10 Luglio 2020
Istruzioni per riversare il tributo destinato alla tutela dell’ambiente
Ufficiali la misura, le modalità e i criteri per riversare a province e città metropolitane il tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente (Tefa – articolo 19, Dlgs504/1992) inglobato nella tassa relativa al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tari). Le indicazioni, anche per chi paga con F24, sono nel decreto Mef del 1° luglio, pubblicato nella GU n. 171 di ieri, 9 luglio.
Il Tefa, in sostanza, è una piccola tassa che i comuni, tramite la struttura di gestione, devono scorporare dalla Tari versata dai contribuenti con modello di pagamento unitario, con bollettino postale o altri strumenti elettronici, e devolvere a favore delle province e delle città metropolitane che la utilizzano per salvaguardare l’ambiente.
Tanto brevemente premesso, il decreto, con l’articolo 2, stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, la misura del tributo è fissata al 5% del prelievo collegato al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani stabilito da ciascun comune, salvo diversa deliberazione da parte della provincia o della città metropolitana che, per il 2020, è comunicata all’Agenzia delle entrate, mentre, per gli anni successivi, direttamente ai comuni interessati (entro il 28 febbraio di ciascun anno).
Riguardo ai pagamenti effettuati con F24, dal 2021 in poi, il Tefa, gli interessi e le sanzioni andranno versati direttamente dai contribuenti, secondo gli importi indicati dai comuni, utilizzando gli appositi codici tributo che saranno istituiti con risoluzione dell’Agenzia delle entrate.
Se invece i versamenti sono effettuati tramite bollettino di conto corrente postale o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici messi a disposizione dagli enti impositori, per assicurare il sollecito e corretto riversamento del Tefa, le province e le città metropolitane dovranno rispettare il termine del 28 febbraio dell’anno di riferimento per comunicare la misura del tributo adottata, ai comuni competenti per territorio. E, così, dal 2021 saranno gli stessi contribuenti a versare direttamente a province e città metropolitane il tributo, gli interessi e le sanzioni, secondo gli importi indicati dai comuni “informati della misura adottata” nel bollettino (o negli altri strumenti di pagamento).
Infine, il decreto ricorda che il Tefa non si applica in Valle d’Aosta e nelle province autonome di Treno e Bolzano.
Ultimi articoli
Attualità 24 Aprile 2026
Modello Iva 2026, invio entro il 30 aprile
Scadenza in arrivo per i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, artistiche o professionali, tenuti a presentare la dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2025 Ancora qualche giorno, fino a giovedì 30 aprile, per inviare il modello Iva 2026, anno d’imposta 2025.
Dati e statistiche 24 Aprile 2026
Dichiarazioni Irpef e Iva 2025, online le statistiche del Mef
Il 58,9% delle persone fisiche ha utilizzato il modello 730 (+3,1% rispetto al 2023), mentre il numero di coloro che hanno utilizzato il modello Redditi si è ridotto (-2,8% rispetto al 2023) Nel 2024 i contribuenti Irpef sono stati oltre 42,8 milioni, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.
Normativa e prassi 23 Aprile 2026
Irap 2026: ok alle specifiche tecniche per inviare i dati agli enti locali
La trasmissione delle informazioni è effettuata dall’Agenzia delle entrate verso la regione o la provincia autonoma competente, in base al domicilio fiscale del contribuente soggetto passivo Definite, con il provvedimento del 23 aprile 2026, le specifiche tecniche per la trasmissione alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano dei dati contenuti nella dichiarazione Irap 2026.
Attualità 22 Aprile 2026
Servizi estimativi e dell’Omi: il punto su stato dell’arte e futuro
Nel 2025, le consultazioni delle quotazioni immobiliari sono state circa 9,1 milioni sul sito dell’Agenzia e 440mila tramite app, per i servizi estimativi sono stati offerti 13.