11 Febbraio 2021
Osservatorio sulle partite Iva: online dati parziali e totali
Con due distinti comunicati di oggi, 11 febbraio 2021, il ministero dell’Economia e delle Finanze raccoglie e rende noti i dati delle partite Iva relativi al quarto trimestre 2020 e a tutto l’anno 2020. In particolare, nel corso dello scorso sono state aperte circa 464.700 nuove partite Iva, registrando una consistente diminuzione (-14,8%) in confronto all’anno precedente per effetto dell’emergenza sanitaria in corso.
Inoltre, diversamente dalle precedenti pubblicazioni, considerato l’anno eccezionale appena trascorso, il ministero menziona anche i dati delle chiusure di partita Iva, normalmente non esaminati perché non significativi da un punto di vista economico. Nel periodo gennaio-dicembre 2020 risultano 320.435 chiusure, rispetto alle 427.623 riscontrate nel corso del 2019. Pertanto, il dato del 2020, contrariamente all’atteso incremento delle chiusure per effetto della crisi economica innescata dalla situazione sanitaria, mostra invece il 25% di chiusure in meno rispetto al 2019. In ogni caso, l’interpretazione dei dati sulle chiusure va effettuata con cautela perché, spiega il Mef, alcuni contribuenti potrebbero comunicare tardivamente l’avvenuta cessazione di attività nel 2020, il dato del 2019 potrebbe comprendere alcune cessazioni d’ufficio operate dall’Agenzia delle entrate per non-operatività, spesso il contribuente non ottempera all’obbligo di chiusura della partita Iva al momento della cessazione dell’attività.
Il Mef evidenzia, inoltre, il forte aumento di partite Iva avviate da soggetti non residenti (+42,9%), connesso alla crescita del settore delle vendite online, che presentava trend in aumento anche nel 2019.
Vediamo le percentuali nel dettaglio.
Quarto trimestre 2020
Sono state aperte 102.373 nuove partite Iva, che fanno registrare una flessione (-6,1%) in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente.
La distribuzione per natura giuridica mostra che il 64,5% delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 26% da società di capitali, il 4,1% da società di persone. Riguardo alla quota dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” si registra il 5,5% del totale delle nuove aperture. Cali generali per tutte le principali forme giuridiche rispetto al quarto trimestre del 2019: dal -6,9% delle persone fisiche al -14,1% delle società di persone.
Dal punto di vista della ripartizione territoriale, il 44,8% delle nuove aperture è localizzato al Nord, circa il 21% al Centro e il 33,4% al Sud e Isole. Anche in questo caso si registrano flessioni in quasi tutti i territori in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente e, in particolare, in Puglia (-21,2%) e Marche (-18,8%). In spiccata controtendenza il Veneto (+26,5%) e in lievissimo aumento la Sicilia (+0,2%).
In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio batte tutti per avvio di partite Iva con il 23,5% del totale, seguito dalle attività professionali (12,9%) e dall’agricoltura (11,1%). Gli effetti dell’emergenza sanitaria, rispetto al quarto trimestre del 2019, sono stati significativi per l’andamento degli avviamenti nei vari settori economici sia in senso negativo – alloggio e ristorazione (-44,1%), attività di intrattenimento (-37,7%) e servizi vari (-31,2%) – sia in positivo – sanità (+73,4%), attività finanziarie (+14,4%) e servizi di comunicazione (+6%).
Riguardo le persone fisiche, la ripartizione di genere mostra una sostanziale stabilità (maschi circa al 63%). Inoltre, il 48,3% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 30% da soggetti tra i 36 e i 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo del 2019, solo la classe più giovane segna un incremento di aperture, +5,8%, mentre le altre registrano consistenti flessioni, -23,9% la più anziana.
In relazione al Paese di nascita degli avvianti, il Mef evidenzia che il 19,2% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.
Nel periodo oggetto di osservazione 39.420 soggetti hanno aderito al regime forfetario, ossia il 38,5% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Anno 2020
Riguardo la natura giuridica, il 72,2% delle partite Iva è stato aperto da persone fisiche, il 21% da società di capitali e solo il 3,4% da società di persone. Si registra una flessione generalizzata di avviamenti rispetto al 2019: dalle società di persone (-19,5%), alle società di capitali (-16,3%) fino alle persone fisiche (-15,7%). L’Osservatorio evidenzia, inoltre, il forte aumento di partite Iva avviate da soggetti non residenti (+42,9%), connesso alla crescita del settore delle vendite online che presentava trend in aumento anche nel 2019.
Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 44% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,4% al Centro e il 34,1% al Sud ed Isole. Anche in questo caso si registra un calo di avviamenti in tutte le Regioni in confronto con l’anno precedente, con in testa Marche (-19%), Liguria (-18,7%) e Toscana (-17,6%), e il più contenuto in Veneto (-5,3%).
Nella classificazione per settore produttivo il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva (circa il 20% del totale), seguito dalle attività professionali (16,3%) e dall’agricoltura (10,8%). Rispetto al 2019 fra i settori principali solo la sanità risulta in attivo: +9,5%; tutti gli altri comparti accusano consistenti flessioni di aperture: -34,1% per alloggio e ristorazione, -33,5% per attività sportive e d’intrattenimento e -24% per le manifatturiere.
Riguardo le persone fisiche, la ripartizione per sesso è stabile, con il 62,7% di aperture da parte di soggetti di sesso maschile. Il 48% delle nuove partite Iva è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 31% da soggetti nella classe 36-50 anni. Il confronto con l’anno precedente mostra un calo di aperture crescente all’aumentare dell’età degli avvianti (dal -10% della classe più giovane al -25,3%% della più anziana). La distribuzione delle nuove aperture di partite Iva sulla base del Paese di nascita evidenzia che il 17,1% degli avvianti è nato all’estero.
Lo scorso anno 215.563 soggetti hanno aderito al regime forfetario, con una flessione del 18% in confronto al 2019. Le adesioni rappresentano il 46,4% del totale delle nuove aperture di partita Iva.
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