Attualità

19 Dicembre 2018

Investimenti in Pmi innovative:dalla Ue, il sì agli incentivi fiscali

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Investimenti in Pmi innovative:
dalla Ue, il sì agli incentivi fiscali

Per la piena attuazione della misura agevolativa dovrà essere emanato un decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico

Investimenti in Pmi innovative:|dalla Ue, il sì agli incentivi fiscali
Incentivi fiscali all’investimento nel capitale di rischio delle Pmi innovative: c’è l’ok della Commissione europea (Mise, nota del 18 dicembre 2018). In concreto, alle persone fisiche che investono nelle piccole e medie imprese innovative è concessa una detrazione Irpef del 30% dell’investimento (fino a 1 milione di euro), ai contribuenti Ires una deduzione dall’imponibile, nella stessa percentuale, ma fino a un massimo di 1,8 milioni di euro.

L’accordato lasciapassare, in sostanza, consente di ampliare l’ambito di applicabilità dell’agevolazione già prevista per gli investimenti nelle start-up innovative.
 
Ai fini degli sconti fiscali, le Pmi interessate devono:

  • essere costituite come società di capitali, anche in forma cooperativa
  • non essere quotate in un mercato regolamentato (con l’eccezione della quotazione in una piattaforma multilaterale di negoziazione, come l’Aim, il mercato di Borsa italiana dedicato alle Pmi)
  • aver certificato il loro ultimo bilancio
  • presentare un chiaro carattere innovativo. 

In particolare, il “chiaro carattere innovativo” delle Pmi deve essere individuato attraverso uno dei seguenti criteri:

  • volume di spesa in ricerca e sviluppo in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione
  • forza lavoro costituita, in una quota pari ad almeno 1/3 del totale, di titolari di laurea magistrale, oppure, in una quota pari ad almeno 1/5 del totale, da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori
  • titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie, di almeno una privativa industriale, o di un software registrato.

 
Guadagnato il sì della Ue, la misura agevolativa, per la piena attuazione, attende soltanto l’emanazione di un decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico.

pubblicato Mercoledì 19 Dicembre 2018

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