Attualità

22 Marzo 2018

Comitato permanente del Catasto:l’esperienza del sistema italiano

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Comitato permanente del Catasto:
l’esperienza del sistema italiano

Conferenza e assemblea plenaria, dal titolo “Le informazioni come base per la società digitale”, organizzata dalla presidenza di turno, si è tenuta a Sofia dal 13 al 15 marzo

Franco Maggio, direttore Servizi catastali, cartografici e di Pubblicità immobil

Il Comitato permanente del Catasto nell’Unione europea (Permanent Committee on Cadastre in the European Union) è l’organismo che riunisce le istituzioni responsabili del catasto in ambito comunitario. Missione del PCC non è solo tenere in contatto i vari Catasti per la condivisione delle reciproche attività e il miglioramento delle stesse attraverso la comparazione dei diversi sistemi, ma anche individuare nuove strategie conformi alle politiche europee in materia catastale.
Secondo lo statuto, la presidenza del PCC spetta all’ente responsabile della gestione del catasto nel Paese presidente di turno dell’Unione europea, per tutto il semestre di durata della carica.
Poiché il turno di presidenza Ue in corso (1° gennaio – 30 giugno) è assegnato alla Bulgaria, l’Agenzia bulgara per la Geodesia, la cartografia e il catasto è l’attuale presidente del PCC.
 
La presidenza Ue bulgara intende concentrarsi su quattro temi chiave: il futuro dell’Europa e i giovani, i Balcani occidentali, la sicurezza e la stabilità, l’economia digitale.
Ed è soprattutto all’ultimo di questi temi che si è ispirata la conferenza e assemblea plenaria del PCC dal titolo “Le informazioni come base per la società digitale” che si è tenuta a Sofia dal 13 al 15 marzo scorsi.
 
La conferenza – che si è aperta con il benvenuto del ministro bulgaro dello Sviluppo regionale e dei lavori pubblici, insieme al direttore esecutivo dell’Agenzia per la Geodesia, la cartografia e il catasto – ha rivolto la massima attenzione al dato spaziale e alle sue caratteristiche peculiari: la qualità delle sue fonti e la sicurezza delle stesse, con riferimento alla riservatezza, alla protezione e all’integrità dell’informazione, avuto riguardo anche ai suoi riflessi sui servizi erogati.
Gli argomenti su cui si sono confrontati i relatori provenienti dai diversi paesi Ue sono stati la raccolta, l’archiviazione, l’elaborazione e l’utilizzo dei dati geo-spaziali: è questa la sfida del momento per le amministrazioni pubbliche impegnate a soddisfare le esigenze di interesse collettivo e a dare attuazione ai compiti a esse imposti dalla normativa europea.
 
Come ha sempre fatto, sin dal 2002, anno di istituzione del Comitato permanente del Catasto nell’Unione europea, l’Agenzia delle entrate ha partecipato anche alla conferenza di Sofia, dove è stata rappresentata dal direttore centrale Servizi catastali, cartografici e di Pubblicità immobiliare, Franco Maggio, che ha esposto la sua relazione sul tema “Esperienze sulla Interoperabilità nel sistema catastale italiano”.
Con la sua relazione il direttore Maggio ha rappresentato gli ambiti – differenti tra loro per tecnologie utilizzate nonché, conseguentemente, per potenzialità e destinatari dei risultati – in cui la nostra Agenzia si è impegnata negli ultimi anni per una condivisione sicura e affidabile delle informazioni con le altre amministrazioni.
 
Il Sistema integrato del territorio
Dopo una breve presentazione della struttura del Catasto terreni e fabbricati in Italia, Maggio si è soffermato sulla esposizione del Sit – Sistema integrato del territorio.
Il Sit, evoluzione dell’attuale sistema cartografico catastale, rientra in un progetto più ampio per l’implementazione dell’Anagrafe immobiliare integrata (AII) in cui i dati, storicamente gestiti da diversi soggetti, sono integrati in un unico sistema.
Come risultato, l’intero patrimonio informativo immobiliare dell’Agenzia delle entrate sarà unificato in un sistema nazionale i cui elementi si integrano e sono in grado di “dialogare” tra loro.
L’utilità del Sit – ha precisato il direttore – va oltre i limiti del dominio catastale in quanto, oltre a consentire la navigazione e la ricerca di tutte le informazioni geo-referenziate gestite dall’Agenzia, permette l’integrazione di questi con altri dati, esterni al suo dominio.
 
Il dialogo tra le diverse banche dati consente, dunque, di effettuare una ricerca, non solo partendo dai dati gestiti dall’Agenzia, ma anche utilizzando “chiavi” diverse. Ma, soprattutto, di ottenere un risultato che fornisce informazioni dettagliate sull’immobile, in parte provenienti anche da database esterni. Nel risultato della ricerca, infatti, alla gamma completa dei dati forniti dal Catasto si aggiungono le immagini satellitari della zona in cui è ubicato l’immobile, una vista dello stesso a livello del piano stradale e una pianta del quartiere.
Naturalmente – tornando al leit motiv della conferenza – perché la ricerca sia veramente efficace è fondamentale che la qualità e le fonti dei diversi dati siano verificati e attendibili.
In un’ottica di ampliamento della visione e dell’utilizzo ad ampio raggio dei dati gestiti dai diversi sistemi, il direttore ha quindi proseguito la sua relazione esponendo le principali forme di condivisione di informazioni tra l’Agenzia, i comuni e le altre amministrazioni pubbliche.
 
