Normativa e prassi

19 Dicembre 2018

Pa, contratti risolti anzitempo:le modalità per recuperare l’Iva

[md_text md_text_fonts=”null” md_text_title1=”” md_text_use_title_slider=”yes”]

Normativa e prassi

Pa, contratti risolti anzitempo:
le modalità per recuperare l’Iva

Il chiarimento è fornito a un ministero che, per lo svolgimento delle sue attività istituzionali, provvede all’acquisto di automobili, comprensivo di un “pacchetto manutenzione”

Pa, contratti risolti anzitempo:|le modalità per recuperare l’Iva
Nel caso in cui una pubblica amministrazione effettui acquisti destinati alla sfera istituzionale e il rapporto con il fornitore si risolva prima della conclusione del contratto, ai fini del recupero dell’Iva versata in più dalla Pa, il cedente può emettere una nota di variazione in diminuzione per documentare la parte di corrispettivo da restituire.
In particolare, se l’operazione si è svolta applicando lo split payment, il fornitore deve restituire la sola quota imponibile, mentre la Pa può recuperare la relativa Iva sottraendola dai successivi versamenti effettuati in modalità “scissione dei pagamenti”. Quando, invece, gli acquisti sono avvenuti fuori del suddetto meccanismo, il fornitore deve restituire sia l’imponibile sia l’imposta.
 
È, in estrema sintesi, la risposta 117/2018 fornita dall’Agenzia a un ministero che, per lo svolgimento delle sue attività istituzionali, stipula contratti di acquisto di automobili, corredati da “pacchetti manutenzione” che durano dai sei agli otto anni.
Tali contratti prevedono che, nelle ipotesi in cui i veicoli siano ritirati dal servizio prima del tempo prestabilito a causa di eventi imprevedibili come incendi o gravi incidenti, il fornitore è tenuto a restituire il “valore residuo” del pacchetto manutenzione.
Detto ciò, la Pa vuole sapere se, in questi casi, può chiedere al fornitore anche la restituzione dell’Iva pagata in anni precedenti.
 
L’Agenzia ripercorre le norme applicabili al caso prospettato (articolo 26, comma 2, Dpr 633/1972) ricordando che, se i beni e i servizi sono stati acquistati a partire dal 1° gennaio 2015, quindi con le regole dello split payment (articolo 17-ter, del Dpr 633/1972), che prevedono il versamento dell’Iva da parte dell’amministrazione pubblica direttamente all’erario e non al fornitore, possono essere utili le indicazioni fornite con la circolare 15/2015 (vedi “Split payment: ancora dettagli
per avviare al meglio il sistema
”).
Viceversa, se l’operazione è rimasta fuori dall’ambito di applicazione della “scissione dei pagamenti”, il recupero dell’Iva avviene tramite il fornitore.

pubblicato Mercoledì 19 Dicembre 2018

[/md_text]

Condividi su:
Pa, contratti risolti anzitempo:le modalità per recuperare l’Iva

Ultimi articoli

Normativa e prassi 1 Luglio 2022

Cessioni bonus imprese energivore, comunicazioni a partire dal 7 luglio

Le istruzioni operative sulla cessione e la tracciabilità dei crediti d’imposta riconosciuti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di prodotti energetici.

Normativa e prassi 1 Luglio 2022

Bonus locazioni imprese turistiche, autodichiarazione dall’11 luglio

Approvato il modello denominato “Credito d’imposta in favore di imprese turistiche per canoni di locazione di immobili Autodichiarazione attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalle sezioni 3.

Normativa e prassi 1 Luglio 2022

Credito d’imposta investimenti al Sud aggiornato modello di comunicazione

Ritoccato il modello per richiedere il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, nei comuni del sisma del Centro-Italia, nelle Zone economiche speciali (Zes) e nelle Zone logistiche semplificate (Zls).

Normativa e prassi 1 Luglio 2022

Credito d’imposta investimenti al Sud, aggiornato il modello di comunicazione

Ritoccato il modello per richiedere il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, nei comuni del sisma del Centro-Italia, nelle Zone economiche speciali (Zes) e nelle Zone logistiche semplificate (Zls).

torna all'inizio del contenuto