10 Settembre 2020
Gare di appalto dall’estero: imposta di bollo con bonifico
Gli operatori economici esteri, per versare l’imposta di bollo relativa alle gare di appalto indette nel nostro Paese, in alternativa alla nomina di un rappresentante fiscale in Italia oppure all’identificazione diretta, possono effettuare il pagamento del tributo tramite bonifico bancario utilizzando il codice Iban IT07Y0100003245348008120501. È quanto chiarisce la risposta n. 332 del 10 settembre 2020
L’istante, per accorciare i tempi di approvvigionamento e in base al Codice dei contratti, che prevede, per le stazione appaltanti, l’utilizzo di procedure di gara esclusivamente telematiche, fa uso del sistema informatico di negoziazione in modalità Asp di proprietà del ministero dell’Economia e delle Finanze che, tramite la Consip spa, cura lo sviluppo e la gestione del sistema informatico di e-procurement realizzato a supporto del Programma di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi nella Pubblica amministrazione.
Come precisato nell’interpello, le domande di partecipazione alle gare di appalto sono sottoposte a imposta di bollo (articolo 3, Tariffa, parte prima, Dpr n. 642/1972). In particolare, la piattaforma Asp prevede che le istanze siano presentate in bollo e che il pagamento dell’imposta sia effettuata mediante modello F23. Si tratta di un sistema adottato, precisa il documento di prassi, anche per altre piattaforme telematiche di negoziazione disponibili per le pubbliche amministrazioni.
Nel caso specifico i dubbi nascono in riferimento ai bandi di gara riguardanti l’acquisizione di strumentazione tecnico/scientifica di particolare complessità commercializzata da soggetti economici stranieri per i quali risulta difficile, se non impossibile, osserva l’istante, pagare l’imposta di bollo tramite modello F23 come invece previsto dalla procedura telematica.
Le imprese estere, infatti, non sono in possesso del codice fiscale italiano e, quindi, hanno difficoltà a perfezionare la procedura tramite una banca straniera utilizzando il modello F23. È ragionevolmente da escludersi, inoltre, che gli operatori si attivino per acquistare una marca da bollo cartacea in Italia per poi trasferire la stampa digitale con relativa dichiarazione in modalità telematica nella piattaforma di negoziazione. Né, infine, la domanda di partecipazione alle gare è tra le ipotesi previste per effettuare il pagamento del Bollo con F24.
Ciò detto, in attesa dell’attivazione del servizio “@e.bollo”, l’istante chiede se, per il pagamento del tributo da parte dei non residenti, sia percorribile una modalità “semplificata” rispetto alle procedure tradizionali (nomina di un rappresentante fiscale in Italia, identificazione diretta dell’operatore economico nell’anagrafe tributaria) in modo da allargare la platea dei partecipanti stranieri alle gare di appalto in argomento.
L’Agenzia dopo aver effettuato il consueto inquadramento normativo utile a fornire il chiarimento richiesto, evidenzia che i contratti di appalto sono soggetti all’imposta di bollo in base all’articolo 2 del Dpr n. 642/1972 e che, secondo quanto disposto dal successivo articolo 3, il pagamento del tributo deve essere effettuato, in base alla Tariffa allegata, tramite versamento a un intermediario convenzionato con l’Agenzia delle entrate, che rilascia un contrassegno con modalità telematica, oppure in modo virtuale, mediante pagamento presso un ufficio delle entrate o altri sportelli autorizzati o con versamento in conto corrente postale.
Per quanto riguarda gli operatori non residenti che si aggiudicano un appalto in Italia, l’Agenzia delle entrate, in un’apposita sezione del suo sito, fornisce le istruzioni necessarie per assolvere correttamente il pagamento dell’imposta. In particolare, la pagina internet spiega che i contribuenti non residenti e non titolari di conti correnti presso banche convenzionate con l’Agenzia delle entrate, possono versare i tributi dovuti in Italia con bonifico in euro a favore del bilancio dello Stato oppure dei conti di tesoreria. La sezione riporta poi una tabella contenente la lista dei relativi codici Iban da utilizzare nei casi specifici.
Per quel che riguarda la vicenda trattata nell’interpello, l’Iban da inserire nel bonifico per effettuare il versamento del bollo è IT07Y0100003245348008120501, utilizzabile, in generale, per la registrazione di alcuni atti e contratti. Pertanto, il contribuente non residente (o che si trova all’estero) che deve pagare l’imposta di bollo può effettuare il versamento, in alternativa alle modalità tradizionali, tramite bonifico indicando il suddetto Iban e specificando nella causale il proprio codice fiscale o la denominazione e gli estremi dell’atto a cui si riferisce.
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