Il portale per i Comuni
In particolare, Franco Maggio ha descritto la genesi, gli scopi e le funzionalità del portale per i Comuni, che dal 2006 consente la fruizione dei dati catastali da parte di comuni e comunità montane utilizzando una normale connessione internet.
Dalla sua attivazione, nel corso degli anni, ai servizi iniziali se ne sono aggiunti altri, che permettono ai comuni una fruizione sempre più semplice e immediata delle informazioni messe a disposizione dall’Agenzia.
 
Il Sistema di scambio automatico di dati
Nell’ambito delle attività che rientrano nella cooperazione operativa e nell’amministrazione digitale – ha proseguito il direttore – l’Agenzia ha consentito ad altre Amministrazioni pubbliche l’utilizzo dei propri dati. Questi sono forniti attraverso il “sistema di scambio automatico di dati” dell’Agenzia, in conformità con le disposizioni che disciplinano il Sistema pubblico di connettività e cooperazione (SPC).
A differenza del portale per i Comuni, il sistema di scambio automatico di dati soddisfa le esigenze di quelle Amministrazioni locali che, dotate di sistemi informatici più avanzati, sono interessate a un processo di scambio automatico di dati.
 
L’Archivio nazionale degli stradari e dei numeri civici
Nel corso del 2010, l’Agenzia e l’Istat hanno stipulato una convenzione per la costituzione dell’Archivio nazionale degli stradari e dei numeri civici (ANSC).
L’impianto dell’ANSC, che contiene gli stradari di tutti i comuni d’Italia, è stato inizialmente realizzato sulla base dei toponimi contenuti negli indirizzi delle unità immobiliari presenti nella banca dati catastale. Questi dati sono stati integrati con quelli forniti dall’Istat e dai comuni.
In particolare, durante questa operazione di collegamento delle informazioni, i 7.585 comuni con popolazione inferiore ai 20mila abitanti hanno fornito i dati all’Agenzia e all’Istat, mentre i 509 capoluoghi (o con popolazione superiore ai 20mila abitanti) le hanno fornite all’Istat.
È così che oggi i comuni, compresi quelli tecnologicamente meno evoluti, dispongono di un proprio archivio degli stradari informatizzato e certificato.
 
L’Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane
L’Archivio nazionale degli stradari e numeri civici rappresenta a sua volta la base di partenza per la realizzazione del più ampio e articolato Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane (ANNCSU): un riferimento per le pubbliche amministrazioni, per i cittadini e per le imprese, caratterizzato da un elevato grado di integrazione con altre banche dati di interesse nazionale, tra cui quella catastale e l’Anagrafe tributaria.
A conferma dell’attendibilità dei dati scambiati nelle attività di cooperazione tra diverse amministrazioni, il direttore Maggio ha fatto presente che la stessa Agenzia, ormai da diversi anni, utilizza i dati dell’ANSC e dell’ANNCSU per la bonifica dei toponimi contenuti negli indirizzi catastali, nonché le informazioni certificate dai comuni per la verifica e l’eventuale correzione dei numeri civici referenziati nella propria banca dati.
 
Il web map service
L’intervento si è concluso, quindi, con l’esposizione dell’impatto che le moderne tecnologie stanno avendo anche sulla cartografia italiana.
Il direttore ha citato, inoltre, il provvedimento con cui, nel novembre 2017, il direttore dell’Agenzia ha dato attuazione a ulteriori previsioni del Dlgs 32/2010, concernente l’istituzione di un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Ue (INSPIRE).
 
Il nuovo servizio consente la visualizzazione dinamica (navigazione) e la visione integrata delle mappe catastali redatte ed aggiornate dall’Agenzia con quelle di altre amministrazioni come, ad esempio, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e le Regioni. Si tratta infatti di mappe catastali a cui vengono sovrapposte le altre immagini, utilizzando  software molto sofisticati.
Notevole l’utilità di questi processi di integrazione dei diversi dati, che permettono tra l’altro all’Agenzia di combattere l’evasione fiscale e le irregolarità tecnico/amministrative nel settore immobiliare, ma anche di fornire un supporto per affrontare le emergenze di natura geologica, come è avvenuto in occasione del sisma che ha colpito l’Italia centrale nel 2016, quando la Protezione Civile ha utilizzato la cartografia catastale, oltre che per il primo intervento, anche per la rappresentazione tematica dei danni.
 
La chiusura dei lavori
La conferenza plenaria del CCP si è chiusa con la presentazione del direttore del BEV – Bundesamt für Eich- und Vermessungswesen, l’amministrazione austriaca che ne assumerà la presidenza durante il secondo semestre del 2018.
 

Bruno Frugis

pubblicato Giovedì 22 Marzo 2018

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