4 Dicembre 2025
Vendite immobili non residenziali: in crescita nel III trimestre 2025
Dall’osservazione dell’Omi risulta una solida espansione del mercato non residenziale, che coinvolge tutti i comparti: terziario-commerciale e agricolo in forte aumento, produttivo in ripresa
Il mercato degli immobili non residenziali conferma la fase espansiva che sta caratterizzando il 2025. Nel III trimestre dell’anno, infatti, le compravendite crescono del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, superando quota 56 mila unità. È quanto emerge dalle statistiche trimestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare, il report dedicato al mercato non residenziale, da oggi disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate, che approfondisce, per area geografica e grandi città, l’andamento di uffici, negozi e capannoni.
La crescita interessa tutti i comparti, seppure con intensità diverse. A trainare il mercato è soprattutto il settore terziario-commerciale, che da solo assorbe oltre la metà degli scambi, con un rialzo vicino all’11 per cento. Segnali di crescita arrivano anche dal settore agricolo, che registra un aumento tendenziale quasi del 20%, e dal comparto produttivo, che, dopo la flessione osservata nel trimestre precedente, torna in terreno positivo con un modesto +1 per cento. In salita anche le compravendite degli immobili classificati in “Altro” (+2%), per lo più composti dalle unità censite nel gruppo catastale F.
Variazione tendenziale nel III trimestre 2025 di uffici, negozi e capannoni per area geografica
Con riferimento al mercato degli uffici, si rileva un incremento delle transazioni di oltre il 9% su scala nazionale. L’analisi territoriale mostra una crescita diffusa in quasi tutto il Paese, con risultati molto positivi al Nord Ovest, dove l’aumento degli scambi è prossimo al 20%, seguito dalle aree del Centro e del Nord Est, in rialzo rispettivamente del 10,6% e del 7,7%; in lieve calo, invece, le compravendite di uffici al Sud, a differenza delle Isole che registrano una contrazione marcata, -12% circa. In rialzo, a livello nazionale, anche la superficie normalizzata (Stn), +5,2% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. Nelle grandi città, il mercato è ancora più vivace: gli scambi aumentano in media di un quarto, con Roma e Milano che confermano la loro centralità, seppur con caratteristiche diverse: compravendite e superfici in forte incremento nella capitale e transazioni in crescita ma superfici in ribasso nel capoluogo lombardo. Tra i mercati più dinamici emergono Genova e Firenze, mentre Torino e Palermo registrano un trimestre negativo.
Il segmento dei negozi prosegue la sua espansione: nel terzo trimestre dell’anno, gli scambi salgono poco più dell’11%, crescita sostenuta da tutte le aree territoriali, in particolare da quelle centro-settentrionali, che rilevano variazioni a doppia cifra. In rialzo anche le superfici scambiate, +13% a livello nazionale, con il picco raggiunto nel Nord Est, oltre il 21 per cento. Nelle otto principali città italiane, il mercato dei negozi registra un rialzo delle compravendite del 12% e una crescita delle superfici ancora più marcata, superiore al 17 per cento. I dati sono positivi in quasi tutti i capoluoghi: Roma, Milano e Torino, i mercati più rilevanti per dimensione, segnano rialzi tendenziali forti, rispettivamente +16% circa, +11,1% e +17,6 per cento. Tra i mercati delle altre città, spicca Palermo, che ha visto crescere i volumi di oltre un terzo rispetto allo stesso trimestre del 2024. Dinamica negativa, invece, a Bologna, dove gli scambi calano di oltre il 15%, e a Napoli, che registra una lieve flessione, -1,4%, pur mostrando superfici in aumento.
Nel comparto produttivo, invece, la crescita è appena dell’1%, risultato che riflette un quadro territoriale disomogeneo. Infatti, la domanda è sostenuta dalle aree centro-meridionali a scapito delle aree settentrionali che rilevano una flessione degli scambi. In particolare, si rileva un forte incremento nelle Isole, +21%, e al Centro, poco sopra il 7%, mentre al Nord Ovest e al Nord Est, che rappresentano la quota prevalente dell’intero mercato, la contrazione è attorno al 2 per cento. Anche l’analisi delle principali province conferma questa eterogeneità: a fronte di cali marcati in realtà come Milano e Bologna, altri territori, tra cui Brescia, Modena, Treviso e Bari, mostrano una crescita degli scambi, mantenendo complessivamente stabile il settore.
Nel complesso, il terzo trimestre 2025 rafforza il quadro di un mercato non residenziale in fase di solida espansione. Il settore trainante resta il terziario-commerciale: uffici e negozi, infatti, registrano ritmi di crescita significativi, soprattutto nei grandi centri urbani. Anche la ripresa del comparto produttivo, seppur modesta, contribuisce al bilancio positivo di un trimestre che chiude con prospettive favorevoli per la parte finale dell’anno.
Ultimi articoli
Attualità 27 Ottobre 2026
Credito di imposta librerie 2026, ultimi giorni per le richieste
C’è tempo fino alle 12 del 30 ottobre per presentare le domande di ammissione al tax credit istituito per sostenere l’attività dei librai che gestiscono librerie specializzate Il 30 ottobre, alle 12, si chiude la finestra temporale, aperta il 14 settembre, per presentare le istanze di ammissione all’agevolazione per l’anno 2026, riferita ai dati economici del 2025.
Normativa e prassi 26 Ottobre 2026
Bonus carburante, pronto il codice per la compensazione del credito
Definite le modalità operative per utilizzare l’agevolazione destinata alle imprese colpite dal rincaro del gasolio.
Normativa e prassi 26 Ottobre 2026
Concordato biennale, via libera con Isa diverso tra ente e associato
Il decreto Omnibus ha introdotto un’eccezione alle preclusioni di accesso al Cpb previste nel caso del professionista che svolge attività anche in associazione con altri colleghi Un professionista che opera individualmente e partecipa anche a un’associazione professionale può aderire al concordato preventivo biennale senza vincoli collegati alla scelta operata dall’ente partecipato quando le attività esercitate risultano riconducibili a Isa differenti.
Normativa e prassi 26 Ottobre 2026
Buoni benzina per welfare aziendale: fringe benefit fuori dal reddito
L’emolumento finalizzato esclusivamente a promuovere il benessere, la fidelizzazione e la motivazione del personale coinvolto nel lavoro domenicale è escluso dalla tassazione Una società affidataria di servizi pubblici essenziali continuativi sette giorni su sette che intende istituire un sistema di welfare aziendale, attraverso l’assegnazione di buoni benzina o buoni spesa, per promuovere il benessere e la motivazione del personale tenuto al lavoro domenicale, potrà considerare tali “buoni” come fringe benefit, ed escluderli quindi dalla tassazione.