4 Marzo 2021
Agenti immobiliari: meno cupe le prospettive del mercato residenziale
A fine 2020 il numero di agenzie immobiliari che hanno venduto almeno un’abitazione è continuato a crescere, riagganciando i livelli del 2019. La maggior parte degli agenti conferma una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto alla precedente rilevazione, anche se un terzo segnala quotazioni in diminuzione. Molti di loro si aspettano, però, ancora effetti negativi causati dalla pandemia da Covid-19 sulla domanda di abitazioni e sui prezzi di vendita e per poco meno di un terzo del campione tali effetti si protrarrebbero fino alla metà del 2022.
È questo lo scenario che emerge dal nuovo Sondaggio congiunturale del mercato delle abitazioni condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate. Ma vediamo la situazione nel dettaglio.
8 agenti su 10 hanno venduto almeno un immobile
La rilevazione è stata condotta dal 13 gennaio al 10 febbraio 2021 e ha interessato 1.269 agenti immobiliari, a cui è stato chiesto di fare delle valutazioni sull’andamento del mercato immobiliare nel quarto trimestre del 2020, sia per quanto riguarda le compravendite di immobili residenziali, sia per il mercato degli affitti.
La buona notizia è che la quota di agenti immobiliari che hanno dichiarato di aver concluso almeno una transazione è risalita, tornando ai livelli precedenti l’epidemia: nel periodo ottobre-dicembre 2020 l’82,1% del campione ha, infatti, messo a segno almeno una vendita immobiliare, una percentuale più o meno simile a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (84,4%) e decisamente migliore rispetto al 69,9% rilevato nel secondo trimestre 2020.
Prezzi stabili, mutui in aumento
Sul fronte prezzi, gli operatori confermano una sostanziale stabilità. Lo sconto medio rispetto alle richieste iniziali dei venditori è lievemente aumentato, passando dal 10,9% del trimestre precedente all’11,3%, mentre i tempi di vendita medi necessari per concludere la vendita sono rimasti sostanzialmente stabili (7,5 mesi). In aumento anche il numero di compravendite finanziate con mutuo ipotecario, che salgono dal 71,5% al 73,8%, con il prestito che copre il 76,7% del valore dell’immobile. Non a caso, è scesa anche la percentuale di agenzie che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte degli acquirenti, dal 27,6% al 25,8 per cento.
L’identikit delle case vendute dopo lo scoppio della pandemia
Anche questa nuova rilevazione conferma l’aumento della dimensione media delle abitazioni oggetto di compravendita a seguito della pandemia: il 56,4% delle case intermediate ha una metratura compresa fra 80 e 140 mq (era il 51,5% a fine 2019), mentre il 37,8% è inferiore agli 80 mq (in calo rispetto al 44,3% di fine 2019).
La maggior parte delle abitazioni al momento del compromesso si trovava in condizioni “abitabili” ma parzialmente da ristrutturare (74,6%, contro il 18,2% di quelle nuove o in ottimo stato). La classe energetica rilevata è stata in genere bassa, ma in lieve miglioramento rispetto a un anno prima.
Per quanto riguarda il motivo dell’acquisto, il 46,2% dei potenziali acquirenti intendeva acquistare una prima casa di proprietà per sé o per i propri familiari, il 32,9% perché voleva cambiare abitazione, il 15,8% per fare un investimento.
Gli affitti
In leggera diminuzione la percentuale di agenti che ha dichiarato di aver locato almeno un immobile, il 79,1% rispetto all’80,2% del trimestre precedente, ma resta comunque oltre 10 punti percentuali al di sopra dei livelli registrati nella prima metà del 2020. Anche in questo caso è cresciuto il margine medio di sconto praticato rispetto alle richieste iniziali del locatore, portandosi al 4,8 per cento.
Le prospettive per il futuro del mattone
Dopo il forte peggioramento registrato nella scorsa rilevazione, le attese degli operatori sul proprio mercato di riferimento sono notevolmente migliorate, pur restando improntate al pessimismo: il 26,3% si aspetta un inizio 2021 sfavorevole, mentre solo il 9,4% vede un trimestre più roseo. Decisamente migliori, invece, le aspettative per i prossimi 2 anni per l’intero mercato nazionale.
Martedì i dati estratti dai rogiti
Intanto saranno a breve resi disponibili i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate sulle compravendite realizzate nell’ultimo trimestre del 2020 così come risultano dalle note di trascrizione degli atti di compravendita registrati presso gli uffici di pubblicità immobiliare dell’Agenzia, incrociate con le informazioni tratte dagli archivi del catasto edilizio urbano. La pubblicazione è, infatti, prevista per martedì 9 marzo.
Ultimi articoli
Normativa e prassi 11 Settembre 2026
Fusione tra Ets e società semplice: sì alle indirette fisse, e niente Iva
Quando il patrimonio trasferito non confluisce nell’attività commerciale dell’Ente del Terzo settore, l’operazione può beneficiare di un regime fiscale particolarmente favorevole Via libera all’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa per la fusione per incorporazione tra una società semplice agricola e una Fondazione iscritta al Runts.
Dati e statistiche 11 Settembre 2026
Osservatorio delle partite Iva: positivo il secondo trimestre 2026
Protagoniste principali delle nuove aperture sono le persone fisiche, ma crescono anche le società di capitali, oltre la metà degli avviamenti riguarda contribuenti under 35 Sono state 124.
Normativa e prassi 10 Settembre 2026
Redditi da strumenti finanziari digitali, inapplicabile il regime fiscale speciale
In assenza di un’espressa previsione normativa, il gestore del registro per la circolazione digitale non è equiparabile all’intermediario tradizionale e non può operare come banca di primo livello Il responsabile del registro per la circolazione digitale non rientra fra i soggetti abilitati a raccogliere le autocertificazioni degli investitori non residenti e a effettuare le comunicazioni al sistema di interscambio, né è legittimato a presentare il modello 118/Imp.
Normativa e prassi 10 Settembre 2026
In GU il bonus per carburanti agricoli: domanda all’Agea entro fine mese
Il credito d’imposta spetta per l’acquisto di gasolio e benzina per l’esercizio delle attività agricole, compreso il riscaldamento di serre destinate alla coltivazione Le modalità per richiedere il contributo per chi ha acquistato carburanti agricoli, concesso sotto forma di credito d’imposta, sono contenute nel Decreto 24 luglio 2026, pubblicato ieri in Gazzetta ed emesso dal ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste di concerto con il ministro dell’Economia e finanze.