Attualità

27 Novembre 2017

Split payment società controllate:elenchi aggiornati al 21 novembre

Attualità

Split payment società controllate:
elenchi aggiornati al 21 novembre

Le liste non tengono conto dell’ulteriore estensione del meccanismo della scissione di pagamenti prevista dal decreto-legge 148/2017, in corso di conversione in Parlamento

Split payment società controllate:|elenchi aggiornati al 21 novembre
Aggiornati gli elenchi delle società controllate dalla pubblica amministrazione assoggettate alla disciplina  dello split payment.

Nell’apposita sezione del sito del dipartimento delle Finanze, contenente il “catalogo”, valido per il 2018, dei soggetti (diversi dalle amministrazioni pubbliche) tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti (articolo 17-ter, comma 1-bis, Dpr 633/1972) sono stati aggiornati al 21 novembre 2017 i seguenti tre elenchi:
 

  • società controllate di diritto, direttamente o indirettamente, dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai Ministeri
  • società controllate di fatto, direttamente o indirettamente, dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai Ministeri
  • società controllate di diritto, direttamente o indirettamente, dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni, Unioni di comuni. 

Resta invece aggiornato al 31 ottobre 2017 l’elenco delle società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.
 
Gli elenchi possono essere consultati direttamente sul sito del dipartimento, mentre la ricerca delle società  può essere effettuata attraverso il codice fiscale.
Le società interessate (escluse quelle quotate nell’indice Ftse Mib) possono segnalare eventuali mancate o errate inclusioni attraverso l’apposito modulo di richiesta (allegando la necessaria documentazione di supporto). Sono prese in considerazione solo le richieste di inclusione ed esclusione inviate mediante questo modulo. In ogni caso,  è obbligatorio allegare la visura camerale della società. Esaminata la richiesta, il dipartimento delle Finanze procede all’eventuale aggiornamento degli elenchi.
 
Come specificato sul sito del dipartimento, gli elenchi non tengono conto dell’ulteriore estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla pubblica amministrazione prevista dal Dl 148/2017, attualmente in corso di conversione in Parlamento.  
 
Infine, si ricorda che per le amministrazioni pubbliche tenute all’applicazione dello split payment (articolo 17-ter, comma 1, Dpr 633/1972) occorre fare riferimento all’elenco Ipa pubblicato sul sito www.indicepa.gov.it

pubblicato Lunedì 27 Novembre 2017

Condividi su:
Split payment società controllate:elenchi aggiornati al 21 novembre

Ultimi articoli

Attualità 30 Gennaio 2023

Tempi stretti per le spese sanitarie del secondo semestre 2022

Strutture e operatori sanitari, medici, farmacie e veterinari non possono più rimandare.

Normativa e prassi 27 Gennaio 2023

“Tregua fiscale”, l’Agenzia delinea il perimetro applicativo

Dopo la circolare n. 1/2023 con la quale l’Agenzia delle entrate ha fornito i primi chiarimenti relativi alla definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni (vedi articolo “Definizione degli avvisi bonari, tutte le novità sulla misura di favore”), con la circolare n.

Normativa e prassi 27 Gennaio 2023

Versione finale per il 770/2023 e specifiche tecniche per l’Iva

Con due distinti provvedimenti del 27 gennaio 2023, siglati dal direttore dell’Agenzia, sono approvati, in via definitiva, il modello 770, che i sostituti d’imposta dovranno utilizzare per comunicare i dati relativi alle ritenute operate nel 2022, e le specifiche tecniche, che consentiranno l’invio delle dichiarazioni Iva e Iva base, già approvate lo scorso 13 gennaio (vedi articolo “Modelli Iva e Iva base 2023: on line insieme alle istruzioni”).

Normativa e prassi 27 Gennaio 2023

Pensione di invalidità australiana a italiano: è esentasse ovunque

La “Disability support pension” erogata dall’amministrazione australiana a un contribuente in possesso sia della doppia cittadinanza sia della doppia residenza italiana e australiana, vista la natura assistenziale dell’emolumento, non è imponibile nel Paese d’oltreoceano e nemmeno in Italia.

torna all'inizio del contenuto