2 Gennaio 2026
L’Anncsu dalla nascita a oggi: focus sull’Archivio degli “indirizzi”
La banca dati, realizzata da Agenzia delle entrate e Istat, raccoglie i numeri civici delle strade urbane italiane ed è dinamicamente aggiornata dai Comuni
Nell’ultimo numero di Territorio Italia, la storica rivista scientifica dell’Agenzia delle entrate sui temi del governo del territorio, catasto e mercato immobiliare, l’articolo di Paolo Benetton, Alessandro La Rosa e Omar Cellini Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU) offre una vista a 360 gradi sull’Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane, una delle banche dati “ad elevato valore” nazionale, realizzata da Agenzia delle entrate e Istat, in accordo con l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e in collaborazione con i Comuni, titolari degli indirizzi. Gli autori ripercorrono la storia dell’Archivio, dalla sua costituzione ad oggi, con un focus sugli obiettivi e le potenzialità, offrendo spunti di riflessione e idee per sviluppi futuri.
Un archivio unico nazionale con indirizzi e numeri civici “certificati”
L’Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane (Anncsu) è un archivio informatizzato, codificato e dinamicamente aggiornato dai Comuni, titolari del dato onomastico in base al Regolamento anagrafico, e conforme sia alla normativa nazionale sia alla direttiva europea Inspire in materia di indirizzi. Realizzato dall’Istat e dall’Agenzia delle entrate in attuazione del Decreto-legge n. 179/2012 e del relativo Dpcm, l’Archivio raccoglie, per ciascun Comune, l’elenco delle aree di circolazione e dei numeri civici, comprensivi delle coordinate geografiche ove disponibili.
Come spiegano gli autori, obiettivo dell’Anncsu è quello di creare una base dati centrale di riferimento per gli stradari e gli indirizzari comunali, realizzati in forma standardizzata, finalizzata all’inequivocabile identificazione degli indirizzi, che possa essere fruibile in modo semplice da pubbliche amministrazioni, cittadini, imprese. “L’Anncsu – proseguono gli autori – può essere anche considerato come un “Dizionario degli indirizzi” in quanto, proprio come un dizionario, contiene tutti gli elementi esistenti, indica il corretto modo di rappresentarli e viene aggiornato nel tempo”.
L’Anncsu rappresenta oggi la banca dati di riferimento a livello nazionale per stradari e indirizzari comunali: una base dati centrale e uniforme, dove il dato degli indirizzi è “certificato” dai Comuni, a beneficio delle pubbliche amministrazioni, dei cittadini e di tutti gli attori interessati.
Dopo un lungo iter costitutivo, nel 2022 è stata avviata la fase di conferimento dei dati nell’Archivio informatico da parte dei Comuni. Ad oggi, la quasi totalità dei Comuni italiani ha completato l’inserimento dei dati. Dalla data di attivazione, l’Anncsu assume valore di riferimento nazionale e i Comuni sono tenuti a utilizzare esclusivamente i dati in esso contenuti per le attività di propria competenza.
Attori, contenuti e servizi disponibili
Sono tre, dunque, i principali attori dell’Anncsu: l’Istat, l’Agenzia delle entrate e i Comuni, che, con ruoli e compiti diversi, contribuiscono alla definizione delle regole di standardizzazione del dato e alla sua valorizzazione, alla gestione dell’infrastruttura, all’inserimento e all’aggiornamento del dato. I contenuti e i servizi dell’Archivio sono definiti in maniera congiunta da Istat e Agenzia delle entrate, sentita l’Anci, nell’ambito di un Tavolo tecnico permanente. In particolare, l’Agenzia e l’Istat curano i contenuti, i criteri di aggiornamento dell’Anncsu e i relativi servizi. Questi ultimi sono disponibili sul sito www.anncsu.gov.it, differenziati a seconda del tipo di soggetto: in primo luogo i servizi per i Comuni, e in particolare per i responsabili della toponomastica, poi per i gestori dei servizi postali, per le pubbliche amministrazioni o altri soggetti. Fino ad arrivare alla consultazione dell’Archivio, ad accesso libero, per tutti i tipi di utente: consente di verificare in maniera puntuale gli indirizzi e di visualizzarne il posizionamento su una mappa, se il Comune ha fornito anche le coordinate geografiche.
Analisi e prospettive future
Il progetto, tuttavia, non si conclude con il completamento dell’attività di conferimento dei dati e delle informazioni nell’Archivio. Sono ancora tante le sfide da affrontare per poter sviluppare appieno le sue potenzialità, a partire dal miglioramento della qualità dei dati.
Secondo gli autori, la qualità di un archivio di indirizzi come l’Anncsu può essere valutata attraverso una serie di indicatori diretti o indiretti che riflettono l’accuratezza, la completezza e l’aggiornamento delle informazioni in esso contenute. Dall’analisi dei dati, infatti, emergono differenze da Comune a Comune, a seconda del tipo di rilevazione effettuata: per esempio, la qualità del dato sarà più elevata nel caso del Comune che avrà rilevato in sopralluogo la numerazione civica, attribuendo il numero civico e le relative coordinate geospaziali. Vengono, quindi, suggerite alcune azioni da mettere in campo, anche con la collaborazione di altri attori e istituzioni, per poter diminuire il tasso di errore e il disallineamento dei dati.
Lo sguardo degli autori spazia oltre, e guarda alle altre sfide future: dalla diffusione della georeferenziazione dei numeri civici al costante aggiornamento dell’Archivio, fino all’integrazione con altre banche dati di rilievo nazionale, come l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr).
Merita un approfondimento anche l’impatto concreto che un archivio pubblico di dati di qualità come l’Anncsu potrebbe avere sulla vita delle persone. Il perfezionamento della qualità dei dati presenti in Anncsu, con la completa e corretta individuazione di tutti gli accessi, dei relativi numeri civici e delle loro coordinate, si tradurrebbe, nei fatti, in una serie di benefici con effetti evidenti sulla qualità della vita delle persone e dei servizi erogati ai cittadini: dal miglioramento della sicurezza e della gestione delle emergenze – si pensi alla prontezza di risposta dei servizi di emergenza in caso di localizzazione degli indirizzi, con una riduzione dei tempi di intervento – all’incremento dell’efficienza nella gestione dei servizi pubblici, come la raccolta dei rifiuti, la distribuzione di elettricità, acqua, gas e fibra ottica, la pianificazione del trasporto pubblico, incluse le reti di mobilità sostenibile; dallo sviluppo urbanistico alla pianificazione delle infrastrutture, fino allo sviluppo e gestione delle Smart Cities.
In questo percorso, scrivono gli autori, un ruolo chiave può essere svolto dall’attivazione dei servizi in open data previsti dal Regolamento di esecuzione Ue 2023/138, che include anche gli indirizzi tra le serie di dati di elevato valore per i benefici attesi su società, economia e ambiente e, in generale, tutte le attività che riguardano il controllo del territorio.
Continua
Il primo approfondimento è stato pubblicato lunedì 22 dicembre
Il secondo approfondimento è stato pubblicato mercoledì 24 dicembre
Il terzo approfondimento è stato pubblicato lunedì 29 dicembre
Il quarto approfondimento è stato pubblicato mercoledì 31 dicembre
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