Giurisprudenza

18 Giugno 2018

Tassazione sostitutiva: l’omissioneè comunque sottrazione fraudolenta

Giurisprudenza

Tassazione sostitutiva: l’omissione
è comunque sottrazione fraudolenta

Non si configura reato solo se la simulazione è finalizzata a non pagare debiti diversi da quelli riferiti alle imposte sui redditi o all’Iva e a relativi interessi o sanzioni

Tassazione sostitutiva: l’omissione|è comunque sottrazione fraudolenta

La pronuncia della Corte di cassazione in commento (n. 14007/2018) ritiene configurabile il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte prescritto e punito dall’articolo 11 del Dlgs n. 74/2000 (forse nella versione vigente a seguito della modifica apportata dall’articolo 29, comma 4, del Dl 31 maggio 2010, n. 78) anche in ipotesi di omessa dichiarazione dell’indagato di beni detenuti all’estero da effettuarsi nella dichiarazione dei redditi.
 
La difesa del contribuente aveva eccepito che il reato di cui all’articolo si applica soltanto a coloro che si sottraggono al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relative a dette imposte mediante alienazione simulata o compimento di altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva.
Nel caso di attività finanziarie non dichiarate allocate all’estero, invece, secondo la tesi dell’indagato, poteva riscontrarsi un illecito meramente amministrativo, poiché l’imposta eventualmente evasa sarebbe quella prevista dall’articolo 18, comma 19, del Dl n. 201/2011 oppure l’imposta sostitutiva dell’Irpef prevista dall’articolo 13-bis del Dl n. 78/2009, per le somme detenute all’estero.
 
L’inapplicabilità di tale tesi viene motivata dalla sentenza del Supremo collegio in rassegna dalla propria giurisprudenza sul bene giuridico tutelato dall’articolo 11 della legge penale tributaria del 2000 rinvenuto nella riscossione delle imposte sui redditi e l’Iva come ben espresso, nella decisione di legittimità citata da questa in nota, 12 settembre 2013, n. 37389.
Tale pronuncia aveva escluso il reato in relazione a debiti per ritenute sul reddito da lavoro dipendente, verso l’Inps e verso Equitalia per rateizzazioni, mentre nel caso oggetto della sentenza in commento si tratta di trasferimento di somme presso un conto corrente acceso presso un istituto di crediti di uno Stato col quale non sussiste un Trattato per la tutela della riscossione deli tributi (nel caso di specie, Dubai).
 
Tale comportamento, per il Tribunale di Milano, adito per verificare la legittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle somme all’estero, va qualificato come compimento di atti fraudolenti sui propri beni, volti a rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva, sicuramente ostacolata dalla esterovestizione dei beni in questione.
 
La Corte regolatrice del diritto, con la sentenza in nota, conferma quanto deciso dal Tribunale non soltanto in riferimento all’elemento soggettivo del reato in questione, ma soprattutto che per l’articolo 12, comma 2, del Dl n. 78/2009, si presumono costituiti con redditi sottratti alla tassazione tutti gli investimenti e le attività finanziarie detenute da cittadini in Stati o territori a regime fiscale privilegiato (“paradisi fiscali”).
Infatti, viene dai giudici di legittimità evidenziato che l’occultamento delle somme all’azione di accertamento, verifica e controllo fiscale, “abbia sottratto alla imposizione tributaria da operare su di essi ingenti redditi maturati nello svolgimento della sua attività di farmacista e non dichiarati in sede di dichiarazione dei redditi e che analoga destinazione abbiano avuto somme da lui riscosse a titolo di iva e non riversate allo Stato”.
 
La Corte suprema non affronta direttamente la questione dell’inapplicabilità o meno del reato di sottrazione fraudolenta in presenza di imposta sostitutiva dell’Irpef (nel caso di specie, quella disciplinata dall’articolo 13-bis del Dl del 2009), probabilmente soltanto perché la mancata richiesta di applicazione dell’imposta sostitutiva da parte del contribuente legittima l’evasione dell’Irpef.
 
 
a cura di Giurisprudenza delle imposte edita da ASSONIME

pubblicato Lunedì 2 Luglio 2018

Tassazione sostitutiva: l’omissioneè comunque sottrazione fraudolenta

Ultimi articoli

Normativa e prassi 21 Giugno 2024

Compensazione crediti agevolativi ok e senza obbligo di visto di conformità

Via libera, per la concessionaria della gestione della rete del gioco del lotto, alla compensazione, tramite modello F24, tra credito d’imposta Super Ace e bonus edilizi ricevuti tramite cessione, con gli importi dovuti a titolo di Preu e di 0,8% sulle somme giocate.

Attualità 21 Giugno 2024

Richieste Assegno unico universale: entro il 30 giugno, con gli arretrati

Per ottenere l’Assegno unico e universale, chi non lo ha ancora richiesto o ne ha appreso l’esistenza solo ora deve presentare la domanda entro il prossimo 30 giugno.

Attualità 20 Giugno 2024

Precompilata, slitta al 24 giugno il termine per annullare il 730

I contribuenti che hanno già presentato via web, in autonomia, il proprio modello 730/2024 precompilato possono ancora annullarlo fino alle 23,59 di lunedì 24 giugno 2024, senza conseguenze sulle tempistiche di rimborso.

Attualità 20 Giugno 2024

Concorsi per 148 e 50 funzionari: fissate le date delle prove scritte

Con due avvisi pubblicati oggi, 20 giugno 2024, l’Agenzia ha stabilito data e sede della prova scritta per l’assunzione a tempo indeterminato di 148 funzionari per la famiglia professionale “funzionario gestionale” e confermato il calendario, sempre della prova scritta, per la selezione di 50 unità per l’area dei funzionari, famiglia professionale Ict.

torna all'inizio del contenuto
Apri chat
Ti serve aiuto?
Ciao 👋
Come posso aiutarti?