Attualità

23 Ottobre 2025

Fiscalis, progetto sul Tax Gap: l’Agenzia delle entrate in prima linea

Il rapporto finale presentato oggi a Roma nella sede centrale dell’Agenzia analizza le metodologie e le esperienze nazionali dei diversi Stati dell’Unione europea e fonda le basi per un approccio condiviso in materia di misurazione del tax gap

Presentato oggi a Roma il report finale del progetto Fiscalis sulla misurazione del tax gap, coordinato dall’Agenzia delle entrate. Il documento sintetizza i risultati raggiunti e le principali innovazioni metodologiche condivise a livello europeo. La presentazione si è tenuta presso la sede centrale dell’Agenzia delle entrate a Roma, nel corso della riunione plenaria del gruppo del progetto Fiscalis della Commissione europea dedicato alla stima del tax gap.

L’agenda dei lavori
All’evento hanno partecipato delegati delle amministrazioni fiscali europee coinvolte nel progetto, rappresentanti di altre amministrazioni fiscali, membri della Commissione per la stima dell’evasione fiscale del ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre a esponenti del Fondo monetario internazionale e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

L’agenda della giornata ha previsto, dopo i saluti istituzionali, una panoramica del progetto, sessioni tematiche dedicate alla presentazione dei risultati e due panel di discussione, rispettivamente su imposte dirette e indirette, con il coinvolgimento di esperti internazionali e rappresentanti delle amministrazioni fiscali.

Il Progetto
Dal novembre 2020, l’Agenzia delle entrate è stata individuata dalla Commissione europea, nell’ambito del Tadeus (Tax Administration European Union Summit), come coordinatrice del progetto Fiscalis “Estimations of Tax Gap on PIT/SSC, CIT, MTIC fraud and VAT e-commerce”. L’obiettivo era sviluppare metodologie condivise per la stima del tax gap delle principali imposte nell’Unione europea. L’Italia ha agito come capofila, coordinando il gruppo di lavoro e condividendo la sua competenza tecnica e la sua lunga esperienza nell’analisi del tax gap.  Il progetto, avviato con la prima plenaria del 25 giugno 2021, ha visto la partecipazione di 20 Stati membri e si è articolato in quattro sottogruppi tematici, ognuno per ogni area tematica.

I risultati conseguiti confermano la validità della collaborazione tra amministrazioni fiscali europee e la solidità delle metodologie sviluppate. Il progetto, giunto alla fase conclusiva prevista, proseguirà per consolidare i progressi ottenuti. Il report finale raccoglie e sistematizza questi risultati, evidenziando i progressi verso un approccio europeo comparabile, replicabile e fondato su dati amministrativi integrati.

Presentazione del Report
Nel corso della plenaria sono stati presentati i risultati dei lavori svolti nelle tre fasi operative che compongono il progetto. In particolare, il documento finale analizza le metodologie esistenti e le esperienze nazionali dei diversi Stati, identifica elementi metodologici comuni e costruisce le fondamenta per un approccio condiviso. Nel dettaglio, per le imposte sul reddito delle società (Cit): è stato proposto un approccio armonizzato basato su conti nazionali e dichiarazioni fiscali, con l’introduzione del concetto di “maximum absolute tax base gap”; per le imposte sul reddito delle persone fisiche (Pit): è stato adottato un approccio “piecewise”, con stime distinte per salari, pensioni e redditi d’impresa, integrando metodi top-down e bottom-up; per il sottogruppo sull’Iva (Mtic Vat): sono state testate due metodologie complementari (analisi delle discrepanze tra Vies e dichiarazioni Iva; modelli di profilazione dei missing trader); per il gap Iva da commercio elettronico, da ultimo, è stato sviluppato un quadro segmentato e una metodologia bottom-up che integra fonti amministrative e dati di piattaforma, identificando “true omitters” e “partial omitters”.

Infine, il report raccoglie le prime evidenze dell’applicazione pratica dei metodi proposti e individua le future linee di sviluppo.

Numerosi gli interventi degli esperti, in qualità di delegati delle amministrazioni fiscali partecipanti al progetto che hanno illustrato i punti di forza del progetto, le criticità e gli spazi di miglioramento. La partecipazione di esperti della stima del tax gap, inoltre, ha permesso di ampliare le visioni e delineare dei concreti step futuri per dare seguito al progetto appena conclusosi. Particolare rilevanza è stata data al perché sia emersa l’esigenza di un approccio comune alla stima del tax gap, alle sfide e alle soluzioni possibili, nonché i possibili scenari futuri.

Le prossime fasi dei lavori
I risultati finora raggiunti dimostrano con chiarezza la necessità di continuare a portare avanti il progetto, consolidandone i progressi compiuti, preservandone le competenze e le reti professionali sviluppate e garantendo che questo investimento collettivo si traduca in un approccio operativo concreto e metodologicamente robusto.

Eventuali attività future potranno coinvolgere anche istituti nazionali di statistica e altri organismi competenti, per rafforzare l’integrazione interdisciplinare e la qualità delle analisi.

I vertici delle amministrazioni fiscali partecipanti al progetto hanno deciso di proseguire i lavori anche dopo la pubblicazione del report finale, sottolineando in particolare l’importanza degli output che saranno prodotti dal sottogruppo che tratta dell’evasione nel contesto del commercio elettronico.

Fiscalis, progetto sul Tax Gap: l’Agenzia delle entrate in prima linea

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