10 Settembre 2026
Compravendite non residenziali, uffici e depositi guidano la crescita
La vivacità del comparto commerciale, in particolare dei negozi, e la ripresa del settore produttivo compensano il rallentamento degli uffici e la flessione degli immobili agricoli
Nel secondo trimestre del 2026 il mercato immobiliare non residenziale conferma una dinamica moderatamente positiva. Le compravendite superano le 66mila unità, in aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenute dalla crescita del comparto terziario-commerciale e del segmento produttivo. In controtendenza, invece, il settore agricolo che interrompe la fase espansiva osservata nei trimestri precedenti, registrando una flessione superiore all’8 per cento.
È quanto emerge dalle Statistiche trimestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare, il report dedicato all’analisi del mercato non residenziale, che approfondisce l’andamento di uffici, negozi e capannoni nelle diverse aree del paese e nelle principali città italiane, da oggi online sul sito delle Entrate.
Il segmento terziario-commerciale continua a rappresentare il motore del mercato, concentrando oltre il 60% degli scambi complessivi. Le compravendite aumentano del 4,7%, grazie soprattutto all’espansione dei negozi e dei depositi commerciali, entrambi in rialzo di oltre il 5 per cento. Si mantiene positivo anche l’andamento delle altre tipologie del comparto, mentre il mercato degli uffici evidenzia una debole contrazione dei volumi. Nelle principali città italiane emergono segnali contrastanti: da un lato, il mercato dei negozi conferma una fase favorevole, dall’altro, gli uffici mostrano una debolezza diffusa, particolarmente evidente nei centri urbani di Roma e Milano, in calo rispettivamente del 18 e del 24% circa.
Variazioni tendenziali di uffici e negozi dal I trimestre 2025
Su scala nazionale, gli scambi di uffici mostrano una lieve diminuzione (-0,6%) rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente. L’analisi territoriale evidenzia una crescita moderata al Nord Ovest (+3,1%) e una sostanziale stabilità al Nord Est e nelle Isole, mentre il Centro e il Sud subiscono una riduzione del Ntn. In aumento, invece, le superfici delle unità compravendute, quasi il 2% in più su base tendenziale, in particolare al Sud, dove la variazione supera il 19 per cento.
Nel secondo trimestre dell’anno il mercato dei negozi supera le 12mila compravendite, segnando una crescita del 5,7% su base annua. La ripresa interessa l’intero territorio nazionale, risultando più intensa nei comuni non capoluogo, dove gli scambi salgono di oltre il 7 per cento. In aumento anche le superfici scambiate, +7,7%, con la sola area del Centro in lieve controtendenza. Anche nei principali mercati urbani prevalgono i segnali favorevoli: Milano conferma il proprio dinamismo, mentre Genova, Palermo e Bologna registrano le performance più brillanti. Seppur contenute, registrano variazioni al ribasso le città di Roma, Torino e Napoli. Complessivamente, il settore dei negozi mostra un incremento sia dei volumi sia delle superfici trasferite.
Dopo la flessione osservata nel primo trimestre dell’anno, il mercato dei capannoni torna a crescere. Le compravendite aumentano del 2,8%, raggiungendo quasi 4.300 unità scambiate, circa l’86% delle quali realizzate nei comuni non capoluogo. Il Nord Ovest traina l’intero mercato, con una crescita superiore al 10%, seguito dal Sud, in rialzo del 6%, mentre risultano in calo le altre aree del paese. Nelle dodici province con la maggiore presenza di immobili produttivi, si rileva un quadro prevalentemente positivo: gli scambi aumentano in nove dei dodici territori analizzati, con gli incrementi più significativi a Treviso, Padova, Bari, Bergamo e Torino. In forte contrazione gli scambi a Modena.
Nel complesso, il secondo trimestre del 2026 racconta un mercato non residenziale ancora orientato alla crescita, seppure con intensità differenti tra i vari segmenti. La vivacità del comparto commerciale, in particolare dei negozi, e la ripresa del settore produttivo compensano il rallentamento degli uffici e la flessione degli immobili agricoli. Anche nelle grandi città emergono differenze significative tra i diversi segmenti: mentre il mercato degli uffici evidenzia andamenti molto eterogenei, con forti cali in alcuni dei principali centri e crescite sostenute in altri, i negozi mostrano una dinamica più uniforme e diffusamente positiva, quadro che caratterizza anche il settore produttivo, dove la maggior parte dei principali mercati provinciali registra incrementi delle compravendite.
Sul report Omi relativo al II trimestre 2026 sono disponibili anche i seguenti approfondimenti:
Flessione negli scambi di terreni, il report del secondo trimestre 2026
Mercato delle abitazioni 2026: crescono gli affitti e le nuove case
Fonte: FiscoOggi
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