette le perdite osservate in tutte le aree del paese. Il Centro, in particolare, segna una forte battuta d’arresto con un calo del 12,5% dovuto soprattutto alla performance del Lazio (-23,1%), della Toscana (-4,3%) e, seppure riferito a un numero di scambi inferiore, anche dell’Umbria (-24%). Più contenute le flessioni al Nord con il Nord Est che riesce ad arginare il calo all’1,5% grazie ai rialzi di Emilia-Romagna (+3,8%) e Friuli Venezia Giulia (+10,6%) e il Nord Ovest, che nonostante i cali di 3 su 4 regioni dell’area, contiene la diminuzione all’1,1% per effetto dell’aumento del 2,2% della Lombardia. Anche al Sud ai rialzi di Abruzzo, Calabria e Molise si contrappongono i segni negativi di Campania e Calabria così come nelle Isole si osserva una flessione in Sicilia e una stabilità della Sardegna.
 
La crescita degli scambi nel mercato dei negozi è diffusa in quasi tutte le aree del paese con le Isole che, pur rappresentando una quota di Ntn che non raggiunge il 10%, segnano l’incremento più elevato, +14,9 per cento. Rialzi intorno al 6% al Nord e più contenuti al Sud (+1,7%), mentre l’area del Centro è in lieve calo (-0,6%).
Un timido +0,6% fa restare in positivo gli scambi di immobili a destinazione produttiva, in considerazione della crescita delle aree del Nord che rappresentano quasi il 70% del totale dell’Ntn nazionale e dove gli scambi sono cresciuti del 2,9% al Nord Ovest e dell’1,7% al Nord Est.
 
Valori ovunque in diminuzione
Per i tre comparti del non residenziale i prezzi nel 2018 sono ovunque in discesa. A registrare la perdita maggiore è il produttivo dove la quotazione media, circa 480 €/mq, perde, rispetto al 2017, l’1,9 per cento. Il valore medio dei negozi, 1540 €/mq, è in calo dell’1,7% e, infine, la quotazione media degli uffici, intorno ai 1360 €/mq scende dell’1,1 per cento. A subire il maggiore ribasso è la quotazione media dei capannoni ubicati nel Centro (-3,6%). Forte il calo dei valori, nella stessa area, anche per i negozi, dove il prezzo al metro quadrato, pur confermandosi il più alto tra quello delle aree, scende del 3,5 per cento.

Mercato non residenziale, quotazioni medie 2018

In calo il valore di scambio del non residenziale
Nel 2018, il valore di scambio stimato per i tre settori ammonta complessivamente a 15,6 miliardi di euro, poco meno di quello calcolato per il 2017. A pesare sul calo è l’andamento negativo del volume d’affari del comparto produttivo che realizza un valore di 6,5 miliardi in diminuzione del 3,7 per cento. Risultato positivo per il settore uffici che con 3,1 miliardi di euro segna un leggero rialzo (0,7%) e in espansione è anche il settore dei negozi che realizza scambi per un valore di circa 6 miliardi e una crescita del 2,9 per cento.

valori di scambio

I prossimi appuntamenti con l’Osservatorio del mercato immobiliare
Per i settori non residenziali, come visto, il 2018 si è chiuso con un trend ancora positivo seppure con incertezze e segni negativi in qualche comparto e in qualche area territoriale. Per conoscere i primi risultati del 2019 si dovrà attendere la nota relativa al I trimestre 2019, dedicata agli immobili non residenziali, che sarà pubblicata dall’ l’Osservatorio del mercato immobiliare il prossimo 6 giugno

Andamento incerto e segni alterni per gli immobili non residenziali

Ultimi articoli

Normativa e prassi 5 Novembre 2026

La cessione della partecipazione non è trasferimento immobiliare

Le regole sull’interposizione soggettiva non possono essere utilizzate per riqualificare una vendita di quote come un’alienazione diretta dell’edificio sottostante La cessione di una partecipazione in una società estera, il cui valore deriva da un immobile situato in Italia, genera un reddito imponibile nel nostro Paese, anche se la società è detenuta da un trust estero e presenta caratteristiche che ne evidenzierebbero la natura meramente interposta.

Normativa e prassi 5 Novembre 2026

La nuova “prima casa” all’estero non fa perdere l’agevolazione

Anche con un nuovo acquisto oltre confine è possibile conservare il beneficio già fruito, se l’abitazione agevolata è venduta entro due anni e il nuovo immobile è destinato a dimora principale L’acquisto di una nuova abitazione all’estero non preclude la possibilità di conservare le agevolazioni “prima casa” fruite per la casa acquistata precedentemente in Italia.

Dati e statistiche 5 Novembre 2026

Entrate tributarie, in nove mesi il gettito supera i 438 miliardi

Il quadro diffuso dal Mef segnala un progresso del 2,6% sul 2025: a sostenere il risultato sono soprattutto le imposte dirette, mentre è l’Iva a trainare le indirette Le entrate tributarie erariali accertate nei primi nove mesi del 2026 raggiungono 438.

Normativa e prassi 4 Novembre 2026

Vendita con riserva della proprietà, nuovi chiarimenti su pubblicità e voltura

Definite le modalità di trascrizione nei registri immobiliari e il momento in cui va effettuato l’aggiornamento delle intestazioni catastali Pubblicate le indicazioni operative dell’Agenzia delle entrate in caso di vendita immobiliare con riserva di proprietà.

torna all'inizio del contenuto